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Intelligenza Artificiale Generativa e didattica nei contesti scolastici-formativi: l’importanza strategica dell’AI Literacy
L’emergere dell’Intelligenza Artificiale Generativa (GenAI) anche in ambito didattico e formativo a partire dal rilascio di Cha-tGPT nel 2022 ha riattivato il dibattito generale sul ruolo delle tecnologie nell’istruzione. La tensione tra le potenzialità offerte (es. macro e micro-progettazione didattica) e i rischi ad essa collegati (es. aspetti etici; privacy) ha messo in moto una forte polarizzazione con una serie di reazioni e rifles-sioni a più livelli. Da un lato, istituzioni e organizzazioni scolastiche hanno iniziato a interrogarsi sulle modalità di comprendere e integrare questi strumenti a partire anche dall’utilizzo che gli studenti hanno iniziato a farne; dall’altro lato sono emersi con for-za punti di criticità legati al rischio di pla-gio e alla potenziale inibizione dei processi di apprendimento e di creatività. Questo ha portato la ricerca pedagogica, attiva su questi temi fin dagli anni ’70, ad esempio attraverso il lavoro di ricerca dell’AIED (Artificial Intelligence in Education), a rispondere ai quesiti che stanno emergendo riguardo alle implicazioni della GenAI sull’apprendimento e sullo sviluppo di strategie che ne massimizzino i benefici e mitigandone i rischi. In parallelo, tale scenario ha spinto i contesti scolastici e formativi a focalizzarsi in maniera più approfondita sulle competenze necessarie per formare i docenti e gli studenti a interagire in modo consapevole e critico con queste nuove tecnologie attraverso il co-strutto dell’AI Literacy
Postfazione (Ascolto, Competenza, Esperienza, Parola, Scrittura, Relazione)
Le parole scelte sono analizzate da più punti di vista (non esaustivi ovviamente) dipendenti dalle competenze culturali e di ricerca degli autori, in particolare seguendo l’ottica pedagogica e la teoria della comunicazione. Sono interpretazioni, dunque, non sono leggi, come si conviene a tutte le soft sciences.
Ogni parola-zero, ogni lemma è interpretato e analizzato secondo molteplici ottiche disciplinari, ma la cosa non finisce qui. Ognuno degli autori ha cercato di trovare connessioni e rimandi con la propria competenza specifica, apportando osservazioni e modifiche in modo che il tutto si presenti nella sua necessaria articolazione complessa ma conservi allo stesso tempo una sua unità di intenti. Si tratta di quella unitas multiplex cui fa riferimento Edgar Morin. L’intuizione di recuperare alcune parole per noi fondamentali nelle nostre vite di insegnanti e ricercatori, anche al di là degli aspetti puramente professionali, ci ha fornito l’opportunità di ripensare a questi concetti a partire dal loro significato principale per poi indagarne la storia e le prospettive future. Il tentativo è quello di con-dividere la biografia di queste parole zero così come sono entrate nella nostra vita attraverso esperienze vissute e l’incontro con alcuni autori che le hanno interpretate alimentandone la forza e la vitalità
The TEACH-AI project: Co-designing Practices for Socio-Educational Services
This paper provides an overview of the TEACH-AI (Transformative Educational
Approaches for Civic and Human-centered AI) research project, which focuses on the co-design of practices and policies related to the use of Generative Artificial Intelligence in Italian socio-educational services. The study uses an action research approach to investigate AI literacy and co-develop shared guidelines for its adoption. The research examines the integration of AI through three key theoretical concepts – professional capability, affordance-
in-practice, and sentiment – which together frame the implications of AI for professionals.
Initial results, obtained through the PAIR questionnaire administered to 467 workers from 19 social cooperatives in Italy, revealed an uneven and selective use of AI and a high level of expectation for its future application in both strategic and operational functions. The aim of the research is to formulate strategies that improve the effectiveness of services while maintaining AI as a support tool and safeguarding the human and relational dimension at the heart of socio-educational work
L’università tra contesto digitale e postdigitale: il ruolo dell’Intelligenza Artificiale nei Terzi Spazi, nella didattica e nell’ambito socioeducativo
II contributo esplora le significative tra-sformazioni della didattica universitaria nell’era digitale e postdigitale, focalizzandosi sul ruolo crescente dell’Intelligenza Artificiale (IA) generativa come catalizzatore di innova-zione. Si analizzano le modalità attraverso le quali i contesti digitali e post-digitali influen-zano la progettazione e l’implementazione di Terzi Spazi di apprendimento e le implicazio-ni socio-pedagogiche delle nuove tecnologie generative abilitate dall’IA. A partire da tale quadro concettuale, si presentano due inizia-tive formative e di ricerca nate dalla sinergia dei docenti di ambito pedagogico dell’U-niversità eCampus e promosse all’interno del CREDDI (Centro di Ricerca Educazione Didattica Digitale Innovazione sociale). La prima riguarda l’attività di progettazione e design della ricerca a supporto delle attività didattiche e formative nell’ambito di eCam-pus Università. La seconda ricerca concerne le trasformazioni tecnologiche applicate all’e-ducazione e al sociale attraverso il progetto intitolato TEACH-AI (Transformative Educa-tional Approaches for Civic and Human-cen-tered AI), che si propone di approfondire il rapporto tra IA e lavoro educativo con parti-colare attenzione alle implicazioni professio-nali e organizzative
Innovare la formazione degli insegnanti: competenza digitale e learning design nello sviluppo professionale online
L’articolo indaga lo sviluppo di pratiche didattiche innovative nella formazione di docenti della scuola secondaria, sul tema della didattica per competenze e nell’uso didattico del digitale, in una logica di learning design, che aggiorna il concetto di Media Education in una prospettiva più ampia e contemporanea. Sulla base dell’esperienza di higher education svolta online in sincrono tra marzo 2024 e maggio 2025 con 25.000 docenti iscritti ai corsi di 180 ore per conseguire i 30 crediti ECTS, lo studio riflette sul ruolo delle competenze digitali nell'ambito dei principali compiti solitamente assegnati ai docenti in ambito di expertise e approfondisce l'analisi delle affordance didattiche del digitale, in riferimento all’impatto delle competenze digitali nell’innovazione didattica e alle potenzialità del digitale in ambito formativo nella logica delle Community Technologies, anche in un'ottica di emersione e prevenzione della Povertà Educativa Digitale
INDUSTRIA 4.0
L’intento è quello di raccogliere in un unico volume le “parole chiave” che ri-guardano, in modo particolare, l’ambito della Formazione Professionale e del lavoro, parole che contribuiscono a mettere a disposizione del pubblico una “grammatica comune”, necessaria oggi per districarsi in questo variegato sistema.
Per orientare il lettore, inoltre, i curatori dell’opera hanno progettato, avvalendosi dell’apporto del prof. Dario Nicoli, una guida alla lettura e alla consultazione del vo-lume attraverso il contributo “Le parole fondative della IeFP”.
Il progetto, con la scelta ragionata di raccogliere un campione consistente di voci (230 voci sviluppate, 461 se si calcolano anche i rimandi), offre “una panoramica” suf-ficientemente aggiornata sul sistema formativo e lavorativo italiano, inquadrato nel più ampio sistema di Istruzione e Formazione europeo e internazionale. Per meglio orientare il lettore nel volume è presente anche una “guida alla scelta” delle voci, organizzata per aree tematiche, una sorta di “bussola per orientarsi e per formarsi”
Il framework TPACK nello sviluppo professionale delle competenze digitali dei docenti: un percorso di Faculty Development
L’introduzione progressiva delle tecnologie nella pratica didattica impegna i docenti a rivedere i propri schemi impliciti e le routine operative che sono peculiari di ogni professione. Per utilizzare le tecnologie digitali sono necessarie competenze progettuali che permettano ai docenti di ripensare le proprie conoscenze disciplinari alla luce sia delle nuove prospettive pedagogico-didattiche sia delle risorse tecnologiche disponibili nel contesto di vita degli studenti. Nella prospettiva del docente come designer in grado di adottare procedure complesse di progettazione integrata (Laurillard, 2014), risulta generativo indagare il framework TPACK (Technology, Pedagogy and Content Knowledge) come uno dei quadri interpretativi possibili del rapporto tra didattica, comunicazione e tecnologia. Esso che si focalizza sulla progettazione degli ambienti di apprendimento, la relazione tra saperi (disciplinari, didattici, tecnologici) e il rapporto tra insegnamento e apprendimento visto dal punto di vista degli studenti e dei docenti (Koehler, Mishra & Cain, 2013). L’approccio integrato secondo il framework TPACK favorisce un ragionamento sulla progettazione che tenta di allineare tutti gli elementi che convergono nella attività didattica, quelli tradizionali (finalità, obiettivi, attività, valutazione) e le componenti che spesso sono implicite, come l’approccio metodologico e le tecnologie digitali (De Rossi, 2018). Su queste basi è stato elaborato e sperimentato un percorso formativo per docenti universitari già in servizio presso l’Istituto Universitario Salesiano di Venezia (IUSVE), in grado di consentire loro di ripensare le proprie conoscenze disciplinari alla luce delle nuove prospettive didattiche aperte dall’avvento delle tecnologie digitali. Tale percorso è stato progettato secondo l’approccio del Faculty Learning Community che prevede la creazione di una comunità di apprendimento tra i docenti coinvolti per condividere una cultura di miglioramento delle pratiche didattiche all’interno del contesto professionale universitario (Cox, 2004). Nella formazione il framework TPACK è stato utilizzato come strumento di autovalutazione dai docenti per misurare le proprie competenze in base ai domini di conoscenza del quadro TPACK (Fayda-Kinik, 2022)
Exploring AI in Socio-Educational Practices: A Three- Dimensional Approach through Capabilities, Affordance- in-Practice and Sentiment
The TEACH-AI (Transformative Educational Approaches for Civic and Human-
centered AI) research project, conducted by the CREDDI research group at eCampus
University, aims to explore the perception, knowledge and use of Generative AI in
Italian socio-educational services, aligning with a growing body of research on the
relationship between AI and the socio-pedagogical sector.To initiate the research, the PAIR (Participatory AI for Inclusive Relationships)
questionnaire was developed and validated, with the goal of investigating training
needs within socio-educational contexts. The validation process involved an initial
content evaluation by 15 academic experts and Third Sector professionals and then
online administration to a sample of about 300 workers from 20 social cooperatives
distributed across different geographical areas in Italy.
The tool allows to detect three key dimensions useful for developing the analysis
and measuring the impact of AI in socio-educational contexts: Capability, which refers to the competence in using AI in both personal and professional experience;
Affordance-in-Practice, which analyzes the frequency of AI application in the work
context; and Sentiment, which records positive or negative emotions towards AI, from a socio-cultural perspective
Lavorare con l’IA in classe. Le app di GenAI nell’EAS
Il capitolo analizza in chiave empirica e teorica come integrare applicativi di Intelligenza Artificiale Generativa (GenAI) negli Episodi di Apprendimento Situato (EAS), proponendo un modello di scelta fondato sul concetto di affordance‐in‐practice. Dopo aver passato in rassegna i principali criteri di classificazione (framework LORIA e tassonomia UNESCO), gli autori individuano otto dimensioni di affordance – personalizzazione, automazione della progettazione, sostegno alla creatività, inclusione, valutazione automatizzata, collaborazione, data‐analytics e rispetto di privacy/etica – che permettono ai docenti di valutare la pertinenza pedagogica di ciascuna app. In questa prospettiva, l’AI è vista come alleata della teacher agency, purché le scelte rimangano contestualizzate e consapevoli.
La seconda parte presenta linee operative per l’implementazione della GenAI nel processo insegnamento‐apprendimento. Strumenti di app discovery (Futurpedia, AILocator, ecc.) facilitano la ricerca, ma la decisione finale deve tenere conto dell’utilizzatore primario (docente o studente) e della fase EAS coinvolta. Un’analisi di 105 progettazioni (119 docenti, ~1 000 studenti) mostra la distribuzione delle app in relazione alle tre fasi: nella fase preparatoria prevale l’impiego docente per lesson planning; in quella operatoria gli studenti usano chatbot, tool di mappatura e generatori multimodali per la produzione di artefatti; nella fase ristrutturativa entrambe le figure ri‐elaborano conoscenze tramite mappe, presentazioni e sistemi di valutazione autoadattiva. Questa versatilità evidenzia come un singolo applicativo possa rispondere a funzioni diverse a seconda del contesto
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