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    Scultori toscano-ticinesi a Diecimo e a Barga nel Duecento

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    Il contributo prende in esame i complessi duecenteschi scolpiti degli arredi fissi della pieve di Santa Maria Assunta a Diecimo e del duomo di San Cristofano a Barga, nella diocesi medievale di Lucca, rileggendone l'iconografia ed offrendo un nuovo esame tecnico e stilistico alla luce dei confronti con opere parimenti attribuite a maestranze lombardo-ticinesi in Toscana, e dei dati della storia locale, soprattutto ecclesiastica, sinora mai appieno correlata alla produzione artistica dell'area culturale in esame

    Tuscan-Ticinese Sculptors in Diecimo and Barga

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    The essay focuses on the 13th century sculpture compounds of the presbiteries of the churches of Santa Maria Assunta at Diecimo and San Cristofano at Barga, in the medieval diocesis of Lucca. The authors offers a new interpretation of the reliefs of Barga pulpit, and of the lions still visible in Diecimo, both from a stylistic and iconographic point of view,, thanks also to sources for local ecclesiastic history so far never related to art history

    Concetto e misura nell'architettura gotica in Italia

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    Il saggio affronta il problema della profonda differenza tra la prassi progettuale gotica in Italia e quella diffusa a Nord delle Alpi, studiata al momento dello scontro tra diverse culture architettoniche e modalità operative avvenuto sul cantiere del duomo di Milano negli ultimi anni del XIV secolo, e ne ripercorre le origini, ricercandone le cause. A partire da comuni basi di studio, tra la geometria di tradizione classica e la pratica di cantiere sino all’età tardoromanica, fu con l’inizio del Duecento che in Francia soprattutto si osserva un maggiore tecnicismo nella produzione architettonica, anche per quanto riguarda le modalità progettuali, in uno con la messa a punto del sistema architettonico gotico, con una spiccata tendenza a una estrema ed abile manipolazione e composizione, anche su livelli differenti, delle figure geometriche piane. In Italia invece tali composizioni finiscono per restare scopertamente individuabili, e vengono rapportate a grandezze aritmetiche in misure intere dei metri locali allora vigenti, per facilitarne l’applicazione e renderne più chiara la comprensione, anche al nascente e meno esperto pubblico di committenti laici che la situazione politica soprattutto dell’Italia centrale ha visto svilupparsi nel corso del Duecento e del Trecento. Il libero concetto architettonico, da un lato, si oppone dunque alla misura come regolatrice del progetto, dall’altro, in un contrasto di tradizioni originate da un medesimo ceppo culturale ma destinate a qualificare con la loro alterità l’architettura sui due lati delle Alpi nel tardo Medioevo e oltre, di cui questo studio cerca di individuare la modalità e la ragione. The essay deals with the problem of the profound difference between Gothic design practice in Italy and that widespread to the North of the Alps, studied at the time of the clash between different architectural cultures and operating methods that took place on the building site of Milan Cathedral in the last years of the fourteenth century, and it traces its origins, searching for the causes. Starting from common study bases, between the geometry of classical tradition and the practice of construction until the late Romanesque era, it was with the beginning of the thirteenth century that in France, above all, a greater technicality was observed in architectural production, also as regards the design methods, in one with the development of the Gothic architectural system, with a marked tendency towards an extreme and skillful manipulation and composition, even on different levels, of flat geometric figures. In Italy, on the other hand, these compositions end up remaining openly identifiable, and are related to arithmetic quantities in whole measures of the local meters then in force, to facilitate their application and make their understanding clearer, even to the nascent and less expert public of lay patrons which the political situation, especially in central Italy, saw developing during the thirteenth and fourteenth centuries. The free architectural concept, on the one hand, therefore opposes the measure as a regulator of the project, on the other, in a contrast of traditions originating from the same cultural stock but destined to qualify with their otherness the architecture on the two sides of the Alps in the late Middle Ages and beyond. A phenomenon whose modality and reasons are here pointed out

    Il Crocifisso tunicato di Rocca Soraggio e la diffusione dell'iconografia del Volto Santo di Lucca nella Toscana del Duecento

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    Il contributo aggiorna un precedente contributo analizzando la funzione del Volto Santo di Rocca Soraggio in base ai dati iconografici e storici a disposizione e precisando la questione critica della diffusione della tipologia dei crocifissi tunicati nel territorio lucchese sulla scia del modello contenuto nella cattedrale e ipotizzandone nuovi aspetti di valenza simbolica e politica, a partire dall'esame dell'aspetto del crocifisso in esame dopo il restauro

    Il Crocifisso tunicato di Rocca Soraggio e la diffusione dell’iconografia del Volto Santo di Lucca nella Toscana del Duecento

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    Nel contesto di uno studio multidisciplinare sul crocifisso tunicato conservato a Rocca Soraggio, piccolo centro appenninico toscano, effettuato in occasione del suo restauro, il saggio affronta il problema dell'origine e della funzione del manufatto. In particolare, la scelta dell'inconsueta iconografia del Cristo tunicato accomuna l'opera in esame al celebre prototipo costituito dal Volto Santo di Lucca e la va a inserire quindi nel complesso quadro interpretativo di tale tipologia di immagine sacra. La posizione geografica e il contesto storico-culturale di quest'opera sono poi qui richiamati per offrire l'ipotesi di una ragione politica e soprattutto devozionale alla base della scelta operata. Il crocifisso di Rocca Soraggio si sarebbe trovato infatti all'arrivo di uno dei percorsi della via Francigena in Toscana, lungo una strada che conduceva a Lucca, e avrebbe così dovuto introdurre alla visita del venerato prototipo rivelandone l'aspetto e anticipando per il pellegrino la visione del crocifisso lucchese. Proprio nei decenni centrali del Duecento cui l'opera di Soraggio appartiene, esso sarebbe gradualmente divenuto emblema della città e del suo territorio, motivando episodi di ripresa e citazione a distanza ai confini dell'area di influenza lucchese, di cui questo manufatto costituisce uno dei primissimi esempi

    La torre pendente: contenuti iconografici e simbolici

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    L'apparato decorativo e la stessa forma geometrica del campanile del duomo di Pisa sono presi in esame, analizzando il monumento in pianta e nelle scelte strutturali come pure in quelle propriamente iconografiche della scultura che lo accompagna. Viene rintracciata una motivazione simbolica di carattere religioso alla base della pianta circolare e della forma cilindrica della torre, avvicinata ai contemporanei fari dei porti pisani ma trasfigurata simbolicamente in forma e materiali. Tali caratteristiche appaiono confermate dall'analisi dei capitelli figurati e dei rilievi dell'ordine terreno della costruzione, creati negli anni immediatamente successivi alla progettazione e all'inizio del lavori (1173), che compongono un programma iconografico alludente a un appello morale al superamento dei vizi umani per giungere al puro ascolto della parola evangelica e all'accostamento all'eucarestia cui la torre richiamava anche per la sua primaria funzione di campanile, annunciante le celebrazioni della vicina cattedrale.

    "Tempore Widonis papiensis presulis". Il duomo di Pisa e il suo rifondatore lombardo

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    Il contributo prende in esame la figura del vescovo di Pisa Guido da Pavia (m. 1076) ricostruendone per la prima volta a partire dalle fonti la fugura di committente al momento dell'avvio della ricostruzione della cattedrale della città marinara nelle grandiose forme romaniche ancor oggi visibili

    Il Volto Santo di Rocca Soraggio. Storia e restauro

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    Il volume presenta in edizione aggiornata i risultati dei restauri del Crocifisso tunicato duecentesco i Rocca Soraggio, in Alta Garfagnana, esaminandone gli aspetti tipologici, tecnici, formali, iconografici, stilistici e proponendo una riconstestualizzazione storico-culturale del manufatto nel quadro delle dinamiche di espansione della potenza comunale e vescovile lucchese nel bacino del Serchio durante la prima metà del Duecento, operando confronti con ulteriori opere di simile iconografia, con un excursus sulla motivazione della diffusione dell'iconografia del Volo Santo di Lucca e un'ipotesi di datazione di quest'ultimo intorno al Mille

    Presentazione

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    La fortuna iconografica del campanile del duomo di Pisa nei primi anni della sua costruzione

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    Il contributo individua ed esamina alcuni precocissimi casi di evidente riferimento tipologico e iconografico alla torre pendente di Pisa negli anni immediatamente successivi alla sua fondazione e attraverso tutto l'ultimo quarto del XII secolo. Vengono ricercate le motivazioni che nei diversi casi hanno condotto alle vere e proprie 'citazioni' del monumento pisano qui prese in esame, i tramiti e le finalità di tali operazioni, identificandone i committenti e, ove possibile, gli artefici, per giungere alla dimostrazione della vasta notorietà che il prototipo pisano di campanile cilindrico a ordini di logge sovapposte e la sua decorazione scolpita hanno avuto in un ampio abito geografico già prima dll'interruzione dei lavori per il manifestarsi di quella pendenza che avrebbe dovuto costituire l'elemento distintivo della costruzione
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