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Progettazione partecipata di nuovi strumenti di governance universitaria: un’esperienza empirica nel Canton Ticino.
La governance nei sistemi formativi complessi fa riferimento all’insieme di relazioni che definiscono il rapporto tra coloro che sono chiamati ad assumere decisioni vincolanti (gli attori istituzionali) e i destinatari delle decisioni. La ricerca di pratiche di governo basate sull’interdipendenza e sulla co-decisione tra attori dà luogo ad un sistema decisionale pluralistico e negoziato che mette a valore saperi condivisi. Secondo quest’ottica si abbandona la logica gerarchica e regolamentatrice e si avviano processi inclusivi che mirano a coinvolgere in modo pro-attivo gli attori, detentori di risorse e conoscenze specifiche non codificate, ma presenti nel contesto in forma di sapere diffuso ed “esperienziale”. Il caso di studio oggetto di questa ricerca pone al centro il disegno dei processi partecipativi aperti ad una pluralità di attori e la promozione di pratiche discorsive finalizzate alla ricerca di un’intesa fondata sulla condivisione di punti di vista ed immagini per il futuro. Al centro della progettazione di “scenari futuri” vi è il Collegio di Dipartimento, concepito come strumento facilitante la governance all’interno del neo costituito Dipartimento di Economia aziendale, Sanità e Sociale (DEASS) della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI). Il caso di studio viene presentato nel suo farsi, dal processo di accompagnamento nella fusione di due realtà organizzative preesistenti, due distinti dipartimenti accorpati in una realtà organizzativa unica, alle pratiche partecipative messe in atto per giungere alla definizione di un’organizzazione in grado di valorizzare i singoli (studenti, formatori, ricercatori, professori) che si riconfigurano attorno ad un ricostituito organo decisionale
La formazione degli insegnanti nel Canton Ticino
Il presente contributo nasce dall’esigenza di valicare i confini nazionali alla ricerca di esperienze diverse, ma in una certa misura affini nel campo della formazione dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado. Il contesto del Canton Ticino permette di perseguire l’intento di mostrare un dispositivo formativo diverso, accomunato a quello italiano da una tradizione educativa basata su principi condivisi e dalla stessa lingua d’uso e di insegnamento. Il contributo illustra la specificità del sistema formativo rivolto ai docenti delle scuole dell’infanzia, elementari, medie e medie superiori. Dopo un breve excursus sul sistema formativo del Canton Ticino, il contributo si concentra sull’offerta formativa rivolta ai futuri docenti e, in particolare, ai futuri docenti di matematica
Fare Form@zione: ambienti formali e informali per l’apprendimento diffuso
Introduzione. Fare Form@zione è un progetto di ricerca quali-quantitavo che ha l’obiettivo di indagare gli spazi di formazione (fisici e psicologici) a disposizione di docenti e studenti nella Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI). La ricerca, attualmente in corso, mappa le pratiche di insegnamento dei docenti SUPSI e le relazioni con alcuni costrutti tradizionali della psicologia positiva.
Ricerca. Il presente contributo esplora il coinvolgimento e la soddisfazione lavorativa in relazione ai metodi didattici e ai profili organizzativi dei docenti. Ci si attende che in situazioni di soddisfazione lavorativa e coinvolgimento, il docente manifesti una maggiore apertura all’innovazione didattica. Per quanto riguarda gli studenti, ci si aspetta che l’accessibilità e il design generale degli spazi incrementino le occasioni di apprendimento informale e apprendimento tra pari.
Metodo. Misure quantitative, interviste strutturate e focus group. Lo studio ha coinvolto docenti (n=200) e studenti (n=200) appartenenti ai dipartimenti della SUPSI. I punteggi di soddisfazione lavorativa (Teacher job satisfaction Scale, Pepe et al., 2017), coinvolgimento (Utrecht Work Engagement Scale, Simbula et al. 2011) e apertura all’innovazione (Vanatta et al., 2004) sono stati analizzati attraverso analisi multivariata della varianza.
Risultati e conclusioni. I risultati preliminari supportano l’idea che le occasioni di apprendimento informale siano associate all’organizzazione degli spazi e alle occasioni di approfondimento non-tradizionali di formazione (social media e comunicazione asincrona con il docente) e, per i docenti, alla disponibilità di tempo per la sperimentazione didattica. Il presente contributo si inserisce nella riflessione sulla progettazione degli spazi di apprendimento e della formazione accademica-professionale
Aspectos sonoros e acessibilidade: debate sobre inclusão
A presente entrevista foi realizada na modalidade grupo focal, com o objetivo de colher, de forma holística, o pensamento de cada entrevistado acerca do tema paisagem sonora e inclusão. Assim, a interação entre os participantes foi enriquecida pelas opiniões formuladas, à medida que cada participante, levando em consideração as falas dos demais, colocou novos “andaimes” ao tema em questão. A partir da questão proposta para discussão, é que atualmente tem-se a possibilidade de estudar paisagens visuais, paisagens olfativas, dos sabores, sonoros. A possibilidade descoberta de observar as paisagens sonoras pode se tornar um novo modo para experenciar a escuta, de sair de uma condição normal para experenciar uma excepcionalidade
Apresentação.
A Revista MÉTIS: história & cultura, em seu v. 16, n. 32, apresenta como dossiê Som como patrimônio: cultura, território, paisagem, educação coordenado pelas pesquisadoras Dra Eliana Rela (Universidade de Caxias do Sul), Dra Lorena Rocca (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana e Universidade dos Estudos de Padova, Programa de Geografia) e Dra Loredana Addimando (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana).
O dossiê tem por objetivo compartilhar o atual estado da arte sobre a dimensão sonora como patrimônio, relacionada com o território, as paisagens, o lugar, as representações construídas pelos diferentes grupos, as fontes documentais sonoras. Estimular a consciência para a dimensão acústica significa aumentar a aptidão para o reconhecimento e o respeito pelos elementos da variedade sonora, que constituem um valor em si mesmos e que conotem, num sentido cultural mas também num sentido prático e informativo, uma parte do território
Disegnare sinergie tra formazione e ricerca: il caso del Dipartimento di Formazione e Apprendimento dell’Università della Svizzera Italiana (SUPSI).
La governance nei sistemi formativi complessi fa riferimento all’insieme di relazioni che definiscono il rapporto tra coloro che sono chiamati ad assumere decisioni vincolanti (gli attori istituzionali) e i destinatari delle decisioni. La ricerca di pratiche di governo basate sull’interdipendenza e sulla co-decisione tra attori dà luogo ad un sistema decisionale pluralistico e negoziato che mette a valore saperi condivisi. Secondo quest’ottica si abbandona la logica gerarchica e regolamentatrice e si avviano processi inclusivi che mirano a coinvolgere in modo pro-attivo gli attori, detentori di risorse e conoscenze specifiche non codificate, ma presenti nel contesto in forma di sapere diffuso ed “esperienziale”. Il caso di studio oggetto di questa ricerca pone al centro il disegno dei processi partecipativi aperti ad una pluralità di attori e la promozione di pratiche discorsive finalizzate alla ricerca di un’intesa fondata sulla condivisione di punti di vista ed immagini per il futuro. Al centro della progettazione di “scenari futuri” vi è il Collegio di Dipartimento, concepito come strumento facilitante la governance all’interno del neo costituito Dipartimento di Economia aziendale, Sanità e Sociale (DEASS) della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI). Il caso di studio viene presentato nel suo farsi, dal processo di accompagnamento nella fusione di due realtà organizzative preesistenti, due distinti dipartimenti accorpati in una realtà organizzativa unica, alle pratiche partecipative messe in atto per giungere alla definizione di un’organizzazione in grado di valorizzare i singoli (studenti, formatori, ricercatori, professori) che si riconfigurano attorno ad un ricostituito organo decisionale
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