1,720,989 research outputs found

    I genitori del bambino da 0 a 3 anni.

    No full text
    La famiglia rappresenta il luogo privilegiato per lo sviluppo dell’individuo e la sua principale funzione è quella di mediare fra le caratteristiche del singolo e le richieste dell’ambiente in cui è collocato. Nel caso in cui si debbano valutare le caratteristiche e le competenze di un bambino non si può certo prescindere dalla valutazione del suo contesto famigliare e di quello ecoculturale più allargato. La comprensione dei processi e delle dinamiche della famiglia è fondamentale perché può essere utilizzata a fini preventivi, oltre che diagnostici. Vengono descritti i compiti che i genitori si trovano ad affrontare a seconda dell’età del figlio. Il primo anno di vita del bambino determina un grande impegno senza soluzione di continuità che coinvolge tutta la famiglia, sia dal punto di vista fisico, che psicologico. Il secondo anno è caratterizzato dall’affinamento delle capacità di locomozione e comunicative da parte del figlio e di conseguenza delle sue capacità di interagire socialmente: il bambino cerca di padroneggiare sempre di più l’ambiente e inizia a distaccarsi gradualmente dai genitori. Il terzo anno è contraddistinto dalle continue richieste di indipendenza da parte del bambino, che nonostante abbia sviluppato molte abilità non è però ancora in grado di badare a se stesso e di recidere il cordone ombelicale, ma spesso si contrappone anche in maniera molto intensa. I genitori possono rimanere confusi da questa situazione ambivalente e avere qualche difficoltà a rapportarsi col figlio e a fissare dei limiti

    La valutazione diretta del linguaggio: il TPL

    No full text
    Lo scopo principale di questo capitolo è stato di presentare uno strumento italiano per la valutazione diretta del primo sviluppo linguistico: il Test del Primo Linguaggio (TPL, Axia, 1995). Dopo aver illustrato le ragioni che hanno portato alla costruzione di tale strumento sono stati definiti gli assunti teorici di base, derivati dalla letteratura sullo sviluppo del linguaggio, su cui si fonda: lo sviluppo del linguaggio ha una sequenza tipica; la genesi del linguaggio è radicata nel contesto interattivo; il linguaggio nasce legato al contesto (pragmatica), poi si espande semanticamente (vocabolario) e infine si organizza strutturalmente (sintassi); comprensione e produzione dei linguaggio si sviluppano a velocità diverse ed è meglio per questo motivo valutarli separatamente; le differenze individuali nello sviluppo del linguaggio sono molto marcate. Il TPL si compone di tre scale, ciascuna delle quali ha lo scopo di indagare un aspetto specifico del linguaggio: la scala A valuta lo sviluppo comunicativo e pragmatico; la scala B valuta lo sviluppo del vocabolario; la scala C valuta il primo sviluppo della sintassi. Ognuna di queste tre scale è a sua volta costituta da due serie di prove: una parte valuta la comprensione del linguaggio e l’altra parte valuta la produzione. Le tre scale vengono spiegate, prendendone in esame le caratteristiche, le modalità di somministrazione e di scoring. Validità e affidabilità del TPL vengono discusse e evidenziando il fatto che tale strumento rappresenta un test che permette di valutare con una certa validità differenze anche sottili nel primo sviluppo linguistico e di indicare a livello sufficientemente analitico le eventuali aree problematiche. Vengono infine presentati i vantaggi (strumento rapido, adattabile a contesti diversi, facile da apprendere, articolato nella diagnosi basata su un’osservazione di tipo naturalistico) e i limiti (si basa su un campione relativamente limitato del linguaggio e richiede un grande dispendio di energia da parte del bambino) del TPL

    Le competenze cognitive nei primi tre anni di vita

    No full text
    Il capitolo introduce la valutazione degli aspetti congnitivi del bambino e solleva alcune problematiche che contraddistinguono quest'area d'indagine. Una delle domande fondamentali a cui la psicologia dello sviluppo cerca di rispondere riguarda la continuità o discontinutà dei processi maturativi e questo dibattito ha influito in particolar modo sulle teorie dello sviluppo cognitivo. La questione della continuità/discontinuità dello sviluppo rimane a tutt’oggi una tematica oggetto discussione e per la quale non si è giunti ad avere una risposta definitiva e univoca, anche perché analizzando la storia della psicologia dello sviluppo, esistono da sempre modelli teorici che avanzano ipotesi e spiegazioni contrastanti a questo proposito

    Il contributo della ricerca nell'assessment della prima infanzia

    No full text
    • Selezionare e utilizzare un test significa innanzitutto conoscere e condividere la teoria dello sviluppo sottostante all’elaborazione dello strumento e saper osservare e interpretare i comportamenti del bambino che possono essere utilizzati come indici dell’acquisizione di determinate abilità misurate dal test utilizzato. Le caratteristiche di una buona misurazione dello sviluppo sono la validità, l’affidabilità e la normalità: la validità riguarda il fatto che lo strumento misuri proprio quello che si intendeva misurasse; 1'affidabilità riguarda il fatto che lo strumento dia una misura stabile; la normalità riguarda la necessità di avere degli standard con cui poter confrontare i punteggi rilevati. Altre caratteristiche per ottenere una buona misurazione dello sviluppo sono l’ oggettività, la mancanza di errore e l’efficienza. Vengono analizzate le regole generali per svolgere un proficuo e corretto assessment e discussi i passi principali da seguire per effettuare una valida valutazione del bambino piccolo: la selezione dello strumento più adatto per ogni bambino, l’interpretazione dei risultati raccolti, le problematiche che rendono più difficoltoso l’assesment (come i ritmi di sviluppo molto veloci, e difficoltà tecniche come la reattività alle prove), la necessità di valutare anche il contesto e l’etica della valutazione infantile. Si conclude il capitolo evidenziando l’importanza della valutazione precoce e il grande interesse ad incrementare le capacità di diagnosi e intervento riguardanti gli handicap e le difficoltà di sviluppo fin dalle prime fasi della maturazione, per favorire anche la cosiddetta prevenzione primaria

    Lo sviluppo socio-emotivo

    No full text
    In psicologia si dividono tradizionalmente le aree dello sviluppo in tre domini principali: quello cognitivo, quello emotivo e quello sociale. Questa distinzione, seppur utile da un certo punto di vista nel senso che può facilitare l’esposizione delle tappe dello sviluppo, permettendo di tracciare i percorsi di maturazione delle abilità del bambino nelle diverse aree, non è del tutto efficace in termini di comprensione generale. Infatti, non è possibile operare una distinzione così netta fra le diverse aree dello sviluppo psicologico, che sono invece sempre in relazione l’una con l’altra e si influenzano a vicenda continuamente, dipendendo l'una dalle altre. Vengono ripercorse le tappe principali dello sviluppo socio-emotivo nei primi tre anni di vita e prese in esame le motivazioni che spingono clinici e ricercatori alla valutazine precoce di tali aspetti

    La valutazione del bambino

    No full text
    Questo volume affronta il tema della valutazione psicologica del bambino in età prescolare e scolare, presentando strumenti e metodi di valutazione

    L’assessment psicologico nella prima infanzia

    No full text
    L'influenza che i primi tre anni di vita hanno sulla crescita del bambino anche a lungo termine è ampiamente riconosciuta da quanti si occupano di sviluppo. Il volume presenta una serie di metodi e strumenti per la valutazione psicologica in diverse aree dello sviluppo del bambino fra gli zero e i tre anni e si rivolge a tutti i professionisti della salute in formazione

    Are Babies Sensitive to the Context of Acute Pain Episodes? Infant Distress and Maternal Soothing During Immunization Routines at 3 and 5 Months of Age. Infant and Child Development, 14:51-62

    No full text
    Ninety-three healthy full-term Italian infants were observed longitudinally at 3 and 5 months during routine vaccinations. Mothers’ behaviour was also observed. Participants were divided into two cohorts depending on procedure of inoculation (the first cohort, n=44, showed more distress; the second cohort, n=49, showed less distress). Results indicate that babies’ different levels of behavioural distress correspond to mothers’ different soothing strategies. Maternal proximal soothing at 3 months predicts faster infant quieting at 5 months, but concurrent and predictive effects of maternal proximity are apparent only when level of baby distress is not too high. The study confirms the view that young babies are sensitive to the overall context of acute pain episodes, including medical procedure and maternal soothing

    La misurazione del temperamento da 3 a 11 anni

    No full text
    Il capitolo descrive le tecniche di misurazione del temperamento in bambini dai 3 agli 11 anni, con particolare riferimento ai questionari compilati dai genitori. Dopo aver presentato i due approcci teorici principali allo studio del temperamento, vengono presentati i questionari sul temperamento di Carey sviluppati nel contesto statunitense. Alla luce dei problemi di affidabilità e validità di tali strumenti emersi in diversi studi, viene presentato il modello delle differenze temperamentali proposto in Italia da Axia. Sulla base di questo modello, l'autrice ha costruito i Questionari Italiani del Temperamento (QUIT) che hanno dimostrato di avere buone proprietà psicometriche nel contesto italiano

    IL PARENTING E LO SVILUPPO DEL BAMBINO IN UN CONTESTO BILINGUE: MODELLI CULTURALI A CONFRONTO. STUDIO SU 138 MAMME ITALIANE E TEDESCHE DELL'ALTO ADIGE.

    No full text
    Compito fondamentale dei genitori è quello di allevare i propri figli preparandoli a vivere nella società di cui faranno parte (Bornstein, 1988), insegnando loro a rispondere in modo adeguato alle aspettative che la comunità di appartenenza manifesta nei confronti di un individuo a diverse età. La letteratura mostra come esistano delle differenze nel tipo di competenze che gli adulti di diverse culture richiedono ai loro figli di sviluppare, rispetto all’età in cui ci si attende che tali abilità si manifestino, e infine rispetto agli standard di performance che si chiede ai bambini di raggiungere (Hess, Kashiwagi, Azuma, Price & Dickson, 1980). I percorsi evolutivi che ciascuna cultura predispone per i propri figli costituiscono un progetto di sviluppo che i genitori perseguono giorno dopo giorno attraverso un insieme organizzato di azioni, dotate di senso che veicolano al bambino valori, aspettative e significati culturalmente orientati (Super & Harkness, 1999). Obiettivi/ipotesi: Obiettivo di questa ricerca è quello di indagare le routine e le pratiche di allevamento adottate entro le comunità culturali italiana e tedesca che vivono in Alto Adige. Le ipotesi che hanno guidato il nostro studio sono: a) che le famiglie di etnia italiana e tedesca presentino delle differenze nelle routine quotidiane e nelle attività genitoriali che presiedono al loro svolgimento che richiamano priorità evolutive differenti; b) che alle diverse pratiche adottate da ciascuna comunità culturale corrispondano livelli di sviluppo dei comportamenti adattivi dei rispettivi bambini differenti
    corecore