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    La lettura di matematica nell'Università di Ferrara dal 1602 al 1771

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    Ferrara è stata per gran parte della sua storia moderna Legazione dello Stao Pontifico, ed il periodo pontifico è stato anche il più lungo per la storia dell'Università di Ferrara. Per questo periodo esiste una ricchezza di documenti che ne rendono interessante lo studio in relazione sia a fatti locali, che allo sviluppo generale delle conoscenze scientifiche. La storia della Pontifica Università di Ferrara si compone di tre periodi: dalla Devoluzione alla Riforma Riminaldi (1771), dal 1771 al periodo napoleonico, dalla Restaurazione Pontificia all'Unità d'Italia. Il presente articolo fornisce un quadro ampio e dettagliato della presenza della matematica nell'ambito degli studi universitari a Ferrara dal 1602 al 1771, con notizie sui lettori, sulle discipline matematiche oggetto degli studi, confrontando anche la realtà ferrarese con quelle delle vicine sedi universitarie di Bologna e Padova

    Cultura scientifica a Ferrara tra Università e corte Estense

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    Viene presentato un testo di Francesco Patrizi, filosofo platonico, figura multiforme nel panorama culturale europeo della seconda metà del XVI secolo, scritto in forma dialogica, in cui sono illustrati i problemi idraulici del territorio di Ferrara, ma anche le modifiche morfologiche subite dal territorio nel corso dei secoli dedotte da fonti classiche. Sono altresi' sviluppati temi di carattere più generale come l'origine dei fiumi, il ciclo dell'acqua, i difetti nelle misure, l'effetto del peso dell'acqua sul moto dell'acqua corrente

    Matematica e idraulica a Ferrara nell'età del Tasso

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    Attraverso un'ampia documentazione inedita vengono illustrati i principali e più impegnativi problemi idraulici del Ducato di Ferrara nel secolo XVI che ebbero come conseguenza lo sviluppo di competenze e conoscenze sia teoriche che pratiche in questo ambito disciplinare nel tessuto culturale ferrarese

    L'Università e le scuole per gli Ingegneri a Ferrara

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    La storia della formazione culturale degli ingegneri è stata oggetto nel secolo scorso di importanti ricerche, si ricordano quelle di Pietro Riccardi e Antonio Favaro. In tempi più recenti diversi studi sono stati condotti in Francia, mentre più rare e occasionali sono state negli ultimi decenni le ricerche condotte in Italia. Il presente articolo risulta un contributo alla conoscenza dell'istruzione tecnica superiore a Ferrara con particolare riferimento all'Università riformata (1771-1804), al periodo napoleonico (1804-1815), allla Restaurazione Pontificia (1817-1859), all'Italia unita

    L'insegnamento della matematica nell'Università di Ferrara dal 1771 al 1942

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    Questo articolo sull'insegnamento della matematica nell'Università di Ferrara copre un arco cronologico molto ampio, dal 1771 anno della riforma Riminaldi dell'Università, al 1942 anno in cui l'Università divenne statale, dopo il periodo di "libera Università". Il lavoro è completato da un'appendice bibliografica riguardante libri di testo di matematica adottati o consigliati agli studendi nei diversi periodi. Una seconda appendice raccoglie documenti dell'Università Pontificia ed estratti dalle leggi sull'ordinamento del corso di laurea in matematica nell'Italia unita

    Ingegneria a Ferrara

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    viene illustrata l'organizzazione degli studi volti alla formazione degli ingegneri a Ferrara nell'ambito dell'Università, prima Libera Università di Ferrara, poi Statal

    "A cose nuove, uomini nuovi": filosofi, matematici e tecnici tra bonifiche e trasmissione della scienza antica nella Ferrara del XVI secolo

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    Al crepuscolo del Rinascimento si assiste a un profondo cambiamento nella distribuzione delle competenze tra varie categorie professionali: letterati, filosofi, ingegneri, architetti, matematici, astronomi, insegnanti nelle Accademie, nelle Università e nei Collegi Religiosi. Vengono qui presentati alcuni protagonisti di questa stagione culturale attivi a Ferrara nel secondo Cinquecento allo scopo di evidenziare il cambiamento di mentalità e i frutti che la circolazione delle idee e lo scambio di conoscenze hanno prodotto, focalizzando l'attenzione sul pensiero scientifico e sui suoi sviluppi

    Teoremi di unicità della magnetoidrodinamica in domini illimitati

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    The Author establishes two solution uniqueness theorems for the problem of homogeneous, incompressible, perfect, electrically conducting fluid motion around a fixed, electrically conducting solid body. In the first theorem displacemt current is disregarded, in the other one this current is considered. The proof is obtained by using the "weight function method" adopted by G. P. Galdi and S. Rionero in an analogous uniqueness theorem for viscous magnetofluids. © 1979 Università degli Studi di Ferrara

    Galileiani e Gesuiti a Ferrara nel Seicento

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    Furono soprattutto le questioni d'acque che determinarono occasioni di scambio con l'ambiente galileiano in ambito ferrarese. L'opera considerata all'origine della scienza idraulica dal titolo: Della misura dell'acque correnti fu scritta dopo la visita dell'autore, Benedetto Castelli, alle acque del ferrarese volta alla sistemazione idraulica del territorio. Le tesi di Castelli furono contestate dal gesuita ferrarese Nicolò Cabeo. Successivamente il gesuita Paolo Casati, presente a Ferrara dal 1636 al 1638, difese le posizioni dei ferraresi nella polemica con Bologna sulla sistemazione del corso del Reno. Il primo editore delle Meccaniche di Galileo in lingua originale, Luca Danese, operò lungamente a Ferrara, impiegato sia in ambito idraulico, sia come ingegnere militare. Nell'ambito delle visite alle fortificazioni del territorio fu a Ferrara Carlo Renaldini, membro dell'Accademia del Cimento, il cui nome compare nel 1649 come lettore di matematica dell'Università. La lettura fu poi tenuta dal 1675 fino alla fine del secolo da membri della Compagnia di Gesù tra cui per quattro anni da Francesco Lana Terzi, la cui attività sperimentale nell'ambito della fisica a Ferrara è documentata dal carteggio che egli mantenne in questi anni col confratello Daniello Bartoli

    Amazonian plants from ethnomedicine to biotechnology through pharmaceutical biology approaches: a PhD experience in connecting forest with laboratory

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    The South american Natives, Shuar and Achuar people and their ethnomedical culture constitute the background subject of the Phd research, performed both in Ecuador (Salesian Politechnic University, Quito), and in Italy (Pharmaceutical biology labs, University of Ferrara). Based on ethnomedical responses, Piper aduncum, Maytenus macrocarpa, Schinus molle, Tecoma stans and Eugenia hallii were chosen as amazonian plant species subject of the research. AIMS The research has been focused on: − checking the presence of endophytic fungi in plants; − isolating and subculturing pure endophytic strains; − checking the biotransformation capacity of the isolated endophytes on pure compounds; the most performing endophytes were also tested on phytocomplexes and pure chemicals obtained by the plant from which the fungi were isolated; − phytochemical characterization and bioactivity assays of plant extracts: P. aduncum. − METHODS Biotransformations. Fresh aerial plant parts were properly washed in sanitizing solutions and in vitro cultured using adequate solid media to isolate endophytes. (+/-)-cis-bicyclo[3.2.0]hept-2-en-6-one, acetophenone, 1-indanone, 2-furyl methyl ketone, 2-methylcyclopentanone, 2-methylcyclohexanone, 2- methoxycyclohexanone were chosen as substrate model for biotransformations. The cultures were sampled after 1, 3, 7, 10 days of culturing, and ethyl acetate extracted to verify by GC-MS the presence of possible biotransformation products. Biotransformations were also checked on P. aduncum whole essential oil and on dillapiol, cis-ocimene, piperitone, (-)-terpinen-4-ol as most abundant chemicals. Chemical fingerprinting of P. aduncum essential oil. Steam distillation was adopted to obtain the essential oil, then characterized by GC-MS, NMR analyses. In vitro bioassays of P. aduncum essential oil. Antimicrobial activities were checked in vitro using proper agarized media to reach MIC. Antioxidant capacities were checked through DPPH test, ABTS and photochemiluminescence assays. Born's turbidimetric method and Writhing test were respectively adopted to check platelet-aggregation and anti-nociceptive properties. Mutagenic, antimutagenic properties and toxicity were assayed using classical and modified Ames test. MAIN RESULTS 364 fungal strains were in vitro isolated. Among all, 5 strains performed biotransformations on acetophenone to (S)-1-phenylethanol, with important yields (78-97%) and enantiomeric excess (78- 100%). Three strains gave also phenols probably by enzymatic reactions (Baeyer-Villiger oxidations). 15 fungal strains gave the lactones (-)-(1S,5R)-2-oxabicyclo[3.3.0]oct-6-en-3-one and (-)-(1R,5S)-3- oxabicyclo[3.3.0]oct-6-en-2-one from (+/-)-cis-bicyclo[3.2.0]hept-2-en-6-one, probably as result of monooxygenase activation. Phytochemical characterization of P. aduncum essential oil has evidenced dillapiol as the most abundant terpene, followed by cis-ocimene, piperitone and terpinen-4-ol. Only cisocimene and piperitone gave several biotransformation products through dehydrogenation and hydroxylation reactions. The essential oil has evidenced non-mutagenic properties and interesting antifungal and antioxidant activities. CONCLUSIONS Several endophytic fungal strains from Amazonian plants were isolated and checked for biotransformations on pure chemicals and on P. aduncum essential oil. Data obtained will be useful for possible following patents about micro-organisms able to transform pharmaceutically interesting chemicals. Taxonomical characterization of the most performing fungal strains is still in progress. P. aduncum essential oil can be considered genotoxically safe and provides interesting antifungal and antioxidant properties, supporting its ethnomedical use as cicatrising and disinfectant crude drug and suggesting an extension of its employ as preservative ingredient
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