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    Patologie del linguaggio e della comunicazione

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    Il volume, in un’ottica cognitiva, affronta il tema delle patologie del linguaggio coniugando la riflessione teorica con le più recenti evidenze empiriche provenienti dalle neuroscienze, dalla neuropsicologia e dalla psicopatologia. Tra i casi presi in esame, ampio spazio è dedicato alla discussione dei deficit comunicativi che caratterizzano patologie quali la sindrome dello spettro autistico, il trauma cranico, la schizofrenia e la demenza di Alzheimer. In casi del genere, i disturbi linguistici e comunicativi chiamano in causa la dimensione pragmatica del linguaggio e dipendono da deficit che coinvolgono in primo luogo la sfera cognitiva e solo in seconda istanza la dimensione specificatamente linguistica. Lo studio dei disturbi pragmatici diventa, così, un modo particolarmente proficuo per indagare una questione più generale di estremo interesse da un punto di vista teorico: i rapporti tra linguaggio e cognizione

    Origine del linguaggio

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    In questo lavoro prendiamo in esame il tema dell'origine del linguaggio umano mettendo a confronto due tra le principali opzioni teoriche in campo: l'ipotesi di un'origine prevalentemente vocale del linguaggio (l'idea che il linguaggio si sia originato sfruttando il medium sonoro) e l'ipotesi di un'origine prevalentemente gestuale (l'idea che il linguaggio si sia originato sfruttando il medium visivo). Attraverso argomenti teorici ed evidenze empiriche mostriamo le difficoltà dei modelli vocali e, sulla base di queste difficoltà, sosteniamo la validità dell'ipotesi dell'origine gestuale. Secondo tale ipotesi il linguaggio umano rappresenta l'esito finale di un lungo processo evolutivo che trae origine dai dispositivi cognitivi condivisi con altri primati fondati sulla percezione e sull'azione. Nel pieno rispetto della tradizione naturalistica darwiniana, questa ipotesi, secondo la quale linguaggio umano si basa su capacità già presenti in altre specie, costituisce una valida alternativa ai modelli di ispirazione cartesiana per i quali il linguaggio non può essere concepito in continuità con le altre forme di comunicazione animale
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