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    Lezioni di diritto internazionale. Principi, norme e riflessioni

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    Società degli Stati e Diritto Internazionale. Regole, procedimenti e adattamenti. Un difficile rapporto tra due realtà, in continua evoluzione; l'una autonoma dall'altra eppur interdipendenti e reciprocamente indispensabili. Sulla base di questo compromesso, il volume affronta la genesi e le caratteristiche del diritto internazionale, le fonti e la trasformazione intervenuta nel corso del tempo, riservando ampia trattazione ai casi di concreta applicazione. Dopo una prima parte riservata ai principi e ai fondamenti della disciplina, si affrontano questioni rilevanti come il posizionamento dello Stato e delle Organizzazioni nella società internazionale, il diritto dei trattati, le controversie e gli strumenti a disposizione per la loro prevenzione e soluzione, i crimini internazionali, il diritto del mare, il rapporto tra diritto internazionale e quello interno e la domestic jurisdiction. infine, vengono forniti numerosi spunti per una consapevole riflessione sulla società internazionale contemporanea e la sua prossima evoluzione, ma soprattutto sul giusto ruolo che dovrà avere il diritto internazionale, non più e non solo diritto tra e per gli Stati, quanto strumento indispensabile di tutela per i diritti l'Uomo (individuo o comunità) nelle sue vicissitudini con lo Stato

    Sovranità e società multietnica. Il report 2012 della Commissione Europea contro il razzismo e l'intolleranza.

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    Un report sui diritti umani per alcuni versi sconcertante, un frame di un’Europa di squilibri e disattenzioni, in cui è forte il legame tra crisi economica e tagli al welfare state ed aumento delle intolleranze e discriminazioni a sfondo razziale. Le ridotte opportunità di lavoro e sviluppo spingono i gruppi socialmente vulnerabili verso la povertà e l’emarginazione, acuendo ancor di più il divario tra immigrati e richiedenti asilo e cittadini residenti. Banalizzazione è il termine utilizzato dalla Commissione Europea contro il Razzismo e l’Intolleranza per definire l’approccio dei vari governi nei confronti del razzismo e l’intolleranza, a cui fa da corollario l’atteggiamento mostrato dai cittadini dei diversi Stati membri verso i migranti ed i richiedenti asilo o rifugio. Tagli alle risorse delle istituzioni indipendenti e degli osservatori, conferma del consenso politico e sociale a partiti xenofobi e razzisti (la cui propaganda farneticante trova terreno fertile, complice la crisi economica e le scelte governative sbagliate) e ritardi ingiustificati nella ratifica di fondamentali protocolli internazionali, delineano i contorni di un’Europa sempre meno dei diritti e più delle economie e delle gelosie nazionali

    Il paradosso della sovranità. Riflessioni e quesiti di diritto internazionale

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    Limitations to the sovereignty or external conditions for the exercise of sovereignty by the State? The State feels omnipotent internally, because it possesses and uses the instruments to direct the life of the community, as at the international level, due to the total absence of binding rules and the discretion of the United Nations Security Council to consider and evaluate as a violation, the use of force to resolve internal disputes as external ones. International law on the one hand make an effort to limit this traditional and dated omnipotence of the state and it also limits the use of force up to its ban, subject to certain exceptions. It is the Charter of the United Nations to consider the possibility to reject or terminate aggression. But can the Security Council legitimate enforcement actions and in any case involving the use of force, suspending rights acquired by the government pre-existing, coming to grant independence or external sovereignty (and internationally validated) to a part of the state, where there is a national minority? Does not seem an excessive discretion in limiting or not the sovereignty and territorial integrity? International tribunals, agreements, suspended sovereignty, self-determination and international obligations. All combine to outline the conflicting relationship between the state / international community and the paradox of sovereignty, limited and shared

    Legittima difesa. Dal caso Caroline alla Conferenza di Kampala

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    What to do if a State violates a rule of law, conventional or covenantal? How is it possible for the injured State, to assert its right? What happens if a violation of a law by a State is liable to put at stake the survival of another State? A concept of self-defense in international law that has undergone changes and new interpretations, sometimes restrictive or expansive, according a practice that has been defined over the last three centuries. The dispute is renewed after the Nine Eleven, manifesting a threat significantly different from those faced during the Cold War. A series of questions which could be resolved through the legal and historical reconstruction of the concept, starting from the sinking of the vessel Caroline until the Kampala conference on the revision of the Statute of the International Criminal Court

    Autodeterminazione, minoranze e popolazioni indigene. Casistica internazionale

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    Sebbene non sia un soggetto di diritto internazionale, il popolo è beneficiario e destinatario del principio all'autodeterminazione ma lo Stato ne è titolare. Sifronteggiano, ad armi impari, un soggetto multi-articolato, invasivo e detentore esclusivo dell'uso della forza (lo Stato) ed una moltitudine di individui, coesi nel far valere i loro più elementari diritti, primo fra tutti quello all'identità ed alla differenziazione (il popolo). Tutto ciò in contrasto con la salvaguardia della sovranità e dell'integrità territoriale nonchè dell'ordine internazionale precostituito. Intorno a tale dilemma, si sviluppa il discorso attraverso una ricostruzione storica prima ed una riflessione giuridica poi di quattro casi, internazionalmente rilevanti: il popolo curdo, basco, sami e inuit. Quattro storie, popolazioni ed approcci nazionali diversi, tutti volti alla tutela ed al rispetto della sovranità. È un equilibrio di potenze e di interessi sovra-ordinati, continuamente sfidato dall'individuo-moltitudine, in un dialogo di diritti-doveri che, spesso, non accontenta nessuno dei contendenti

    Il diritto d'asilo. Profili nazionali, comunitari ed internazionali

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    La multilevel discipline del diritto di asilo e i differenti inquadramenti normativi nazionali testimoniano la complessità dell'attuale sistema, spesso influenzato dalle preferenze politiche del momento. In alcune regolamentazioni, il diritto in esame appare prodromico allo status di rifugiato; in altri casi assume un ruolo più ampio e autonomo, fino a diventare un vero e proprio diritto soggettivo. La Convenzione di Ginevra del 1951e il successivo Protocollo di New York del 1967 non regolano direttamente l'asilo, ma solo il regime applicabile a coloro che hanno ottenuto lo status di rifugiato e il principio del non refoulement, il cui difetto principale è costituito dall'assenza di un meccanismo internazionale di controllo sul rispetto - da parte degli Stati - dei loro obblighi. Nel nostro Paese lo scenario in materia di diritto d'asilo appare caratterizzato dalla presenza di un diritto soggettivo previsto dal dettato costituzionale, da accesi contrasti giurisprundenziali e da gravi vacanze normative, seppur di recente siano state severamente affrontate
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