262,651 research outputs found

    XFAF. Decennale della fondazione della Facoltà di Architettura di Ferrara

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    Festival internazionale dell'architettura. Confronto fra i protagonisti dell'architettura contemporanea sul tema "Progetto e Costruzione". Conferenze, dibattiti, interviste, comunicazione on line sul website istiuzionale appositamente progettato per l'occasione. www.xfaf.it. Il responsabile Acocella si è occupato della cura scientifica dell'evento, del coordinamento organizzativo e del reperimento delle risorse economiche in relazione al progetto culturale precisato in un business plan

    Globalizzazione e stato sociale

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    Sono fissati a Pechino o a Tunisi, o a Stoccarda, o a Bilbao, i salari e il livello di protezione sociale dei lavoratori italiani? Questo potrebbe essere l'effetto della globalizzazione dei mercati e della produzione, se essa si traduce in una crescita della pressione competitiva. Questa considerazione consiglierebbe di ridurre il livello di spesa dello Stato sociale. Tuttavia, lo Stato sociale può avere una funzione utile non solo sul piano dell'equità, ma anche su quello dell'efficienza e delle esigenze di riposizionamento della struttura produttiva. Ne libro, questi problemi sono discussi da vari studiosi, competenti nei campi esaminati. Introduzione, di N. Acocella - I dilemmi del Welfare State nell'epoca della globalizzazione, di M. Franzini e L.M. Milone - Globalizzazione e mercato del lavoro: una breve rassegna critica, di R. Faini - Aspetti empirici essenziali nel processo di globalizzazione, di A. Aquino - Globalizzazione e mercato del lavoro: il caso italiano, di P. Cipollone e P. Sesitito - Il dibattito sul Welfare State, di N. Acocella - Componenti allocative e distributive della spesa sociale, di R. Artoni, P. Giuliano e P. Saraceno - Summaries - Notizie sugli autori

    Material Design

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    Con volumi completamente bilingui (italiano/inglese), in programmazione annuale o biennale, il progetto editoriale analizza i molteplici aspetti applicativi dei materiali per l'architettura ed il design contemporanei. La collana è dotata di un comitato scientifico composto dai membri di seguito riportati: - Alfonso Acocella, Università di Ferrara; - Amedeo Belluzzi, Università di Firenze; - Alberto Campo Baeza, Escuela Tecnica Superior de Arquitectura di Madrid; - Fabio Gramazio, Eidgenossische Technische Hochschule di Zurigo; - Kengo Kuma, Keio University di Tokyo; - Sergio Poretti, Università Tor Vergata di Roma

    A.-G. Gagnon, Lo scontro di legittimità. Popoli, nazioni, federalismo nelle democrazie contemporanee, edizione italiana a cura di C. Acocella - G. Ferraiuolo - F. Palermo

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    Il volume completa la trilogia aperta dalla pubblicazione, nel 2007, di La raison du plus fort: plaidoyer pour le fédéralisme multinational (Premio Josep Maria Vilaseca i Marcet) e continuata, nel 2011, con L’âge des incertitudes: essais sur le fédéralisme et la diversité nationale (finalista del premio Donald-Smiley), entrambi tradotti in diverse lingue. Ispirato dai lavori sui Premiers Peuples e sulle nazioni minoritarie nei contesti democratici, Le choc des légitimités inquadra sotto una nuova luce i rapporti tra maggioranze e minoranze, considerando gli avanzamenti teorici degli studi sul federalismo e sul nazionalismo contemporaneo

    Dipartimento Architettura Ferrara

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    Il nuovo Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara, attualmente, promuove e coordina sia i programmi di ricerca che le attività formative, queste ultime gestite fino a qualche anno fa dalla Facoltà di Architettura attiva dall’A.A. 1991-1992.Seppur circoscritta all’arco di poco più di venti anni la storia della scuola ferrarese di Architettura è estremamente densa di avvenimenti, scelte qualificanti, reputazione acquisita sul piano nazionale e internazionale. La scuola ha puntato sul rapporto diretto e collaborativo tra studenti ed insegnanti, impegnandosi nel reclutare giovani ricercatori e docenti anche dal mondo professionale, indirizzandone poi molti stabilmente alla carriera accademica. Altrettanto costante è stato lo sforzo di selezionare un insieme qualificato di studenti provenienti da tutto il territorio nazionale rimodulando, anno per anno, le modalità di accesso e il numero degli iscritti in funzione delle modificazioni indotte dalle varie riforme universitarie e dell’espandersi degli spazi per la didattica con il recupero del vasto campus gravitante intorno al fulcro monumentale di Palazzo Tassoni Estense. La scuola di Architettura di Ferrara, al fine di garantire un adeguato raccordo tra l’università e il mondo della professione, ha avviato negli anni attività di stage e di tirocini professionalizzanti, favorendo l’inserimento dei laureati nel mondo del lavoro. Nella consapevolezza dell’evoluzione che contraddistingue lo scenario della società contemporanea, la scuola di Architettura di Ferrara ha stimolato gli studenti a compiere esperienze di formazione all’estero. I rapporti e gli scambi internazionali con le Università dei paesi della Comunità Europea con le quali si attuano Programmi Erasmus e Atlante sono numerosissimi; intense e frequenti sono le iniziative di collaborazione con Università del Sud America, Nord America, Africa e Nuova Zelanda. Da anni la scuola di Architettura di Ferrara è al primo posto nelle classifiche del CENSIS che valutano qualitativamente gli Atenei del Paese, risultando ripetutamente prima fra le Scuole di Architettura. Nel 2013-2014 la scuola ferrarese di Architettura è stata selezionata da Domus tra le migliori cento Scuole europee di Architettura e Design

    Materiali per una cultura della legalità

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    Il volume raccoglie i contributi relativi al tema della legalità declinato nelle diverse discipline giuridiche, continuando per il terzo anno la documentazione sul tema con una Biblioteca di schede relativi a volume e ricerche sull'argomento e con studi original

    Palazzo Tassoni Estense

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    Le attività istituzionali del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara hanno acquisito alla piena funzionalità l’articolato insieme di edifici, coincidente con il nucleo monumentale della residenza patrizia appartenuto alla famiglia Tassoni Estense. Il Palazzo, costruito durante l’Addizione borsiana nella metà del XV secolo (è del 1491 la lettera autografa dell’architetto Biagio Rossetti che afferma di seguire i lavori di ristrutturazione), rimase dimora della famiglia Tassoni Estense sino al 1858. La struttura architettonica, poi, ha ospitato varie Istituzioni e attività che hanno “snaturato” la funzione originaria del complesso; solo a fine Novecento la gestione del Palazzo è passata all’Università che l’ha restaurato inserendolo nel “Progetto di Valorizzazione delle Mura e del Sistema Museale di Ferrara”. Dal 1997 Palazzo Tassoni Estense è stato oggetto di ricerche e di studi da cui è scaturito un progetto e un intervento di restauro scientifico redatto da un nucleo di docenti del Dipartimento di Architettura composto da Pietromaria Davoli (coordinamento generale e progetto architettonico), Claudio Alessandri (progetto strutturale), Sante Mazzacane (progetto impiantistico) con il coinvolgimento della Soprintendenza ai Beni Architettonici e paesaggistici nella figura di Andrea Alberti (direzione lavori). L’allestimento interno, invece, è stato curato da Gabriele Lelli e Roberta Bandini; il progetto della luce da Mario Nanni di Viabizzuno. Oltre che per attività didattiche e di ricerca i quartieri del Palazzo – soprattutto il piano nobile dove si sviluppa il grande Salone d’Onore – ospitano attività istituzionali e di rappresentanza insieme all’organizzazione di eventi culturali in forma di giornate di studio, lectio magistralis, convegni nazionali ed internazionali, premi di architettura e di design. Al piano terra del Palazzo, il Salone passante – collegato alla corte ammattonata con loggiato – riveste la funzione di filtro di distribuzione e, allo stesso tempo, di spazio monumentale flessibile e attrezzato per mostre, workshop, istallazioni. Altri ambienti del Palazzo, di dimensioni minori, sono resi disponibili per riunioni, tavole rotonde e seminari in base ad una programmazione temporalizzata in stretta collaborazione con Istituzioni pubbliche e private, Associazioni culturali, Organizzazioni di produzione sia di ambito ferrarese che del più vasto orizzonte nazionale ed internazionale

    Im_materialità

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    Didattica, ricerca e fund raising universitario; il design dal materiale all'immateriale; i Tre Mondi di Karl Popper; dal bidimensionale al tridimensionale, libri di carta/oggetti di cartone

    Design del prodotto industriale

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    Il Corso di studio in Design del prodotto industriale è una Laurea triennale (Classe L-4 / Disegno industriale), a numero programmato, e prevede la possibilità di un doppio titolo di laurea con l’Università di Curitiba in Brasile. Il Corso è indirizzato a formare figure professioniste del progetto in grado di interpretare le esigenze della società contemporanea, espresse o ancora latenti, e di tradurle poi concretamente in oggetti e servizi utili, significativi, funzionali, producibili industrialmente e sostenibili per l’ambiente. L’attività didattica si propone di fornire metodi progettuali e strumenti per operare nel mercato nazionale come internazionale, per individuare nuovi target, con competenze adeguate ad una professione che, per sua natura, deve necessariamente guardare al futuro. La formazione proposta dal Corso di studio è indirizzata allo sviluppo di un’attitudine progettuale attraverso l’indagine sulla natura degli oggetti, il loro significato culturale, il valore economico, le caratteristiche materiali e i processi produttivi con cui sono realizzati

    Einaudi e Caffè: convergenze e divergenze

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    Come studioso e osservatore attento della vita economica, sociale e politica del nostro paese, prima, con il diretto coinvolgimento nelle più alte cariche istituzionali della Repubblica, poi, Luigi Einaudi segna fasi critiche della nostra storia. Il libro raccoglie saggi che sono frutto di nuove ricerche e ne mettono a fuoco la complessa opera. Il suo posto nella storia e la cura diretta della ricerca storica sono i temi affrontati da Zanone e Faucci. Atripaldi ne ricostruisce il ruolo importante in seno all’Assemblea costituente. Barucci introduce nuovi elementi per valutare la posizione assunta di fronte al processo inflazionistico del 1947. Visco ne sottolinea l’insistenza sulla necessità di fondare l’azione pratica su approfondite e appropriate conoscenze e ricostruisce alcuni aspetti del clima intellettuale del servizio studi della Banca d’Italia. Da Empoli evidenzia il ruolo del principio libertario nell’analisi einaudiana delle questioni di finanza pubblica. L’ampia articolazione del pensiero di Einaudi si presta peraltro ad una lettura della sua opera tendente ad inquadrarlo nello spettro dei parecchi volti del liberalismo e del socialismo, che viene fatta nei saggi di Amari, Garofalo e Acocella. Della Valle mostra la versatilità della lingua impiegata da Einaudi e la cura che egli pone nell’adattarla alle occasioni, alle forme di scrittura e ai destinatari, studiosi, politici o uomini comuni. Forte pone in rilievo le capacità di leggere l’evoluzione della realtà a lungo andare, in termini del processo di integrazione europea e mondiale. Baffigi conclude amaramente sui molti insegnamenti che il nostro paese potrebbe trarre dalla sua opera
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