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LA SOSTENIBILITÀ DELLO SPAZIO PUBBLICO NELL'EDILIZIA RESIDENZIALE, paradigma verso l'innovazione nel processo ambientale
La tesi di Dottorato, si pone il problema di indagare in maniera strutturata la relazione tra spazio pubblico e sostenibilità. Il termine sostenibilità viene declinato nelle accezzioni più ampie che comprendono i valori sociali come prioritari nella gestione della città contemporanea
De Uithof, Utrecht, dimensione conviviale.
De Uithof, il campus universitario, è stato pensato nella prospettiva di essere un comparto monofunzionale ed indipendente nella città di Utrecht, la necessità di rendere maggiormente fruibile e funzionale questo progetto e l’apertura di residenze universitarie, ha portato ad adottare un progetto di riqualificazione.
Grazie al Masterplan di OMA fin dall’inizio degli anni novanta è stata intrapresa un’operazione di rinascita votata alla creazione di una vera e propria città universitaria, fruibile sette giorni su sette, dove la vita degli studenti diventa il riferimento progettuale prioritario
Paesaggi sospesi
La descrizione puntuale ed efficace del territorio agricolo Emiliano restituita da Gianni Celati in “Verso la foce” , ha rappresentato, in un momento di ridefinizione degli stereotipi visivi di una generazione di italiani, un avanzamento della consapevole unicità del territorio agricolo in progressivo abbandono. Il viaggio dello scrittore ferrarese struttura una riflessione pragmaticamente orientata alla conoscenza dei luoghi, superando la percezione superficiale dovuta all’abitudine del vedere e permettendo una gerarchizzazione di significati e valori culturali nell’ampio palinsesto oggettuale della nostra campagna
Prospettive europee di governo dello spazio pubblico nell’edilizia residenziale
La rinuncia alla città pubblica
Parlare di spazio pubblico implica un’apertura di significato dei vocaboli ‘spazio’ e ‘pubblico’,
operazione relativamente semplice per le popolazioni che hanno sempre vissuto la città come
un luogo di condivisione, estrema estensione del proprio dominio privato.
Oliva I Casas (2007) descrive due modelli contrapposti di città: Public City e Domestic City; il primo
condensa le peculiarità delle città mediterranee, città vissute all’aperto, dove la dimensione
pubblica, dovuta alla stratificazione storica nell’uso degli spazi di relazione, diviene il fulcro
indispensabile per la crescita e la sussistenza del modello urbano. Domestic city si riferisce
alle città dove l’abitudine di concentrare le attività in ambiti domestici dichiara una propensione
alla condivisione privata legata ad abitudini e strutture sociali storicamente determinate.
I testi accademici di urban design descrivono la città storica italiana o spagnola, mediterranea
in genere, come l’archetipo della civiltà dello spazio pubblico, intensificando i significati di condivisione
e collettività nella forma di appropriazione ed uso quotidiano del luoghi. Lo scorrere
degli anni ha portato ad una inversione nell’individuazione degli archetipi urbani; i progetti
contemporanei ai quali ci si riferisce per spiegare la progettazione urbana sono geograficamente
localizzati verso il nord Europa definendo una nuova genealogia dello spazio pubblico.
Questa fenomenologia urbana dimostra come, nel corso di pochi decenni, si sia assistito a
due fenomeni contrapposti: la rinuncia alla costruzione dello spazio pubblico come avvenuto
in Italia ed un’appropriazione delle dinamiche di partecipazione alla vita collettiva in paesi
che non l’hanno mai avuta come tradizione. La città pubblica ha colto dal modello domestico
spunti di cambiamento; l’utilizzo costante dei mezzi informatici, l’adozione nell’immaginario
collettivo della sprawl town come una evoluzione positiva nel governo urbano hanno determinato,
insieme ad un progressivo cambiamento delle abitudini di socializzazione, un’abbandono
dei luoghi che da sempre sono stati considerati come essenziali per la vita della città
M9, a new museum for a new city
Il museo nel corso degli ultimi decenni ha sempre più spostato l’attenzione dei visitatori verso la pro- pria essenza oggettuale, affermando conseguen- temente il ruolo prioritario dell’architetto nell’af- fermazione dell’istituzione museale. Il progetto di Sauerbuch & Hutton apporta un nuovo contributo al tema della progettazione architettonica specia- listica, rivolgendo l’attenzione alla funzione del museo come elemento urbano
What If, Paolo Soleri
Paolo Soleri lo si scopre per caso, in qualche citazione di zevi oppure per passaparola: è uno degli architetti che nel nostro paese – anche per la scelta di operare negli Stati Uniti – non è mai diventato soggetto di critica e portato ad esempio di progettualità. Soleri, dopo il percorso universitario, si trasferisce negli Stati Uniti per seguire le orme di Wright, dal quale si separerà subito non solo per evidenti contrasti caratteriali ma per una visione antitetica sul futuro dell’architettura. Durante una breve parentesi professionale in Italia, ci ha lasciato la fabbrica Solimene a Vietri, l’unico progetto realizzato nel paese di nascita e, per questo, significativo per importanza documentale e soprattutto per la spiccata logica funzionale che lo rende ancora oggi luogo di produzione delle ceramiche
TOPOTEK 1 Nuove cromie urbane
L'esperienza progettuale dello studio Berlinese Topotek 1, concretizza un lavoro di esplorazione dell'ambiente urbano contemporaneo orientato all'acquisizione degli strumenti, dei processi e delle metodologie per permettere loro di confrontarsi progettualmente con l'ambiente nel quale viviamo
Emergena Lo-Fi
Ripercorrere fisicamente i luoghi del terremoto, spazi che sono nella memoria condivisa legati alle descrizioni non retoriche di Celati, condiziona in maniera sensibile la percezione dell’evento sismico, non più sofisticata dal filtro delle televisioni e dei giornali. La parabola d’attenzione mediatica oggi è arrivata a conclusione, il tema della ricostruzione, del recupero del tessuto produttivo e delle dinamiche sociali sono fuori dai sistemi di divulgazione di massa. Come già accaduto dopo L’Aquila la diminuzione dello sciame sismico ha indotto un progressivo superamento della necessità di cronaca. Augé definisce Supermodernità come “l’effetto combinatorio di una accelerazione della storia, di un restringimento dello spazio e di una individualizzazione dei destini” , così questo evento diventa il vero esempio di emergenza supermoderna, non più capace di indurre una necessità di narrazione ma una riduzione alla sola cronaca
anne lacaton & jean philippe vassal economicità spaziali
La disciplina architettonica dei progettisti francesi
Lacaton & Vassal è costantemente permeata da
una profonda riflessione sul ruolo dell’architetto
come creatore di spazi, di luoghi di relazione,
di ambienti vitali e momenti domestici. Il tema
dell’energia come concretizzazione di un pensiero maturo e consapevole delle priorità progettuali,
riflette un approccio formale disincantato e pragmatico
nell’affrontare le tematiche ambientali.
L’energia propulsiva che si ritrova nelle realizzazioni
non deriva da mere considerazioni ambientali
ed energetiche ma nasce dalla consapevole affermazione
del ruolo dell’architetto come costruttore
di spazi, scopo ultimo del progetto
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