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    Autobiografia e invenzione del sé

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    L'autobiografia ebraico tedesca tra Ottocento e Novecento viene considerata in questo scritto sia come canone letterario che come testimonianza culturale. Vengono presi in considerazione scritti dell'età dell'emancipazione nel tentativo di individuare delle costanti narrative e culturali nell'autorappresentazione degli ebrei di lingua tedesca

    La memoria rubata di Felice Schragenheim. Un testo controverso nella memorialistica della Shoà

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    Il romanzo-intervista di Erica Fischer Aimée & Jaguar. Eine Liebesgeschichte. Berlin 1943, pubblicato nel 1994 e dedicato alla storia dell’amore tra una “tedesca” e un’ebrea nella capitale del Reich rappresenta un caso letterario controverso. A livello narrativo, il libro nasce dalla collaborazione tra l’unica sopravvissuta della coppia e una letterata ebrea che raccoglie e ordina i suoi ricordi con un atteggiamento empatico e intersoggettivo che finisce per mettere in luce gli aspetti problematici di una «intervista sulle memorie». A livello storico, tocca temi di genere ma sfiorando appena le questioni cruciali dell’identità e della resistenza

    Socialismo e cultura di massa

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    Produzione letteraria e organizzazione culturale della SPD tedesca negli anni della Repubblica di Weima

    La decadenza delle buone maniere

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    Protagonista di queste pagine è un ossimoro: l’«incontro solitario» tra Hugo von Hofmannsthal e Stefan George. «Solitario», perché non si capirono e non si amarono, eppure ognuno di loro continuò a riflettere per anni sulla differenza dell’altro; «solitario» perché così voleva Hofmannsthal che fossero i suoi rapporti, poco propenso a venire a patti con la realtà degli altri e persuaso che solo la distanza generasse sogni, desideri, poesie. George avrebbe desiderato qualcosa di diverso: un sodalizio d’arte e di vita, uno stabile legame con un giovane genio deferente e, se non vi riuscì, fu non solo per l’indisponibilità del ragazzo, ma anche per l’incomunicabilità tra i loro mondi. Si conobbero a Vienna nell’inverno del 1891, si frequentarono per alcune settimane, poi vi fu una rottura brusca e, in parte, misteriosa. Quello che segue, sono alcune lettere, pochi incontri, molta reciproca diffidenza e una collaborazione concreta e fattiva per «Die Blätter für die Kunst», la rivista del George-Kreis. Una serie di vicende, già analizzate dettagliatamente dalla critica e dai contemporanei, che questo libro vuole ricostruire cercando di metterne a fuoco alcuni aspetti non immediatamente evidenti e, forse, non marginali. Va premesso che, anche qui, si tratterà di un «incontro solitario», visto unicamente nella prospettiva di Hofmannsthal. George, il suo arrivo nella capitale imperiale, i discorsi comuni, il probabile innamoramento e la «cacciata» verranno seguiti solo come elementi della formazione del giovane poeta e come occasioni per scandagliare la sua visione del mondo e il suo modo di «fare poesia». Una tessera importante per uno studio su Loris che è l’obiettivo ultimo di questa ricerca. Ci si propone inoltre di comprendere quale sia l’eredità lasciata dal poeta tedesco in quella fugace apparizione. Una eredità sgradevole – la definisce Hofmannsthal – che va a toccare elementi di fragilità personale e familiare dello scrittore austriaco, ma anche capisaldi del suo universo, quello della Vienna di fine secolo in cui le ultime utopie dell’Illuminismo, rese più gradevoli dal culto della bellezza e più affascinanti dalla «liberalizzazione» della emotività, finiscono per scontrarsi con forme ben più aggressive e irrazionali di lotta alla modernità. Alcuni materiali che qui vengono usati sono inediti – soprattutto lettere conservate al George-Archiv di Stoccarda, alla Theatersammlung della Hofbibliothek di Vienna, al Freies Deutsches Hochstift di Francoforte, alla Houghton Library di Cambridge (dei quali ringrazio il personale e i direttori che si sono succeduti negli anni) – e, anche se non riscrivono la storia di quelle settimane del 1891, aiutano a intuire atmosfere e stati d’animo e a fare maggior luce su ragioni ed esiti di una sconfitta che, in fondo, coinvolge entrambi i protagonisti della nostra vicenda

    Il romanzo di un funambolo. 'Altneuland' di Theodor Herzl

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    Il saggio analizza le genealogie letterarie del romanzo sionista di Herzl cercando di definire, attraverso riferimenti e calchi, i debiti del romanzo e del suo autore con la tradizione del razionalismo tedesco e il rapporto tra progetto politico e attività letteraria di questo scrittore insoddisfatto che era diventato il capo di un grande movimento politico

    Il ghetto dai cancelli rococò- Letteratura dello Jung Wien e aristocrazia ebraica

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    La persecuzione nazista ha condizionato le ricostruzioni della cosiddetta 'simbiosi ebraico-tedesca' inducendo a considerare la vita ebraica come la corsa inconsapevole di una minoranza che, dai margini, tende a spostarsi al centro della società tedesca spogliandosi delle sue tradizioni per lasciarsi invadere dal germanesimo . Decisiva tra gli ebrei sarebbe stata l’illusione di appartenere alla Germania. È questo il sentimento – scrive Enzo Traverso – che «ispirò la mentalità, i modelli di comportamento e le prospettive dell’ebraismo tedesco fino alla sua distruzione». E, se difficoltà ci furono nella assimilazione, non sarebbero nate dalla tenacia di legami affettivi o religiosi, quanto dalla discriminazione. Il saggio propone invece sulla scorta di alcuni studi recenti di microstoria delle comunità ebraiche tedesche un modello diverso: la creazione o l'identificazione di modelli identitari all'interno delle comunità ebraiche che formano una sorta di spazio neutro tra separatezza e integrazione. L'ipotesi viene verificata sul campione della aristocrazia ebraica di Vienna tra Ottocento e Novecento con l'aiuto di documenti di archivio e nel confronto con la produzione letteraria di alcuni artisti del tempo e di Hofmannsthal in modo particolare

    Note di Adorno per George

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    La riflessione di Adorno sull'opera e la fiogura di George dalla giovanile produzione liederistica fino alle Note sulla letteratura
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