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La via Appia Antica parco geodetico. Fonti letterarie e online sulle basi geodetiche di Boscovich e Secchi per la cartografia e lo studio della forma della Terra.
La geodesia storica è la disciplina che s’interessa delle misure eseguite nel passato per lo studio della forma della Terra e del suo campo gravitazionale (geoide), e per il disegno della cartografia. Per tali fini le misure odierne, eseguite con strumentazione come il GPS, richiedono l’esatta conoscenza di quelle passate come anche la situazione coeva del territorio e dei suoi punti di riferimento. Pertanto, una parte importante dell’attività di ricerca consiste nella consultazione della documentazione conservata negli archivi e delle pubblicazioni edite. In particolare, vista l’importanza delle operazioni geodetiche svoltesi lungo il tratto della via Appia Antica dalle mura di Roma alle Frattocchie, sia per qualità che per estensione temporale, l’Autore ha ritenuto basilare, per il proseguio delle sue ricerche, dare una sistemazione temporale alle fonti multidisciplinari che qui si pubblicano sperando che possano essere utilizzate anche per altre tematiche
Lo scettro e la tiara. Potere temporale e territorio pontificio nella Questione Romana (1861-1871)
Il 150° anniversario dell’Unità d’Italia (1861-2011) cade a due anni dall’80° anniversario della firma dei
Patti Lateranensi che con il Trattato del Laterano (1929) sancirono la creazione dello Stato della Città del
Vaticano e la definitiva soluzione della Questione Romana. Infatti, la Questione Romana fu uno dei
principali nodi politici che condizionò il decennio tra l’Unità nazionale ‘territoriale’ proclamata (1861) e
l’Unità nazionale ‘territoriale’ realizzata (1870). Quindi, i primi anni del Regno d’Italia furono segnati dallo
scontro con lo Stato Pontificio/Santa Sede che interessò anche le potenze europee, principalmente la Francia
e, in misura minore, l’Austria.
La sicurezza della sovranità spirituale e dell’indipendenza dell’agire del Papa nell’ambito religioso ha
sempre visto nel possesso di un territorio, e quindi nel potere temporale, un caposaldo visibile e
imprescindibile tanto da essere sempre al primo posto nelle rivendicazioni durante qualunque
incontro/scontro tra Santa Sede e Italia.
Per offrire lo spirito originario della questione si sono trascritti brani dei documenti dell’epoca perché il
Lettore possa assumere il ruolo di giudice-postero per potersi elaborare un’opinione personale. Tutto questo
cercando di eliminare il più possibile il senno-di-poi perché avendo i documenti che avevano i personaggi di
allora che presero le decisioni, ci troveremo nella loro stessa situazione, o quasi: come avremmo giudicato
quel documento? quel discorso? quell’articolo? quell’idea?
Per comprendere il rapporto potere temporale/territorio e l’eco che vi fu a seguito degli aspri confronti si
sono selezionati documenti parlamentari, diplomatici e d’archivio, e estratti di articoli di quei dieci anni che
segnarono il periodo più teso della Questione Romana sia dal punto di vista politico che dal punto di vista
territoriale, culminato con la Presa di Roma (20 settembre 1870). La scelta dei documenti è stata
necessariamente condizionata dal fatto che il tema della Questione Romana e del potere temporale del Papa
ha prodotto una massa enorme di scritti. Per tale motivo si è optato per la trascrizione dei documenti
provenienti da ‘ambienti vicini alle due parti’, Governo e Ministero degli Affari Esteri italiani, e Santa Sede,
passando in rassegna le sedute del Parlamento italiano (Senato del Regno e Camera dei Deputati), gli atti del
Governo (verbali, leggi e decreti), i documenti diplomatici; e per la Santa Sede i documenti pontifici, quelli
della Segreteria di Stato e gli articoli de La Civiltà Cattolica
Messa in luce del caposaldo B della base geodetica di Secchi sulla via Appia Antica (località Frattocchie; 12 gennaio 2013).
Dopo anni di ricerche in archivio e riscontri sul terreno dei dati in possesso, il 12 gennaio 2013 si è riportato alla luce il caposaldo B della base geodetica di A. Secchi (1818-1878), gesuita e direttore dell’Osservatorio Astronomico del Collegio Romano (XIX sec.). Base geodetica che rappresenta la distanza misurata con grande precisione tra due punti che nel nostro caso ha un’estensione di poco più di 12 km.
Le attività scientifiche che sin dalla metà del Settecento hanno avuto come teatro le vestigia romane della Regina Viarum, servirono principalmente per tre scopi:
a) studio del rapporto tra metro moderno e miglio romano grazie alla scoperta della posizione originaria delle pietre miliarie a seguito degli scavi di L. Canina (1851-1853);
b) disegno della cartografia dello Stato Pontificio, la prima con metodi moderni;
c) studio della forma della Terra.
La scoperta del caposaldo B completa la ricerca dei punti fondamentali delle suddette attività iniziate nel lontano 1999 quando fu scoperto il caposaldo A, punto iniziale della Base, dalla dr.ssa M. Marcelli davanti al mausoleo di Cecilia Metella.
La riscoperta e rivalutazione di questo patrimonio scientifico in un parco archeologico e naturale unico al mondo, sono state iniziate e coordinate dal sottoscritto, Tullio Aebischer, collaboratore del Gruppo di Didattica e Comunicazione della Fisica e dell’Astronomia del dip. di Matematica e Fisica dell’Università di Roma Tre. L’idea non è solo d’interesse scientifico, ma vuole rendere noto sia alla cittadinanza che ai turisti che percorrono l’antico basolato, che Roma è stata importante anche nella storia della scienza. Storia ancora oggi testimoniata da luoghi e punti che devono essere maggiormente tutelati e resi fruibili.
La messa in luce del caposaldo B, davanti al sepolcro sormontato dalla torretta costruita da Secchi nel 1870 in località Frattocchie (comune di Marino), è stata resa possibile dall’entusiasmante e volontaria collaborazione di:
a) per le misure georadar, Laboratorio di Geofisica del dip. di Matematica e Fisica dell’Univ. di Roma Tre (prof.ssa E. Pettinelli, archeologo P.M. Barone), che hanno permesso di verificare la presenza di un manufatto corrispondente ai documenti;
b) per la messa in luce, l’archeologa R. Lunetta e i volontari del circolo Legambiente ‘Appia sud- il riccio’ (pres. R. Arioli); c) per i rilievi topografici e GPS, il geom. F. Zonetti e dr. M. Miranda dello Studio E42.it.
Per tale successo, si ringrazia anche la disponibilità dell’Ente Parco Appia Antica e della Soprintendenza BB.AA. Lazio (dr. A. Betori).
Ora, il grande lavoro fatto permetterà di continuare a risolvere altri problemi d’interpretazione della documentazione. Inoltre, si spera che possa dimostrare come un certosino lavoro di ricerca permetta di creare occasioni di cultura rivalutando zone dell’Appia apparentemente ‘morte’. Da questo punto di vista il Parco, sin dal 2009, ha appoggiato la divulgazione di tale patrimonio con la Passeggiata Geodetica (dr. T. Aebischer e dr. E. Iannuzzi), ossia un trekking di 12 km lungo l’antica Via durante il quale si va alla scoperta della storia delle misure geodetiche, si introducono i primi rudimenti del GPS e si osserva con maggiore attenzione la variegata vegetazione e le problematiche della gestione del territorio che circonda l’antica Via. Per terminare, si spera che il Parco possa fregiarsi anche dell’appellativo di ‘geodetico’ a dimostrazione dell’attenzione verso la storia della scienza.
(da http://www.parcoappiaantica.it/it/notizienew.asp?id=649
Le basi geodetiche storiche della Carta Topografica d’Italia (1875) come monumenti geodetico-cartografici
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