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    Lina Bo Bardi. Une biographie en images .Lina Bo Bardi. Una Biografia per immagini

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    Timeline critica delle opere e della vita di Lina Bo Bordi corredata da immagin

    Introduzione delle curatrici / Introduction des commissaires

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    L’introduzione, scritta a quattro mani dalle responsabili del progetto, Alessandra Criconia e Elisabeth Essaïan, ripercorre in cinque paragrafi – una riscoperta tardiva, l’esposizione racconto del progetto, insegnamenti condivisi, ibridazioni, esporre l’architettura – il percorso di ricerca dedicato alla riscoperta di Lina Bo Bardi, tra le architette più prolifiche del Novecento che ha realizzato case, musei, teatri, chiese, centri culturali e sportivi e una vasta casistica di mobili e di allestimenti. Prendendo le mosse dalla sua biografia intellettuale e professionale scandita dalle cinque città dove ha vissuto – Roma, Milano, Rio de Janeiro, San Paolo, Salvador de Bahia – ed elaborata graficamente in dieci pannelli, il progetto “Lina Bo Bardi. Insegnamenti condivisi” ha dato luogo a un grande laboratorio di ricerca ‘polifonico’ esposto in una mostra e presentato in conferenze e giornate di studio in Francia e in Italia.The introduction, written in collaboration with project leaders Alessandra Criconia and Elisabeth Essaïan, retraces in five paragraphs - a late rediscovery, the project's narrative exhibition, shared teachings, hybridisations, exhibiting architecture - the research path dedicated to the rediscovery of Lina Bo Bardi, one of the most prolific architects of the 20th century who created houses, museums, theatres, churches, cultural and sports centres and a vast array of furniture and installations. Starting from her intellectual and professional biography marked by the five cities where she lived - Rome, Milan, Rio de Janeiro, São Paulo, Salvador de Bahia - and graphically elaborated in ten panels, the project "Lina Bo Bardi. Insegnamenti condivisi' (Lina Bo Bardi. Shared teachings) gave rise to a large 'polyphonic' research workshop displayed in an exhibition and presented at conferences and study days in France and Italy

    Il SESC Pompeia di Lina Bo Bardi

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    Negli anni Settanta, a San Paolo, Lina Bo Bardi viene incaricata di progettare l'unità SESC di Pompeia. La sua scelta di recuperare la cittadella industriale della Fábrica da Pompeia per salvaguardare un luogo utilizzato dagli abitanti del quartiere come ritrovo domenicale rappresenta una novità che ha posto le condizione di una qualità antropologica dell'architettura che a distanza di trent’anni fa del Sesc Pompeia una effettiva "Citadela da liberdade" così come Lina Bo Bardi aveva voluto. Oggi il SESC Pompeia è un luogo tra i più frequentati di San Paolo (una piazza di incontro e di convivenza) e un esempio di architettura da seguire anche nella contemporaneità

    Oficina Bo Bardi

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    Il 2014 è stato il centenario della nascita di Lina Bo Bard. Per celebrare la figura di questa architetta, romana di nascita e brasiliana per scelta, è stata avviata una collaborazione tra due scuole: Escola da Cidade di San Paolo e il Dipartimento di Architettura e Progetto di Roma Sapienza. E' nato, da questo desiderio di partecipare al centenario, il workshop "Oficina Bo Bardi", concepito quale laboratorio di progettazione internazionale creativa. Nell'ottica di riqualificare il tessuto urbano di alcune parti della città di Roma, e incorporarvi la storia, è stato scelto come esempio e modello il SESC Pomepia di Lina Bo Bardi a San Paolo, luogo della "convivencia" e del "lazer" per eccellenza. L'obiettivo è stato quello di recuperare dei complessi industriali dismessi e convertirli in luoghi di ritrovo e di incontro

    Lina Bo Bardi, Una biografia per immagini

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    Per mettere a fuoco la figura di Lina Bo Bardi e rileggerne il percorso, abbiamo adottato lo strumento grafico della linea del tempo in relazione agli ambienti culturali e politici da lei frequentati, sullo sfondo degli eventi della storia. Abbiamo dunque elaborato un “metro cronologico”, con le date significative della sua vita segnalate da bande verticali grigie, che corre come un nastro continuo tra le foto di Lina, l’elenco dei progetti e delle varie attività culturali intraprese – da quella editoriale alle scenografie di teatro e di cinema – e le foto delle persone che più hanno contato per lei. Una fascia grigia, che attraversa la linea del tempo, riporta le attività culturali intraprese in Brasile con Pietro Maria Bardi: la fondazione del MASP e le iniziative didattiche ed editoriali connesse dell’Instituto de Arte Contemporânea – con la sezione di moda e costume – e della rivista Habitat; lo Studio di Arte e Architettura Palma (con Giancarlo Palanti e Valeria Piacentini Cirell); la Casa de Vidro a Morumbi, unica realizzazione di un più vasto progetto di case-studio per artisti collegato al MASP. Una fascia dei principali fatti storici e politici in Italia e Brasile ricostruisce il clima di quegli anni. Solo infatti una lettura orizzontale della vita di Lina Bo Bardi consente di avere una visione più articolata di questa donna architetto dalla vita avventurosa e quasi romanzata

    Lina Bo Bardi. Un'architettura tra Italia e Brasile

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    Nel 1946, all’età di 32 anni, Lina Bo Bardi parte con il marito per il Sudamerica. È un viaggio di sola andata. In Brasile, Bo Bardi fisserà la sua dimora e costruirà la sua seconda vita. Ma è in Italia, dove si laurea alla scuola di architettura di Piacentini e Giovannoni e dove muove i primi passi professionali nel mondo delle riviste e del dibattito, che si delineano i temi e le figure della sua architettura. Nei suoi capolavori – Casa de Vidro, MASP, SESC-Pompéia –, così come nelle opere meno conosciute dei teatri, delle chiese, delle case e negli allestimenti, sono evidenti le tracce di un razionalismo umanistico tipicamente italiano che, mescolate con il “surrealismo” brasiliano, hanno dato forma a edifici rigorosi e fortemente espressivi. Il libro è una riflessione collettiva sui caratteri ibridi dell’architettura di Bo Bardi: una lettura della sua opera e del suo pensiero, sullo sfondo della crisi del Moderno e delle avanguardie storiche, seguendo il filo di una visione etica e poetica del progetto che ha posto al centro la cultura e le arti popolari.In 1946, at the age of 32, Lina Bo Bardi left for South America with her husband. It's a one-way trip. In Brazil, Bo Bardi will set up his home and build his second life. But it is in Italy, where she graduated in architecture at the school of Piacentini and Giovannoni and where she moves his first professional passages in the world of magazines, that outlines the themes and figures of his architecture. In her masterpieces - Casa de Vidro, MASP, SESC-Pompéia - as well as in the lesser-known buildings like theaters, churches, houses and outfits, are traces of a typically Italian humanistic rationalism that, blended with Brazilian "surrealism”, have given shape to rigorous and strongly expressive buildings. The book is a collective thought on the hybrid characters of Bo Bardi's architecture: a reading of her work, in the background of the Modernity crisis and the emergence of the new avant-garde, following the thread of an ethical and poetic vision of the project, centered on culture and popular arts

    Readings of Gramsci in and on the Arab Countries in the 2000s

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    This is the Abstract of the article in English by Alessandra Marchi on the recent presence of Gramsci in the Arab countries (MENA).This is the Abstract of the English-language article by Fawwaz Traboulsi on the history, starting from the 1960s and 1970s of the translation into Arabic of Gramsci and its subsequent diffusion and influence. The author looks at the way in which currently neoliberalism has been changing political language in the attempt to bend it to its own purposes

    Lina Bo Bardi (1914-2014). Un'architetta romana in Brasile

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    Il testo è l'introduzione al convegno dedicato all'architetta Lina Bo Bardi nell'anno del centenario della nascita di cui si propone una lettura aggiornata di alcuni degli aspetti più significativi e pregnanti della sua figura: - Il coraggio delle scelte che l’hanno portata a mettersi in gioco più di una volta a fare dei ricominciamenti dopo separazioni e distacchi; - la forza e l’originalità della sua opera che vanta capolavori come la casa de Vidro, il Museo di Arte di São Paulo e la Fabrica da Pompeia riconosciuti pari a quelli di Oscar Niemeyer, di Lúcio Costa, di Vilanova Artigas, di Affonso Eduardo Reidy nei quali si rileggono tracce della formazione umanista e italiana; - la profondità della sua teoria dell’architettura che in Brasile è approdata ad una sintesi originale di illuminismo che intende il progetto una sapiente mescolanza di tecnica e artigianato popolare: dopo l’esperienza di Bahia e l’incontro con le culture dei popoli del nordest brasiliano, Lina ha maturato un approccio antropologico-etnografico che è alla base della sua architettura “impura”, umanisticamente moderna che potrebbe essere definita anche “un’architettura della creolizzazione” nel senso dato da Edouard Glissant al termine creolizzazione: un métissage linguistico che nasce dalla ricomposizione delle tracce e dei frammenti delle lingue e delle arti dei boat people, i popoli migranti e sradicati dalle loro terre; - il talento e la generosità intellettuale di un architetto militante che ha scritto tanto quanto ha costruito, collaborando con le principali riviste di architettura italiane e brasiliane, allestendo mostre ed esposizioni in tutto il mondo, partecipando al dibattito, insegnando nelle università, coltivando i rapporti con un’intellighenzia italo-brasiliana di cui hanno fatto parte Piacentini, Zevi, Nervi, Pasolini, Niemeyer, Mario Cravo, Gonçalves, i tropicalisti Gilberto Gil, Maria Bethania, Caetano Veloso, il regista Glauber Rocha del Cinema Novo, l’artista di teatro Matteo ... e tanti altri; - l’attualità del pensiero e dell’opera di Lina che rivelano una straordinaria attinenza con temi della contemporaneità come il riuso e il riciclo degli edifici e delle materie

    Lina Bo Bardi, ROMA 1914-2014

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    Schede Fotografiche commentate con i luoghi romani frequentati da Lina Bo Bardi e le opere dell'architetta italo-brasiliana a San Paolo del Brasil

    Lina Bo Bardi. Enseignements partagés / Lina Bo Bardi. Insegnamenti condivisi

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    Frutto della collaborazione tra l’Ecole nationale superieure d’architecture Paris Belleville e il Dipartimento di Architettura e Progetto dell’Università di Roma Sapienza, il volume illustra il progetto di ricerca che ha coinvolto nell’arco di due anni 28 insegnanti e 140 studenti di diversi corsi e laboratori nello studio e nella produzione di modelli, filmati, fotografie. Gli esiti di questo articolato progetto sono confluiti nella mostra “Lina Bo Bardi. Insegnamenti condivisi” organizzata nella galleria dell’ENSA di Paris Belleville dal 26 novembre 2017 al 10 febbraio 2018.The result of the collaboration between the Ecole nationale superieure d'architecture Paris Belleville and the Department of Architecture and Design of Sapienza University of Rome, this volume illustrates the research project that involved 28 lecturers and 140 students from different courses and laboratories in the study and production of models, films and photographs for two years. The results of this complex project were collected in the exhibition "Lina Bo Bardi. Shared teachings" organised in the ENSA gallery in Paris Belleville from 26 November 2017 to 10 February 2018.Produit de la collaboration entre l'Ecole nationale supérieure d'architecture Paris Belleville et le Département d'architecture et de design de l'Université Sapienza de Rome, ce volume illustre le projet de recherche qui a impliqué 28 professeurs et 140 étudiants de différents cours et laboratoires dans l'étude et la production de maquettes, de films et de photographies pendant deux ans. Les résultats de ce projet complexe ont été rassemblés dans l'exposition "Lina Bo Bardi. Enseignements partagés" organisée dans la galerie de l'ENSA à Paris Belleville du 26 novembre 2017 au 10 février 2018
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