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    A scalable infrastructure for teaching concepts of programming languages in Scala with WebLab: An experience report

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    In this paper, we report on our experience in teaching a course on concepts of programming languages at TU Delft based on Krishnamurthi's PAPL book with the definitional interpreter approach using Scala as meta-language and using the WebLab learning management system. In particular, we discuss our experience with encoding of definitional interpreters in Scala using case classes, pattern matching, and recursive functions; offering this material in the web-based learning management system WebLab; automated grading and feedback of interpreter submissions using unit tests; testing tests to force students to formulate tests, instead of just implementing interpreters; generation of tests based on a reference implementation to reduce the effort of producing unit tests; and the construction of a product line of interpreters in order to maximize reuse and consistency between reference implementations.Programming Language

    Il fuori scala

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    Un’antologia non è mai la mera descrizione della realtà ma il tentativo di individuare, all’interno della realtà stessa, un possibile itinerario di senso. La scelta dei brani verte sulla figura del “fuori scala”. Come porsi di fronte ad essa? Come identificare alcuni fra i possibili temi che il “fuori scala” pone alla progettazione urbana e territoriale? Tra l’esplorazione degli «orizzonti del post-urbano» all’interno dei quali Françoise Choay vede la città come «un oggetto anacronistico appartenente al passato» e il riconoscimento del fatto che «in questa fin de siecle i programmi gravitano opportunisticamente intorno al sito che offre il maggior numero di interconnessioni» come sostiene Rem Koolhaas, esiste una terza via. Ludovico Quaroni indicava come possibile alternativa rispetto al «cambiamento di scala operato nella nostra vita e nella scena urbana», la pianificazione architettonica. Seguendo questa chiave di lettura, i criteri discriminanti dei testi faranno riferimento a quattro itinerari: 1. Gli spazi abbandonati; 2. Gli spazi aperti; 3. Gli spazi delle infrastrutture; 4. Gli spazi virtuali. Evidentemente questi quattro itinerari proposti non hanno confini precisi, quanto piuttosto un’area di frontiera all’interno della quale sono possibili una pluralità di sovrapposizioni. Caratteristica comune a tutti gli spazi descritti nei testi è che essi appartengono, non solo ad un determinato luogo della città, ma anche, in quanto nodi di una rete, ad un fenomeno che travalica il locale

    Fondamenti di patologia vegetale

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    Svariate malattie di natura biotica e abiotica compromettono gravemente la produttività delle colture agrarie e forestali e provocano danni spesso irreversibili all’ambiente ed al paesaggio. La trattazione degli aspetti scientifici e tecnici fondamentali di tali malattie, rivista e puntualmente aggiornata, è riproposta con arricchita veste tipografica in questa seconda edizione dei “Fondamenti di Patologia vegetale” destinata soprattutto agli studenti dei corsi di laurea e di laurea magistrale in Scienze e Tecnologie Agrarie, Scienze Forestali e Ambientali, Viticoltura ed Enologia, Biotecnologie Agro-Alimentari, Scienze e Tecnologie Alimentari e ai tecnici e professionisti chiamati ad affrontare problemi fitopatologici sul territorio
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