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    Reportage polacchi nel Sud Italia oggi: Dariusz Czaja, Jarosław Mikołajewski e Paweł Smoleński

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    Over the past few years, the Polish publishing house Czarne, which specializes in reportage and non-fiction literature, has published several books about Italy. The most obvious element that unites them is undoubtedly the area of the country on which these books focus, and which we could (broadly) define as the South of the Peninsula. After years of glances shot only fleetingly by Polish tourists and artists towards “our” South, suddenly it thus becomes a source of profound socio-cultural reflections, as well as a reference point for reading current events. In this article, Alessandro Ajres discusses the reasons for this change of approach to southern Italy starting from the texts by Dariusz Czaja and moving on to Jarosław Mikołajewski and Paweł Smoleński’s (written by four hands)

    Tra il tormento e l'estasi - Introduzione

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    La Puglia e la Basilicata, osservate da Czaja nelle tradizioni che ancora resistono, sono i luoghi in cui elementi della fede e della ragione si compenetrano maggiormente, in cui l’una continua a non cedere il passo all’altra. Il sud dell’Italia, con la sintesi possibile delle sue contraddizioni, rappresenta per lui la forza centrifuga e – al contempo – centripeta dell’uomo, ovvero là, dove essa si percepisce con maggior vigore

    Circuiti editoriali in Polonia negli anni 1944-2000 - Wojciech Jekiel

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    Nell'ambito del numero della rivista dedicato ai: "Maestri della polonistica" la parte dedicata a Wojciech Jekiel riannoda un filo con la parentesi torinese del curatore del testo

    La presenza di Gustaw Herling-Grudziński sui quotidiani italiani

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    The Italian language Herling used after his move to Italy in 1955 was not only the language of everyday communication; it was also the language in which, from a certain point on, he wrote all his articles for Italian mag azines and newspapers. The author retained Polish for the novels, essays, and short notes in his Dziennik (Journal written at night), as if to connect his native language with “real writing”; at the same time, he utilized Italian in his journalistic works. Yet, the texts Herling wrote in this language offer truly exceptional material for analysis. They allow us to trace the successive stages of his rapprochement with the Italian world, as well as the influence Herling had (or not) on Italian public opinion. Furthermore, comparing the Italian writings with the Journal written at night reveals how often certain articles were repeated in both languages in similar, if not identical, form; this attests to the importance of certain themes in his work

    "Astérix Légionnaire" in italiano e polacco: differenze in traduzione

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    Come si evince dal confronto tra le versioni del testo originale ("Astérix Légionnaire") in italiano e polacco, nel primo caso il traduttore si rende effettivamente visibile in virtù di scelte che segneranno l’intera storia editoriale (e cinematografica ) di Asterix nel nostro paese. Tali interventi sull’originale, tuttavia, non sono solo il risultato di coraggiose intuizioni, ma paiono raccogliere il messaggio stesso insito nell’opera. I protagonisti del fumetto si imbattono continuamente in popolazioni straniere, avendo a che fare con culture (quasi) sempre diverse dalla loro; la metà circa delle storie, infatti, è ambientata lontano dalla Gallia. In una cornice siffatta, il momento della traduzione viene incaricato di avvicinare quanto più possibile il lettore alla comprensione di realtà “altre”: l’utilizzo dell’adattamento, anche spinto oltre la norma, così come accade per le edizioni italiane, ne risulta quale compimento ideale

    Bisogna entrare nell'oscurità perché è lì la salvezza

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    Recensione de: "I libri di Jakub" della scrittrice polacca Olga Tokarczuk (premio Nobel per la letteratura nel 2018) a partire da una prospettiva di gener

    Tra il tormento e l'estasi - Viaggio in Puglia e Basilicata

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    Il libro di Czaja, si muove nell’alveo di questo desiderio polacco recente di raccontare il sud dell'Italia; all’interno della generica definizione di reportage, tuttavia, esso lascia intravedere delle differenze che lo spingono lontano dal resto del “gruppo”. Il suo è una sorta di meta-reportage, basato anzitutto sull’indagine del senso ultimo del viaggio e sulla reale possibilità di restituire quanto si è vissuto nel percorrerlo

    La poesia animalista, antispecista ed ecologista di Wislawa Szymborska (WISŁAWA SZYMBORSKA’S ANIMALIST, ANTI-SPECIESIST AND ECOLOGIST POETRY)

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    Animals, plants and nature in general have been the protagonists of Szymborska’s verses since her first collections. This presence sometimes leads to an identification of these subjects with human beings; other times, the human being is even modified in its appearance by the insertion of plant or animal elements. The attention that comes from this is of an animalist and anti-speciesist nature; the responsibility of man, in the author’s denunciation, always remains central. Szymborska works on language, in particular on some idioms linked to animals, to highlight how language contributes to the persistence of a hierarchical differentiation between species

    I banditi della normalità

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    Sette ritratti di filosofi-terapisti e, al contempo, di fuorilegge rispetto ai comuni modelli della vita sociale. Buddha, Epitteto, Epicuro, Laozi, Montaigne, Nietzsche e Schopenhauer: nessuno di questi sette fu compreso dai contemporanei e ognuno di essi, a volte, ne fu deriso. Tutti loro, però, apportarono qualcosa di geniale alla comprensione della natura umana e al rapporto dell'uomo con il cosmo. Su queste basi antiche e sempre attuali si sviluppa il racconto di Marcin Fabjanski, che trae dalla vita e dall'insegnamento dei filosofi 'banditi' le ricette per aiutarci a ritrovare la serenità. Un libro di filosofia vivente, corredato da pratici esercizi di meditazione

    Introduzione a "Brucio Parigi" di Bruno Jasieński,

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    Se in Italia Jasieński è pressoché sconosciuto e in Polonia, al contrario, è una figura centrale della letteratura interbellica, abbandonate le reticenze per aver “ osato ” immaginare Parigi distrutta, oggi anche la Francia attribuisce all’autore il valore che merita, riproponendo una nuova versione di Brucio Parigi nel 2003
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