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Principles and Developments of General Average: Statutory and Contractual Loss Allowances from the Lex Rhodia to the Early Modern Mediterranean
In the Tractatus de Avariis (1617), Quintin Weytsen begins his explanation with a definition that was destined to become the classic one: ‘Average is the common contribution of the things found in the ship in order to make good the damage voluntarily inflicted upon items, whether belonging to merchants or the ship, to the end that lives, ship, and the remaining goods should escape unscathed’. Average is the contribution that should compensate the damage sponte illatum (voluntarily inflicted). The problem is that while ‘voluntary’ is a straightforward idea in the abstract, it is much more complicated to establish concretely in a situation at sea
La Livornina del 2014
Nella breve introduzione del volume si traccia un profilo biografico e intellettuale del dedicatario (Lucia Frattarelli Fischer), e dell'ambiate culturale nel quale ha operato
Un anno col cancelliere del Tribunale. La tutela dell'ordine pubblico nella Livorno del 1785
The Grand Duke Peter Leopold’s greatest claim to fame, as is well-known, was the abolition of the death penalty and torture. Prior to implementing Beccaria’s recommendations, the Grand Duke deemed it more prudent to strengthen the apparatus of control. The reform of criminal laws and the "softening of sentences" were preceded by a major police reform. And it was from both, acting in unison, that the Prince expected the radical reversal of the philosophy of public order in force until then, in the belief that it was better to prevent crime, rather than to intervene with the executioner when the damage was done. The powers of police intervention were expanded and the summary procedure, which permitted quick intervention against troublesome individuals, was strengthened; the need to exert control lay behind the widespread control of his subjects and the right to issue, if necessary, admonitions, precepts, "economic punishments".
Livorno has preserved an important, rare and precious record of the correctional activity carried out by police to control and protect public order: it consists of a couple of notebooks documenting the day-by-day operations of control and repression conducted in 1785 to regulate society. After explaining the nature and aims of Leopold’s reforms, the paper illustrates the data emerging from the study of this source: the approach, procedures and methods of the records office and the correctional action carried out by this institution in the course of a year. The instances of social conflict are also defined and the ex officio actions that were envisaged to contain them are analyzed
Premessa
Oltre ad una sintetica presentazione dei saggi contenuti nel volume, la premessa contiene un saggio sul concetto di cosmopolitismo e sulla sua utilità euristica nello studio della realtà economico-sociale e culturale del porto franco di Livorno in età medicea e leopoldina
Le molte teste dell’Idra: i sensali livornesi nell’età delle riforme
Il mediatore commerciale svolge una funzione chiave all’interno dei meccanismi di mercato : facilita l’incontro tra domanda e offerta e si rende garante della bontà degli affari nei confronti delle parti contraenti. Proprio perché interviene nella determinazione dei costi di transazione, svolgendo per di più funzioni di tipo notarile, la professione del mediatore fu investita piuttosto precocemente da responsabilità pubbliche. Il controllo sulla correttezza deontologica degli operatori fu dapprima assicurata entro l’ordine corporativo, per poi diventare, nell’età del mercantilismo, uno dei compiti che lo stato avrebbe fatto proprio, anche per ragioni fiscali. In Italia l’evoluzione dei meccanismi istituzionali di controllo ha seguito percorsi diversi a seconda delle tradizioni mercantili delle differenti città. Nel caso di Livorno, la città nuova creata dai Medici, i privilegi del portofranco e la struttura sociale, caratterizzata dal « comunitarismo cosmopolita » delle « nazioni », impedirono alle leggi dello stato di intervenire efficacemente nella disciplina della professione. Al momento del passaggio della Toscana alla nuova dinastia, l’intermediazione commerciale era ormai un settore professionale del tutto fuori controllo. La lotta che fu intrapresa dagli Asburgo Lorena contro l’abusivismo e per il contenimento del numero dei mediatori incontrò numerose battute d’arresto, e potè giungere a dei risultati solo nel momento in cui gli attori economico-sociali direttamente interessati furono coinvolti nell’azione di riforma. La scelta della « concertazione », perseguita con convinzione dal Consiglio di Reggenza presieduto dal Botta Adorno, segnò una breve stagione politica, durante la quale furono gettate le basi del più energico riformismo leopoldino degli anni 1770 e 1780
Tradizione e modernità. La comunità greca di Livorno tra Sette e Ottocento
Nella città di Livorno ci fu sempre una presenza greca. Marinai, mercanti e artigiani provenienti dal mondo ellenico vi si stabilirono già sul finire del Cinquecento. Per più di un secolo e mezzo, tuttavia, i greci occuparono una posizione defilata nella dialettica civile rispetto alle altre componenti nazionali, in particolare gli ebrei, gli inglesi, gli olandesi. Verso la metà del Settecento la posizione della colonia greca iniziò a cambiare in maniera significativa: essa crebbe dal punto di vista numerico, si diede forme organizzative più strutturate, si conquistò un ruolo di maggior peso nel commercio marittimo e anche il culto ortodosso fu finalmente autorizzato. Mentre tutte le altre corporazioni mercantili nazionali si andavano indebolendo, i greci parteciparono al progresso civile cittadino rafforzando le proprie istituzioni. Il volume, a duecento anni dall’indipendenza della Grecia, riflette sulla via alla modernità dei greci di Livorno, nucleo importante della più estesa diaspora ellenica al cui interno si manifestarono i primi fermenti del riscatto nazionale
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