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O MIROR-Impro na educação infantil: cenários de exploração e improvisação musical
As páginas a seguir irão descrever alguns contextos de uso do MIROR- -Impro na educação infantil. Os relatos são o resultado de atividades realiza- das por nós ao longo de 10 anos de experimentações com sistemas musicais interativos- reflexivos com crianças da educação infantil e ensino funda- mental I (ver Addessi & Pachet, 2005; 2006; Addessi 2013; Ferrari & Addessi, 2014). Conforme descrito anteriormente neste volume (Addessi, 2015), a Plataforma MIROR, com seus três componentes, permite que a criança vivencie experiências sonoras, visuais e motoras de forma criativa. Esse tipo de experiência é preconizado pelas Diretrizes Nacionais para o Currículo do Jardim de Infância/Itália (2012), que afirma o papel cognitivo e expressivo da música, como forma de arte, dentro de uma experiência integradora
L’«interazione riflessiva» come paradigma trasversale per la creatività, l’educazione musicale e la musicoterapia
In questo saggio sarà introdotto il paradigma di “interazione riflessiva”, un nuovo paradigma scientifico nato nel contesto degli studi sull’interazione uomo-macchina e sviluppato e implementato nelle tecnologie per la creatività musicale e motoria dei bambini nell’ambito del progetto MIROR-Musical Interaction Relying On Reflexion (cfr. Addessi et Al. 2013). Nel saggio saranno evidenziate e discusse le potenzialità educative e musicoterapiche di tale paradigma, sia da un punto di vista teorico sia da un punto di vista empirico e sperimentale. Saranno presentate un’introduzione ai sistemi musicali interattivi riflessivi (SMIR), la cornice teorica del paradigma d’interazione riflessiva, le valenze pedagogiche e le potenzialità musicoterapiche. La presentazione teorica sarà affiancata dai risultati sperimentali ottenuti in dieci anni di ricerca e che hanno consentito, come prodotto finale dell'attività di ricerca, di pervenire all’implementazione della piattaforma MIROR, un dispositivo per la creatività musicale e motoria dei bambini (Addessi 2013). L’obiettivo di questo saggio è quello di mettere in evidenza come il paradigma di interazione riflessiva sia al crocevia tra l’educazione musicale e la musicoterapia e rappresenti una cornice teorica efficace per rafforzare i tratti, sia teorici sia applicativi, comuni alle due aree di esperienza
A plataforma MIROR: um “dispositivo” para a creatividade musical e motora da criança
A Plataforma MIROR é um sistema inovador criado para promover as habilidades e a criatividade das crianças no domínio da improvisação e da composição musical e motora. A plataforma foi proposta e implemen- tada no âmbito do Projeto Europeu MIROR – Music Interaction Relying On Reflexion, um projeto de investigação cofinanciado pela Comunidade Europeia no âmbito do 7o Programa de Pesquisa e Desenvolvimento da União Europeia e coordenado pela Universidade de Bolonha (Addessi et al., 2013b)4. A plataforma é baseada no paradigma de interação reflexiva, um novo paradigma científico originalmente nascido no campo dos estudos de interação homem-máquina e em particular dos chamados Sistemas Musicais Interativos-Reflexivos (denominados SMIR)
Suonare con il MIROR-Impro: potenzialità inclusive nei sistemi interattivi riflessivi musicali
In questo contributo vorremmo proporre alcune attività di educazione musicale pensate per bambini e bambine di scuola primaria utilizzando due prototipi di sistemi musicali interattivi riflessivi: il Continuator e il MIROR-Impro (Pachet, 2006). Le attività descritte sono state realizzate nel corso di 10 anni di sperimentazioni con bambini sia della scuola dell’infanzia che della scuola primaria. Dal 2003, con la nascita del progetto DiaMuse sono stati realizzati: protocollo pilota (Addessi & Pachet, 2005, 2006), percorsi didattici per la scuola dell’infanzia (Ferrari & Addessi, 2014) e altre attività sperimentali per osservare l’interazione musicale fra il Continuator e i bambini.
I risultati incoraggianti e il riconoscimento internazionale degli studi svolti hanno permesso l’ideazione e la realizzazione del progetto europeo MIROR – Musical Interaction Relying On Reflexion . Il progetto, co-finanziato dalla Commissione Europea, ha coinvolto, per la durata di tre anni (2010-2013), sette partner europei ed ha avuto, fra le sue finalità, la creazione della piattaforma MIROR, un dispositivo basato sull’interazione riflessiva e creativa e l’insegnamento musicale motorio attraverso l’ideazione e l’implementazione di tre applicazioni: MIROR-Impro, MIROR-Compo e MIROR-Body Gesture dedicato all’attività musicale e motoria (Addessi & Volpe, 2011; Addessi, 2013).
Nel nostro contributo presenteremo un’introduzione alle problematiche dell’educazione musicale nell’ambito dei media, quindi descriveremo i sistemi musicali interattivi riflessivi, alcune attività che possono essere svolte con il MIROR-Impro e come questa applicazione della piattaforma MIROR possa essere utilizzata con finalità di inclusione nei contesti educativi
Il MIROR-Impro nella scuola dell'infanzia: scenari di esplorazione e improvvisazione musicale
Il Capitolo 2, di Laura Ferrari e Anna Rita Addessi, introduce alcuni scenari di esplorazione e improvvisazione che possono essere realizzati nella scuola dell’infanzia: attività di esplorazione, per permettere ai bambini di scoprire le caratteristiche fisiche e sonore della tastiera e del dialogo con il sistema, e attività di improvvisazione, durante le quali l’insegnante rafforza le “trovate” dei bambini, che il musicologo François Delalande ha definito come configurazioni sonore particolari, che vengono scoperte dal bambino casualmente durante l’esplorazione e che diventa il punto di partenza per uno sviluppo musicale, raccogliendole nella memoria del sistema, per poterle poi riutilizzare come dispositivi in rilanci di attività inventive successive. Seguono altre attività sugli stili musicali di ciascun bambino e attività d’improvvisazione di gruppo, con l’uso anche di batterie digitali. Il capitolo è concluso con riflessioni su alcune implicazioni metodologiche, rivolte soprattutto all’insegnante
Um estudo sobre representaçôes sociais de alunos de graduação sobre os conceitos de "música" e "musicalidade" realizado nos pólos Brasil e Itália
O escopo para esta comunicação é a apresentação dos dados de uma pesquisa realizada sobre os conhecimentos implícitos de futuros professores de música. A pesquisa foi desenvolvida por meio de um estudo de comparativo, realizado em diferentes países (Itália, Brasil, Espanha e Israel). Para este trabalho são apresentados os resultado dos dados coletados no Brasil e na Itália. O estudo comparativo foi conduzido por meio da utilização de um questionário construído com questões abertas e fechadas, aplicado inicialmente em um estudo piloto realizado na Itália e descrito por Addessi, Carugati e Selleri (2007) e Addessi e Carugati (2010). O referencial teórico foi embasado na teoria das Representações Sociais de Moscovici (1981). Nos resultados explicitam-se especialmente as concepções dos graduandos sobre o que é música, o que é musicalidade, as características da musicalidade infantil, especialmente no contexto da educação de crianças em idade pré-escolar
Il mandolino di tipo napoletano del Settecento: connessioni analitiche tra storiografia, repertorio e prassi esecutiva
Questa sessione tematica intende proporre alcuni studi recenti sul mandolino napoletano del Settecento, in particolare sul suo repertorio, ancora estraneo agli interessi della ricerca analitica, salvo poche recenti eccezioni. Eppure, il mandolino era suonato ovunque in Europa, sia nelle classi sociali più popolari, sia nei palazzi aristocratici e della ricca nascente borghesia, e il suo repertorio ha ricevuto molto interesse e diffusione. Dalla metà del Settecento, il mandolino presenta una ricca produzione e circolazione, ed è infatti “l’unico strumento diverso da violino, violoncello, flauto, oboe e clavicembalo per cui si scrivono sonate e concerti” (Fertonani, 2021, p. 166). Il repertorio mandolinistico del Settecento, incluse molte arie d’opera con mandolino obbligato, rappresenta quindi sia un repertorio ancora da indagare e analizzare sia una strada inaspettata per lo studio di quella produzione settecentesca in stile galante o “stile libero”, strettamente intrecciata con le pratiche e le tecniche sviluppatesi nella cosiddetta Scuola Napoletana, che dal Regno di Napoli si diffonderà in Europa, e oltre.
La sessione prevede: 1. introduzione storico-organologica al mandolino di tipo napoletano del Settecento, particolarmente importante per le tecniche compositive e timbriche che caratterizzano questo repertorio; 2. relazione di Anna Rita Addessi che introdurrà il corpus dei manoscritti per mandolino conservati nella collezione Gimo (Università di Uppsala), con un’analisi ispirata alla teoria dei topic di Kofi Agawu e Leonard Ratner; 3. concerto-analisi del mandolinista Mauro Squillante, che introdurrà alcuni aspetti analitici che guidano la prassi esecutiva e le scelte espressive, ispirati alla letteratura dell’epoca e ai primi metodi per mandolino del Settecento.
La discussione finale cercherà di mettere in evidenza, attraverso i contributi presentati, sia l’importanza del repertorio mandolinistico settecentesco nella storia della musica strumentale italiana ed europea, sia l’approccio di studio interdisciplinare che permette di collocare l’indagine analitica in un campo di intersezione tra storiografia, ascolto e prassi esecutive.
Bibliografia
Fertonani, C. (2021). Gli strumenti solisti nella musica napoletana del Settecento, in Addessi, A.R, Berglund, L., Maione, P., Squillante M. (a cura di), Il mandolino a Napoli nel Settecento. Atti delle Giornate di studio, Turchini Edizione, Napoli
Iltirocinio sonoro - Gres: un'espereinza formativa condivisa tra studenti ed educatori di nido d'infanzia
Dal settembre 2004, un accordo tra il Settore Istruzione del Comune di Bologna e la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università ha dato vita a un gruppo di lavoro che intendeva sperimentare un nuovo modello di formazione congiunta per educatori di nido: il GRES, Gruppo di Ricerca sull'Educazione al SOnoro. L’accordo prevedeva infatti l'attivazione di un gruppo di studio e formazione eterogeneo, composto da esperti di educazione musicale, educatrici di nido e studentesse universitarie, coordinato da Anna Rita Addessi, docente di Educazione al sonoro nel Corso di Laurea in Educatori di Nido e di Comunità Infantile e da Franca Mazzoli, docente e consulente per la formazione dei nidi per il Comune di Bologna. L'articolo illustra i presupposti teorici di tale collaborazione, le attività svolte e i risultati ottenuti
Insegnare ad improvvisare con il MIROR-Impro
Nel Capitolo 8, Diber Benghi e Anna Rita Addessi introducono alcune attività che possono essere realizzate con i bambini e il sistema MIROR-Impro in un contesto di didattica dell’improvvisazione musicale. E’ presentato un approccio attivo alla didattica della musica che vede l’improvvisazione come uno strumento didattico per l’insegnamento della musica e lo sviluppo della musicalità e della creatività musicale. Gli itinerari didattici presentati sono raggruppati in tre gruppi: esplorazioni, giochi musicali e performance. La dimensione esplorativa è definita dagli autori come un aspetto importante per un improvvisatore. Le attività di esplorazioni proposte intendono offrire al bambino la possibilità di iniziare l’interazione con il sistema e quindi esplorare, analizzare e praticare, insieme con il software, vari elementi della materia sonora e della sua articolazione in un linguaggio. Le attività prevedono sia esplorazioni condotte dal o dai bambini con il sistema, sia attività con l’intervento dell’insegnante. In entrambi i casi, il ruolo dell’insegnante è quello di creare dei setting, di supporto e rilancio, al fine di non interrompere il processo di interazione riflessiva. Lo scopo dei giochi musicali è di stimolare nel bambino l’abilità di ascolto e di improvvisazione con un partner. Si succedono giochi individuali e collettivi, d’imitazione, d’invenzione, che prendono come punti di riferimento l’esplorazione e l’invenzione melodica, ritmica, agogica, dinamica e il saper dialogare con i suoni. Infine le attività di performance, nelle quale il sistema MIROR-Impro è utilizzato come un musicista vero e proprio
I laboratori di musica di Scienze della Formazione primaria : finalità e metodologia
Nel curricolo universitario di Scienze della Formazione primaria, i laboratori rappresentano una ricchezza inestimabile per la formazione degli studenti futu- ri insegnanti, in quanto unici spazi nei quali il sapere, il saper fare e il saper far fare, possono svilupparsi in maniera complementare, secondo una prospettiva di didattica attiva. A Bologna, essi sono stati impostati e curati da una specifica Commissione Laboratori, nata nel 1999, di cui fanno parte i docenti e i super- visori responsabili dei laboratori di Scienze della Formazione primaria. All’interno di questa esperienza, un ruolo particolare è stato svolto dai laboratori di musica e di musica e movimento, nati dall’esperienza del grup- po di lavoro collegato all’insegnamento di Metodologia dell’educazione musicale. Nei prossimi paragrafi ne introdurrò le caratteristiche principali.: finalità e contenuti, partecipanti, materiali, spazi, contenuti, metodologia, attività, ruolo del conduttore, il laboratorio come esperienza ottimale, un esempio: il laboratorio MusicArte
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