121 research outputs found

    Simulazioni di scenari di assetto e linee guida per la localizzazione delle attività terziario-direzionali

    No full text
    in Le forme della pianificazione strategica: il caso di Roma di BUDONI A., COLAROSSI P., FRATINI F., PIRODDI E

    Studi per il piano strategico della città e del territorio di Latina

    No full text
    Il volume costituisce il frutto degli studi propedeutici all’elaborazione del piano strategico della città e del territorio del comune di Latina svolti dal Ce.R.S.I.Te.S., il Centro di Ricerca e Servizi del Polo di Latina della Sapienza Università di Roma, per e in collaborazione con l’assessorato al Governo del territorio della prima giunta Coletta, il servizio Politiche di Gestione ed Assetto del Territorio e l’Ufficio di Piano del Comune di Latina. Gli studi hanno assunto come punto di riferimento gli obiettivi generali per lo sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU e dell’Agenda Urbana Europea, interpretati e perseguiti attraverso l’approccio bioregionale della scuola territorialista (http://www.societadeiterritorialisti.it). I quadri analitici, le proposte di assetto e lo scenario attuativo contenuti nella pubblicazione sono delle ipotesi di cui è responsabile solo il gruppo di lavoro del Ce.R.S.I.Te.S. e che si ritengono utili per contribuire al dibattito sul futuro della città di Latina e del suo territori

    Conoscenze idee e proposte per l'autosostenibilità della bioregione pontina

    No full text
    Il volume raccoglie gli atti della giornata di studi "Conoscenze, idee e proposte per l'autosostenibilità della Bioregione Pontina" (7 maggio 2024, Latina), organizzata dall'Ecomuseo dell'Agro pontino in collaborazione con il Ce.R.S.I.Te.S. di Sapienza Università di Roma e dedicata al ricordo di Alberto Magnaghi (1941-1923), promotore della visione bioregionale e riferimento culturale per la progettazione del territorio

    Caratteri del territorio e linee di azione per scenari di futuro della Bioregione Pontina

    No full text
    Dopo aver posto in evidenza l’efficacia del concetto di bioregione al fine di interpretare l’organizzazione insediativa del territorio contemporaneo e di perseguire lo sviluppo ‘autosostenibile’ attraverso un nuovo patto città-campagna, l’articolo si sofferma sulle problematiche di delimitazione di una bioregione. Emerge la necessità di un approccio interdisciplinare che leghi gli aspetti naturali del territorio a quelli antropici in un’ottica coevolutiva e che consideri caratteri ambientali, attività economiche, organizzazioni insediative in modo integrato e lungo la loro evoluzione storica attraverso il processo di territorializzazione. In riferimento a questa impostazione metodologica si delineano le principali fasi di territorializzazione della Bioregione Pontina, dal consolidamento degli insediamenti del Latium Vetus al processo di deterritorializzazione avviato dalla bonifica integrale. Considerazioni sintetiche sullo stato attuale del territorio, pressato da un modello di sviluppo insostenibile, consentono di mettere in luce l’inadeguatezza degli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica vigenti e soprattutto la mancanza di scenari di futuro. La costruzione di questi scenari diventa dunque un obiettivo strategico da perseguire anche attraverso la discussione delle proposte di linee d’azione progettuale e strumenti di intervento che concludono il contributo.After reviewing the effectiveness of the bioregion concept as an instrument for interpreting the organisation of human settlements in a territory as the starting point for promoting its self-sustainable development in the context of a new pact between city and countryside, the article turns to the factors that determine the geographical boundaries of a bioregion. The author highlights the need for an interdisciplinary approach that views the territory’s natural and man-made characteristics as being ‘co-evolutionary’, incorporating its environmental factors, economic activities and settlement network in the context of an integrated analysis that also takes account of its historical process of territorialization. The author adopts this methodological approach to describe the main stages of territorialization that have characterised the Pontina Bioregion, located about 70 km south of Rome, between the consolidation of the early settlements of ancient Latium Vetus and the process of deterritorialization generated by the so-called ‘integral reclamation’ of the 1920 and 1930s. A brief description of a territory that has been adversely im-pacted by unsustainable development models brings to light both the inadequacy of the instruments available for territorial and settlement design and especially the lack of clear scenarios for the future. The development of such scenarios emerges as a strategic objective to be pursued. The article ends with a discussion of possible design proposals and tools

    Quadro introduttivo: il contesto bioregionale

    No full text
    Il capitolo, a partire dalla definizione dei concetti di nuovo regionalismo e di bioregione, fornisce un quadro sintetico degli elementi ambientali, socioeconomici e insediativi che caratterizzano la Bioregione Pontina, soffermandosi poi sugli ambienti di vita e il rapporto con Roma alla luce dell'analisi dei sistemi locali del lavoro, delle Functional Urban Areas definite da OCSE ed Eurostat e da un'attenta considerazione dei dati della matrice Origine Destinazione. Nel suo complesso il capitolo costituisce l'inquadramento territoriale delle relazioni tra il territorio del Comune di Latina e quello della Bioregione Pontina e della Regione

    L’urbanistica italiana tra neoidealismo e globalizzazione

    No full text
    L‟urbanistica italiana possiede alcuni caratteri particolari che oggi appaiono più evidenti nel confronto con le altre culture della pianificazione del territorio ed in particolare con quella egemone del mondo anglosassone. Capire le radici di queste differenze nel processo inevitabile di integrazione in un mondo sempre più globalizzato è fondamentale per mantenere vitale il ruolo dell‟urbanista nel nostro paese. L‟interpretazione di Abbagnano del positivismo come „Romanticismo della scienza‟, fornisce una delle chiavi interpretative per capire come il neoidealismo abbia potuto mantenere la sua influenza sulla disciplina e nello stesso tempo si sia mantenuto un ruolo non secondario delle facoltà di ingegneria. Attraverso una riflessione sulle figure della fase fondativa e la schematizzazione dei principali percorsi dell‟urbanistica italiana, si evidenzia la continuità della cultura neoidealista e, dopo la transizione degli anni ottanta, la perdita di una capacità innovativa della disciplina nel suo complesso. È necessario superare la modalità di adeguamento passivo alla globalizzazione attraverso lo sviluppo di nuove visioni culturali e la messa in discussione delle apparenti certezze disciplinari. Considerando le diverse tradizioni che animano la disciplina come una ricchezza, invece di lavorare ad una loro unificazione, è opportuno favorire il confronto tra le varie scuole rendendolo realmente proficuo e ponendo al centro della discussione il ruolo del pianificatore urbanista
    corecore