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    "Big Family is Watching You": Everyday Family Interaction Mediated Through Communication Technologies.

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    Most of the research regarding the proliferation and development of Mediated Communication Technologies (MCT) is focused on collaborative and so-called working contexts. This study was focused on the rising popularity of these technologies within personal and intimate life contexts, such as the family. If distance work and collaboration is no longer a problem today, also throughout remote communication and virtual participation, the situation within the everyday dynamics of family-life is much more complex. Besides the physical distance there are difficulties with the accessibility of these technologies, such as generational factors and lack of information. This study took part in widespread research on MCT, intended as artefacts for the support and the extension of relations between people who do not live in the same geographical area. The first aspect analyzed throughout the interviews, regards the technological dimension and the decisional parameters through which family-memberschoose one or the other communication-system according to different everyday-life situations. In this setting we observed possible strategies through which dislocated family-members try to improve their feeling of closeness. The discourse analysis emphasizes the importance of communication technologies in family contexts, considered to be the basis of daily interactions. There are also different strategies in order to enhance the emotional level and the connections between family-members, also according to socio-cultural and generational variables

    TRE ANNI ALL’INTERNO DI UN AEROPORTO INTERNAZIONALE: ANALISI DI UN LABORATORIO PERMANENTE SULLA SICUREZZA.

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    Entrare ed osservare un aeroporto per tre anni, permette di cogliere il complesso sistema che concorre ogni giorno per la sicurezza. L’attualità del tema “sicurezza” è legata agli ultimi eventi che hanno modificato l’agenda politica dei Paesi e diffuso una percezione di insicurezza generalizzata. L’obiettivo è identificare fattori e processi psicosociali alla base della sicurezza percepita (SP) dei passeggeri aeroportuali, mediante un modello di integrazione interdisciplinare e metodologica. L’approccio multi-­‐metodo, che prende in considerazione trasversalmente attori, pratiche sociali e artefatti tecnologici, fa emergere gli aspetti salienti del contesto. La ricerca è suddivisa in due fasi: I) qualitativa, condotta mediante triangolazione metodologica legando tra loro norme sociali (ordinanze), situazioni (interviste) e artefatti (osservazioni), sono state effettuate analisi del contenuto, del discorso e della conversazione; II) quantitativa, orientata allo sviluppo di uno strumento di misura della SP (PASQ-­‐ Perceived Airport Security Questionnaire), tradotto in cinque lingue e somministrato a 1004 passeggeri. Sono stati condotti multipli pretest e studi pilota con passeggeri italiani, analisi fattoriali esplorative, di attendibilità, correlazione, regressione multipla, mediazione e confronti tra sottogruppi di partecipanti. I principali risultati definiscono e verificano i processi psicosociali alla base della SP, evidenziando l’importanza del fattore umano e della conoscenza. I risultati assumono notevole valenza applicativa nella definizione degli investimenti di progettazione strutturale degli aeroporti e progettazione formativa del personale

    Sicurezza percepita aeroportuale. Approccio multi-metodo per l'analisi della sicurezza percepita dei passeggeri aeroportuali

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    In recent years, the issue of security has become a priority for governments seeking to ensure the security of their citizens and entrance to the Seventh Framework Programme (FP7). In order to achieve a long-term security solution at the governmental level and increase a sense of security amongst people, it is necessary to develop a regular, interactive dialogue between people and the institutions that govern them. This research project aims to offer an original contribution to security research by applying an intercultural and multi-method approach to the context of an international airport, an environment in which the assurance of security for all is imperative. Through an examination of the social actors, social practices, and technological artifacts in this setting, I seek to identify the factors and psychosocial processes underlying the perceived security measures taken to protect passengers. The research is divided into two phases: the qualitative phase focuses on an ethnographic study of airport practices while the quantitative phase explores the construction and validation in measures of perceived security (PASQ -Perceived Airport Security Questionnaire). The main findings from this research provides a definition and verification of psychosocial processes underlying perceived airport security constructs, highlighting the strong influence of the passengers' previous knowledge of airport practices and of the social interaction processes, on their perceptions of airport security measures. These results offer a considerable amount of applicable value to the definition of design investment, for structural analysis of airports, and the training of airport personnel.La Sicurezza è diventata negli ultimi anni un tema emergente, assumendo un ruolo fondamentale per i Governi che mirano a garantire la sicurezza dei propri cittadini, tanto da essere introdotta tra i programmi del VII Programma Quadro. Per realizzare condizioni di sicurezza stabili e durature, in modo da elevare il senso di sicurezza degli individui, risulta necessario sviluppare un dialogo costante e congiunto tra questi e le Istituzioni. Il progetto di ricerca qui presentato, intende offrire un contributo originale alla ricerca sul tema della sicurezza, mediante un approccio interculturale e multi-metodo, che prenda in considerazione trasversalmente gli attori e le pratiche sociali, e gli artefatti tecnologici di un contesto in cui il perseguimento della sicurezza è un imperativo: un aeroporto internazionale. L'obiettivo generale è quello di identificare i fattori e i processi psico-sociali alla base della percezione di sicurezza dei passeggeri aeroportuali mediante lo sviluppo di un modello di integrazione interdisciplinare e metodologica, atto a favorire lâindagine integrata del contesto aeroportuale. Lo studio di un contesto formato da artefatti tecnologici ed attori sociali, in cui lâazione è data dallâinterazione tra il soggetto ed il contesto, è possibile tramite lâadozione di metodologie di analisi psicosociale di tipo qualitativo e quantitativo che permettano di far emergere gli aspetti salienti del contesto. La ricerca pertanto è suddivisa in due fasi. La prima fase (qualitativa) finalizzata all'ingresso nel contesto ed alla raccolta di informazioni sulle pratiche aeroportuali; la seconda fase (quantitativa) orientata alla costruzione e validazione di uno strumento di misura della sicurezza percepita (SP). Lâindagine qualitativa è stata condotta mediante triangolazione metodologica legando tra loro norme sociali, situazioni ed artefatti. Prendendo a riferimento il modello del contesto a tre livelli, è stato predisposto un corpus di dati costituito da ordinanze, interviste a testimoni privilegiati ed osservazioni etnografiche strutturate.Sono state condotte analisi del contenuto, del discorso e della conversazione. La fase quantitativa ha previsto la costruzione di un questionario sulla SP (PASQ- Perceived Airport Security Questionnaire) fondato sui risultati della fase qualitativa. Una prima versione dello strumento è stata sottoposta a multipli pretest con differenti campioni aventi caratteristiche simili a quelle della popolazione di studio, e in differenti modalità. E' stato poi condotto uno studio pilota con passeggeri italiani. Infine, lâultima versione del PASQ è stata tradotta in altre quattro lingue (inglese, spagnolo, tedesco e portoghese), e somministrata a 1004 passeggeri. Sono state condotte, in ogni lingua, analisi fattoriali esplorative e di attendibilità, analisi di correlazione, di regressione multipla, differenze e confronti tra sottogruppi di partecipanti ed analisi di mediazione. I principali risultati emersi da entrambe le fasi di ricerca, permettono di giungere alla definizione e verifica dei processi psico-sociali alla base del costrutto di sicurezza percepita aeroportuale, evidenziando l'importanza del fattore umano e della conoscenza delle pratiche aeroportuali per la sicurezza percepita dei passeggeri aeroportuali. Questi risultati assumono notevole valenza applicativa nella definizione degli investimenti in fase di progettazione strutturale ed informativa degli aeroporti, e di progettazione formativa del personale aeroportuale

    Le tecnologie di comunicazione mediata (MCTs) nelle famiglie geograficamente separate.

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    Negli ultimi anni le tecnologie della comunicazione sono entrate a far parte dei contesti quotidiani, dagli ambienti di lavoro a quelli più intimi e personali. Sebbene si assista sempre più alla proliferazione e all’uso delle nuove tecnologie di comunicazione (MCTs) anche nell’ambito della famiglia, pochi studi hanno indagato il ruolo del web all’interno delle relazioni familiari. In questo studio esplorativo si vuole studiare l’utilizzo della tecnologia all'interno di tale contesto di vita, in cui le MCTs sempre più sostengono ed estendono le relazioni tra persone che non vivono nello stesso Paese. Sono state condotte 5 interviste a persone che vivono lontane dalle proprie famiglie, indagando le tecnologie adottate nella vita familiare ed i parametri che utilizzano per decidere quali mezzi utilizzare nelle diverse situazioni di vita quotidiana. Successivamente si sono esaminate sia le pratiche di gestione dei rapporti familiari attraverso le MCTs sia le strategie create per migliorare la loro sensazione di vicinanza. Dall’analisi discorsiva dei primi risultati emerge che la tecnologia assume un ruolo fondamentale, poiché da essa dipendono le interazioni quotidiane. Sembra quindi necessario acquisire una migliore comprensione di come e perché le persone utilizzino queste tecnologie, facendo particolare attenzione al contesto socio-economico in cui vivono

    Knowledge building process in blended learning communities: forum usage evaluation from a participatory framework for distance cooperation.

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    In order to deeply understand knowledge building process in a Blended Learning Community (BLC) and in attempt to define principles in Sociability Policy implementation (J. Preece, 2000), this paper present a research experience moving from a Participatory Framework for Distance Cooperation (Armenti, Cottone, Soru, 2008) developed within a Socio-Cultural Psychological approach (Vygotsky, 1978; Brown, Collins, & Duguid, 1989; Bruner, 1990; Cole, 1996; Mantovani, 1996). Our Research experience is developed in a BLC, a kind of Web-Based Knowledge Community made up by a traditional Face-to-Face (FTF) meetings and a Virtual Learning Environment (VLE) as distance e-learning support tool. This kind of community is build for academic course, an increasing experience in today academic learning. Subject involved in the research are students attending Psychology course at a Bachelor Degree Program, divided in 109 female and 22 male, with average age of 21.3, self selected in 12 workgroup, with an average of 9 members per group. Core research procedure consist in build self selected workgroup to accomplish a Collaborative Task via both FTF and CMC work condition. VLE is provided with a Forum used both for group self-selection and workgroup management. From a major research project (Armenti, Cottone, Soru, 2008), of which this study is part, we take the concept of participation, and the definition of participation indexes in WKC. According to this findings we provide to study participation in a BLC. We conducted both quantitative and qualitative analysis. The former in order to provide for participation indexes, the latter to understand different way of forum using in collaborative knowledge task accomplishment. To this purpose we provide to a first categorization of forum posts in "Knowledge Posts", "Organizational Posts" and "Social Posts": from all the contents available in VLE we defined a set of words which can represent a common ground (Mantovani, 2001) in order to identify the contents of the posts. Comparing this sets of words with the lexical occurrences in the posts analysis we provide to identify and categorize posts. Preliminary results show that the hypothesis by which students use the forum also for purpose different from task accomplishment is confirmed. The categorization results useful and exhaustive inclusive, even thought is just a preliminary attempt and needs better definition and expansion. Practical application of the present research findings can be identified in defining guidelines to improve either pro tem topics design and “on time intervention” in ongoing community participation, as well as in participation evaluation. An example of intervention can be showed moving from a Sociability Framework (J. Preece, 2001): if we recognize a low social posting we can introduce a post in this category in order to encourage students social-oriented interaction on this facet. The same strategies can be practiced for the other categories providing a potential intervention at a community level

    Mediated Communication Technologies (MCTs) for remote family members’ interaction

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    For several years, communication technologies are increasingly being part of the everyday life contexts, in the circles of work, in social situations and even the most intimate and personal dimensions. Most of the research in this area is interested in studying the role the web was introduced in social relations and how the personal relationships have been affected by internet. During the last years we assisted to a proliferation of new Information and Communication Technologies (ICTs) in families, who are increasingly using these technologies assets according to almost different purposes. This change has been possible because family structure has also changed over time. Indeed, regarding to Laslett’s famous classification (1972) which provided from a differentiation according to the presence or absence of one or more marital units within the family, Mantovani (2005) stresses the currently importance to speak about "broken families", "step families" and "immigrant family". Today lots of people don’t live anymore in the same country of origin for various reasons, workplaces included. Thus it is necessary to bear in mind that today's families are more geographically distributed than few years ago, and the space gap sometimes does not allow family members to keep easily relationships. If on one hand there is the desire for greater communication and sharing with his family, on the other hand there are the difficulties related to the generational, cultural, and geographical level that influences in a consistent manner on using new communication technologies. This explorative study is led by the interest in focusing on the use of technology within a personal life context such a family, in which the MCTs are increasingly used to support and extend relations between people who do not live in the same country. For this purpose, 5 interviews have been conducted with people who live geographically distant from their families for reasons of work or study. Therefore people will be unable to join in events and / or important dates (eg. birthdays, religious holidays, births...). Initially we examined the technologies adopted in the family life of these people, and the parameters they used do decide which of those methods to use in different situations of daily life. Semi-structured interviews in face-to-face or in mediated conditions have been conducted. Subsequently, we desired to provide in-depth attention to the practices and strategies that people carry out for the family relationships’ management, having at disposal a wide range of MCTs, both, fixed and mobile, synchronous and asynchronous. In this setting we observed possible strategies that these families establish to improve their feeling of closeness. In this scenario, the new technologies of mediated communication (MCTs) expand the ways throughout people can keep in touch, even entering in the family context for communication and life sharing with their familiars. That is an attempt to replace the emotive and connective dimension of face to face communication using different channels. From this point of view, the MCTs try to minimize geographical distances between family members, without interfering with the professional life. For this type of remote relationship the technology assume a key role by the way daily interactions dependent on their intervention. Therefore it will be necessary to gain a better understanding of how and why people use these technologies for communication with particular attention to the socio-economic context in which they live

    La Sicurezza Percepita. Analisi multilivello di un aeroporto internazionale

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    Negli ultimi anni, la Sicurezza è divenuta tema emergente in tutto il mondo ed in molteplici settori. Esistono due tipi di sicurezza: una Reale e una Percepita. Per una corretta analisi risulta dunque necessario distinguere tra tra ciò che ci rende effettivamente sicuri (anche se non ne abbiamo la sensazione), da ciò che ci fa invece sentire sicuri (anche se in realtà non lo siamo). In particolare, in questo volume, viene esplorato il processo multi-fattoriale di costruzione psico-sociale della Sicurezza Percepita in un contesto in cui il perseguimento della sicurezza è un imperativo: un aeroporto internazionale. Il volume vuole essere uno strumento utile per ricercatori, studiosi appartenenti a diverse discipline, per professionisti di settore e studenti, che desiderino approfondire il costrutto di sicurezza percepita seguendo una prospettiva innovativa e/o desiderino conoscere nuove linee metodologiche di analisi psico-sociale. La metodologia di analisi applicata e descritta nel volume, può essere impiegata in qualsiasi contesto sociale e lavorativo, scomponendolo e ricomponendolo in molteplici sezioni per riuscire correttamente ad interpretarlo

    LE WEB KNOWLEDGE COMMUNITYES: NUOVE PROSPETTIVE PER LA FORMAZIONE

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    In recent years teachers and trainers, as well as business professionals, are highly in- terested in sharing and comparing their knowledge with colleagues through participation in virtual communities. Perhaps, this necessity arises from a gap between theory and practice that these pro- fessionals have to manage every day, and that current lifelong learning activities cannot fulfill. This paper explores the virtual Web Knowledge Communities (WKC) and their success factors. The goal is to shed light on characterizing WKC aspects and on the participation successful factors among participants in these contexts, in order to avoid an oversimplification, therefore allow to take the opportunities offered by the new virtual environments of interaction by teachers-users

    AIRPORT SECURITY: analisi preliminare della sicurezza percepita.

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    Alla base del presente studio c’è la consapevolezza dell’impossibilità concreta di poter raggiungere una Sicurezza Assoluta (SA) nel contesto aeroportuale. Sebbene nuovi artefatti tecnologici, nuove procedure sempre più affinate e norme più restrittive, introdotte dalle Agenzie incaricate alla Sicurezza negli aeroporti, contribuiscano ad aumentare la Sicurezza Reale (SR), non possono però garantire il raggiungimento della SA. Possiamo infatti pensare alla Sicurezza Assoluta come la somma tra Sicurezza Reale e la Sicurezza Percepita. Obiettivo principale del presente lavoro è quello di condurre una prima analisi della Sicurezza Percepita (SP) da parte dei passeggeri dell’aeroporto “Marco Polo” di Venezia. Molte ricerche si sono occupate della misurazione della SP da parte dei passeggeri (Fodness & Murray, 2007; Gkritza at all., 2006; Sanquist at all., 2006; Schwaninger, 2005; Sultan at all., 2005; Compart, 2004; Gilbert & Wong, 2003) contribuendo alla definizione delle aree di criticità presenti nel contesto aeroportuale, ma trascurando il contesto di riferimento, che invece risulta essere fondamentale per fornire indicazioni specifiche circa le pratiche lavorative. Pertanto la presente ricerca si avvale di una metodologia integrata (qualitativa e quantitativa) per poter cogliere la complessità del contesto aeroportuale, costituito da misure di sicurezza, dal personale addetto alla sicurezza e dai passeggeri, nonché dalle pratiche stesse legate ai controlli. La ricerca si articola in due fasi: una fase etnografica condotta nel periodo giugno-agosto ha permesso di raccogliere dati sulle modalità di incontro tra attori sociali ed artefatti tecnologici. Sono state analizzate le normative e le ordinanze emesse dagli enti incaricati alla sicurezza mediante Analisi Critica del Discorso. Sono state raccolte 200 ore di osservazioni, successivamente integrate con interviste, 20 tra dirigenti ed addetti alla sicurezza. Queste analisi hanno permesso l’elaborazione di un primo questionario creato ad hoc per la misurazione della PA. La seconda fase ha permesso di condurre un confronto, sulla base delle risposte al questionario, tra tre gruppi di passeggeri: A) nell'area non sterile, zona dell’aeroporto antecedente al “controllo bagagli” (N= 60); B) nell'area sterile per voli sensibili (N=30); C) nell'area sterile per voli non sensibili (N=30). I risultati preliminari mostrano differenze significative nelle risposte ai questionari tra passeggeri di voli sensibili e passeggeri di voli non sensibili. Questo differenze contribuiscono a indicare come le pratiche e gli artefatti possano agire in maniera favorevole sull'aumento della SP. Inoltre dall'analisi etnografica risulta indispensabile considerare anche la percezione di sicurezza da parte degli addetti, questo al fine di fornire indicazioni rilevanti per successivi piani di formazione del personale
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