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Interazioni tra alcol e farmaci: Revisione sistematica della letteratura e meta-analisi
L’alcol e altri xenobiotici possono limitare gli effetti terapeutici e alterare la sicurezza dei farmaci attraverso l’insorgenza di interazioni di tipo farmacodinamico e/o farmacocinetico. L’obiettivo dello studio è stato quello di realizzare una revisione sistematica e una meta-analisi degli studi controllati con placebo (RCT) che hanno investigato le interazioni alcol-farmaci (AMI) dopo l'esclusione degli effetti confondenti attribuibili ad altri xenobiotici. Dall’analisi degli articoli inclusi (107 studi, 3097 partecipanti) è emerso che la co-assunzione di alcol durante un trattamento con farmaci prescritti a scopo terapeutico produce alterazioni significative della farmacocinetica di benzodiazepine (diazepam), cannabis (THC), farmaci oppioidi (morfina e ossicodone) e metilfenidato (grado di evidenza da basso a elevato). Abbiamo riscontrato AMI anche per altri farmaci ma non è stato possibile valutare il grado di evidenza a causa del limitato numero di studi disponibili. I medici dovrebbero conoscere le AMIs per sconsigliare ai loro pazienti di assumere alcol quando sono in trattamento farmacologico con farmaci
TIAMINA AI PAZIENTI CON DISTURBO DA USO DI ALCOL VISITATI IN PRONTO SOCCORSO: IN ITALIA ABBIAMO LA FORMULAZIONE ADATTA?
La tiamina dovrebbe essere somministrata ai pazienti con disturbo da uso di alcol (AUD) durante le loro visite nei reparti di emergenza (EDs), sia come profilassi che per il trattamento la carenza di tiamina. Tuttavia, i pazienti con AUD molto spesso non ricevono la tiamina. Ad esempio, uno studio recente ha stimato che, nel 2017, in due ospedali universitari urbani di New York City, la tiamina era stata prescritta solo nel 2,2% delle visite correlate all'alcol in EDs. Considerando che la carenza di tiamina è comune tra i pazienti con AUD, che le conseguenze della mancata somministrazione di tiamina sono gravi e spesso irreversibili, che la somministrazione di tiamina è efficace, sicura e poco costosa e che la via endovenosa è facile da impiegare nei EDs, noi consigliamo vivamente di somministrare 200 mg, tre volte al giorno, preferibilmente per via endovenosa, a tutti i pazienti con AUD visitati in EDs. Tuttavia, in Italia, oltre alle barriere dovute allo stigma e alla limitata formazione in materia di dipendenza da parte degli operatori sanitari, esiste un problema oggettivo relativo alla mancanza di formulazioni di tiamina idonee alla sua somministrazione per via endovenosa
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