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    Canaletto e il Pra' della Valle

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    Il principale nucleo tematico del saggio è il ruolo fondamentale avuto dal Prato della Valle nel repertorio vedutistico di Canaletto. Il Prato è divenuto un archetipo iconografico per sperimentazioni prospettiche pionieristiche entro la pratica dell’artista. Il funzionamento e gli esiti estetici della Camera Obscura di Canaletto, dispositivo mediante il quale l’immagine viva di una veduta veniva catturata e proiettata su una superficie piana, vengono discussi anche in relazione all’esperimento di costruzione di una nuova Camera Obscura della dimensione di un’intera stanza presso Palazzo Angeli, ad opera di Claude Martin-Rabaud. L’artista-fotografo francese ha realizzato un’installazione che, rispetto a Canaletto, rovescia il punto di vista di Prato della Valle e avvolge completamente i visitatori. L’impiego della Camera Obscura e ciò che in termini fotografici potremmo definire “visione obiettiva” inaugurano dunque una nuova stagione del vedere. Palazzo Angeli viene così ridefinito quale sede dell’occhio di Canaletto

    Sguardi sempre più estesi. La Keystone View Company e il Trip around the World

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    Oggetto del saggio è la descrizione e l’analisi di un giro del mondo visuale, brevettato negli USA: fotografie tridimensionali osservabili con visori stereoscopici, da ammirare dopo aver letto testi di accompagnamento e approfondimento pubblicati in lussuosi volumi, nonché esaminando mappe indicizzate sulle quali seguire il viaggio o inventarne di nuovi. Era evidente l’intenzione di sfruttare tutta la forza innovativa, tecnologica e narrativa, della fotografia, della stereoscopia, della cartografia, della romantica dimensione del viaggio e della necessità di comprendere e conoscere. Il Tour of the World, a partire dal secondo decennio del Novecento, costituì senz’altro il progetto più ambizioso della Keystone View Company, già sperimentato dalla Underwood&Underwood con una serie di settantadue stereoscopie dedicate all’ America, il Giappone, la Cina, l’India, l’Africa, il Medio Oriente e l’Europa. I set proposti dalla Keystone erano costituiti da un numero diverso di immagini: 72, 100, 200, 400 e 600, fino ad arrivare a 1200. Le diverse edizioni erano corredate inizialmente da semplici stereoscopi, successivamente sostituiti da visori sempre più sofisticati, come i Telebinoculars e i Televiewers, nonchè da mappe sulle quali erano tracciati gli itinerari attraverso i continenti, le stereoscopie e i libri-guida basati su una complessa classificazione dei soggetti rappresentati nelle fotografie. L’azienda creò un comitato di redazione per la stesura e la supervisione dei testi introduttivi a ciascun argomento, composto da diversi membri che garantivano, grazie alla loro riconosciuta professionalità, l’eccellenza dell’opera offerta al pubblico. La selezione delle fotografie, così come la responsabilità dell’intero progetto editoriale, furono affidate, invece, a Burton Holmes (1870-1959), noto viaggiatore e performer; la decisione della Keystone di associare il suo volto ai prodotti dedicati ai viaggi faceva parte di una ben studiata strategia di mercato dell'azienda, destinata a risultare vincente

    Underwood&Underwood e il "Travel System"

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    Il catalogo “Time Machine. Viaggi fotografici virtuali dal mondo di 100 anni fa” ha accompagnato l’omonima mostra tenutasi dal 21 dicembre 2018 al 3 marzo 2019, basata su un parallelismo riscontrabile tra gli usi della fotografia stereoscopica nel tardo diciannovesimo secolo e i moderni sistemi di navigazione mediante satellite e mappe virtuali. Il saggio in oggetto, il sistema Underwood&Underwood viene raccontato non solo attraverso una disamina di materiali storici originali, ma anche con una lettura comparativa, che accosta l’archeologia dei media a visori per la realtà virtuale, schermi in alta definizione e occhiali 3D

    Prima del cinema, le lanterne magiche, la collezione Minici Zotti. Ideazione, coordinamento e realizzazione Laura Minici Zotti in collaborazione con C. Alberto Zotti Minici. Cataloghi Marsilio, Venezia. Mars 1988

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    Mannoni Laurent. Prima del cinema, le lanterne magiche, la collezione Minici Zotti. Ideazione, coordinamento e realizzazione Laura Minici Zotti in collaborazione con C. Alberto Zotti Minici. Cataloghi Marsilio, Venezia. Mars 1988. In: 1895, revue d'histoire du cinéma, n°7, 1990. pp. 105-107

    Un tour stereoscopico nell'Italia a cavallo del Novecento

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    La costruzione del percorso visivo multimodale presente nel set stereoscopico "Italy throught the Stereoscope: Journey in and about Italian cities" di Daniel James Ellison, opera pubblicatanel 1903, rappresenta un antecedente della multimedialità presente nei dispositivi di realtà virtuale contemporanea. Attraverso l'analisi integrata di immagine 3D, testo e mappe topografiche è possibile esplicitare la strategia espressiva che consentiva allo spettatore straniero dei primi del Novecento l'esperienza immersiva in un'Italia lontana nello spazio e allo spettatore odierno un viaggio virtuale e temporale attraverso le rappresentazioni sociali e turistiche della società giolittiana
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