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A 150 anni dall’Unità d’Italia (1861-2011): il contributo di «Miss Uragano»
Jessie White (1832-1906), giornalista ed educatrice inglese, moglie di A. Mario (1825-1883) ed amica di Mazzini, Garibaldi ed altre eminenti figure del Risorgimento italiano, appassionata della storia e della cultura italiana, si contraddistinse per l’impegno profuso nella promozione dell’educazione civile e politica, indirizzata alla formazione del nuovo cittadino per il tramite di un’educazione popolare, considerata non solo come istruzione, ma anche come formazione di una coscienza sociale e civile, sull’esempio mazziniano. Questo saggio intende ricostruire il sostrato ideologico di questa importante figura ed il ruolo dalla stessa ricoperto nella promozione dell’educazione civile della massa e dell’emancipazione femminile
Oronzina Tanzarella: una sostenitrice "salentina" dell'educazione femminile e del dialogo con il mondo della scuola e dell'infanzia
Ricostruzione del percorso ideologico di Oronzina Tanzarella (Ostuni 1887, Roma 1940), che, alla luce del fattore sociale, ha cercato di contribuire al processo di educazione della donna meridionale, in particolare, ma anche di aprire un dialogo con il mondo della scuola e dell’infanzia, in generale
Recensione di H. A. Cavallera, Storia dell'idea di famiglia in Italia. Dagli inizi dell'800 alla fine della Monarchia, La Scuola Brescia, 2003
Recensione su H. A. Cavallera, Storia dell’idea di famiglia in Italia. Dagli inizi dell’800 alla fine della Monarchia, La Scuola Brescia, 2003, in “Studi e ricerche”, anno VI – n. 11/12, Gennaio/Dicembre 2003, Manduria, Manni, 2004, pp. 335-34
Alpalice Cuman Pertile: la scrittrice dalle "parole elette"
Alpalice Cuman Pertile (1876-1958), ben lontana dall’oscurare ogni visione di purezza artistica dell’arte, anche pedagogica, sviluppa una prosa ed una poesia destinata ai più giovani, che pur conseguendo un valore estetico, anche formale, imperniato, ovviamente, sul binomio intuizione-espressione, è ispirata dall’intento di promuovere una appropriata formazione spirituale degli allievi, incentivandone le rispettive potenzialità, oltre che l’interesse per le questioni educative più svariate
La pedagogia "igienica" di Paolo Mantegazza
Il lavoro monografico, ricostruisce l'apporto al discorso pedagogico di P. Mantegazza: pensatore discusso, ma di primo piano, la cui conoscenza è indispensabile per cogliere la temperie di gran parte della vita culturale e sociale del secondo Otttocento italiano. Egli fu certamente una delle figure più rappresentative del suo tempo, se non altro per le numerose pubblicazioni rivolte all'igiene e all'istruzione pubblica. Abile divulgatore di una avanzata, per i tempi, educazione sessuale, fu poi dimenticato con la crisi del Positivismo e la fortuna delle varie forme di Spiritualismo che si imposero in Italia. All'interno di una prospettiva dichiaratamente laica e materialista, pur non essendo un pedagogista di professione, ha offerto un contributo molto interessante per la sfera psico emozionale del soggetto, cercando a suo modo di istruire gli educatori sul processo da seguire per la formazione della personalità.
Tutti i volumi della Collana Paideia, prima della pubblicazione, sono sottoposti a Valutazione da parte di un comitato scientifico composto da membri nazionali e stranieri
Nel ricordo di Paolo Mantegazza (1831-1910): a cento anni dalla scomparsa
Il saggio nasce dall'idea di ricordare, brevemente, in occasione del centenario dalla morte, la figura di Paolo Mantegazza (1831-1910), deputato dal 1865 al 1876, poi senatore, scrittore di successo, ma scarsamente sostenuto dalla critica universitaria. Egli medico, patologo ed antropologo, oltre che igienista, è etichettato, e a ragione, quale pioniere dell'attuale educazione alla sessualità responsabile, ma è anche portatore di un determinismo che, analogamente a quel che hanno professato i positivisti italiani (dal Villari al Trezza, all'Angiulli, all'Ardigò), si fonda sulle leggi fisiologiche regolatrici dell'organismo. Il suo monismo lo fa accostare a biopsicologi come Claude Bernard o, ancora, al Ribot e Herzen, e agli assertori del meccanicismo intellettuale ed associazionistico quali Bain o Spencer
G. Armenise, Astrid Lindgren: scrittrice di "confine", in A. Nobile (ed.), Pedagogia della letteratura giovanile, Brescia, La Scuola, pp. 177-184
Dopo aver sviluppato il tema del rapporto con l'infanzia ed il modello educativo, ci si è soffermati sulla narrativa e sugli elementi fascinatori del mondo lindgreniano
EDUCAZIONE,CULTURA E DIDATTICA FASCISTA.UNA RILETTURA DI "SCUOLA E CULTURA"
Il periodo storico compreso tra il 1922 e il 1943, ha rappresentato un momento importante nella storia della politica scolastica, oltre che per la presenza di importanti figure, quali Gemelli, Bottai, Sturzo e lo stesso Mussolini, anche per il fiorire di riviste, associazioni ed enti, che hanno svolto un ruolo decisivo nella formazione giovanile e nella ricerca del consenso popolare. Le riviste, in particolare, testimoniano l’esistenza di rapporti molto stretti tra il Regime e buona parte della cultura del tempo. La rilettura critica della rivista “Scuola e cultura. Annali della istruzione media”, a partire dal XIV anno dalla sua fondazione, si propone di ricostruire l’impianto ideologico-culturale della Riforma di Bottai, estrapolandone i nuclei tematici fondamentali: il rapporto scuola-famiglia-alunno; la formazione integrale della personalità; la formazione dell’insegnante; il rapporto esistente tra educazione, scuola e vita; l’orientamento e la didattica. Obiettivo precipuo è stato quello di compiere un rapido excursus degli aspetti educativi e didattici della cultura fascista, per come emerge dalla “voce degli addetti ai lavori” di un’importante rivista del tempo, approvata dal Ministero dell’Educazione Nazionale e dotata di una spiccata capacità comunicativa e propagandistica, emblematica di come il Regime in primis puntasse ad un controllo “totale” sull’informazione, sulla cultura nazionale in generale e le strategie educative e didattiche in particolare
Lanza Del Vasto: Verso quale pedagogia? Spunti per una riflessione. II parte
Di questa figura emblematica della cultura della non-violenza vengono rivisitate le tappe salienti del percorso umano e culturale, dall’incontro con Gandhi alla fondazione della Communauté de l’Arche, scuola di vita interiore e di preparazione all’azione non violenta, che può affermarsi solamente nella piena coscienza di sé per il tramite della conversione e del “risveglio” spirituale
G. Armenise, Charles Dickens e i lettori del nostro tempo, in A. Nobile (ed.), Pedagogia della letteratura giovanile, Brescia, La Scuola, 2017, pp. 140-146
Dopo una disamina del valore artistico e psico-pedagogico dell'opera dickensiana, si è rilevata la relativa influenza e attualità della stessa ai giorni nostr
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