1,721,036 research outputs found
Disegno, progetto e anima dei luoghi
Lo scorso ottobre è uscito "Quadri per Milano. Prove di architettura" (LetteraVentidue, 2017) in cui sono raccolti nove progetti di Angelo Torricelli per il capoluogo lombardo, redatti in un arco temporale compreso tra il 1991 e il 2017, ordinati secondo una logica che deriva dalla loro localizzazione dentro la città e, soprattutto, in ragione delle soluzioni adottate. Il volume, curato da Giovanni Comi e pensato come il catalogo della mostra omonima organizzata presso il Dipartimento di Architettura dell'Università di Palermo, ha poi assunto, anche, il carattere di una riflessione a più voci sui rapporti tra rappresentazione/progetto/luogo.The book " Quadri per Milano - prove di architettura " (LetteraVentidue, 2017) collects nine projects on Milan by Angelo Torricelli, drawed up between 1991 and 2017 and ordered according their location within the city and the adopted solutions. The volume, conceived as the catalog of the exhibition organized at the Department of Architecture of Palermo, assumed the character of a reflection with several voices about the relationships between representation / project / place. The intentionally meager texts (of the author), which accompany the projects, indicate exclusively the reasons and objectives of the proposals. The three initial essays and the closing one, on the other hand, propose a particular point of view on the projects, that refers to more general reflections, originating from: the apparent simplicity of the transformations and the clarity of the theoretical assumptions as well as from the evident use of the design as an indispensable instrument of investigation and design, very distant from a representation, that can make the architecture “appealing, seductive, photogenic”. Within all the essays there is a constant coherence in interpreting modernity in the relationship with the history of places, although the projects were born at different occasions and times
Ancora sul paesaggio ...
Il Paesaggio è una straordinaria e potente fonte di conoscenza e di informazioni sui luoghi perché contiene le tracce di tutte le trasformazioni che quei luoghi hanno subito, nel tempo, per opera della natura e dell’uomo; ha natura concettuale ancorché sostanziato da elementi fisici; è la sintesi dell’osservazione, descrizione e rappresentazione di un luogo attraverso lo scambio tra i processi che regolano identità e identificazione.
Un luogo può essere rappresentato in molti modi e, quindi, può produrre più paesaggi.
I luoghi si trasformano e, di conseguenza, si trasformano anche i paesaggi.
Dunque, parlare di unicità del paesaggio e, ancor di più, di conservazione del paesaggio è un ossimoro.
Per ottenere, infatti, un simile esito (la conservazione!) occorrerebbero due circostanze: la prima, che un luogo sia cristallizzato in una configurazione immutabile nel tempo e nello spazio; la seconda, che sia interpretato in una forma che non ammetta ulteriori letture e interpretazioni.The Landscape is an extraordinary and powerful source of knowledge and information about places, because it contains the traces of all the transformations that those places have undergone, over time, by nature and man.
It has a conceptual nature, even if substantiated by physical elements.
It is the synthesis of the observation, description and representation of a place through the exchange between the processes that regulate identity and identification.
A place can be represented in many ways and, therefore, can produce more landscapes.
The places are transformed and, consequently, the landscapes are also transformed.
Therefore, speaking of the uniqueness of the landscape and, even more so, of landscape conservation is an oxymoron.
In fact, to obtain such an outcome (conservation!), two circumstances would be necessary: the first, that a place is crystallized in an immutable configuration in time and space; the second, that it is interpreted in a form that does not admit further reading and interpretation
Palermo vs Panormus
Quando nel settimo secolo a.C. i coloni fenici arrivarono dal mare nel Golfo di Palermo (anticipato, a grande distanza, dalla peculiare forma del Monte Pellegrino), certamente capirono come la valle che si apriva davanti a loro (la cosiddetto Conca d'oro) - ricca di vegetazione, attraversata da corsi d’acqua e protetta dal micidiale vento di Nord / Ovest, il Maestrale - fosse il posto giusto per fondare una nuova città. Le generazioni seguenti continuarono a costruire la città sul promontorio, mantenendo e consolidando l'orientamento Est / Ovest e affidando all'asse principale (il Cassaro) il ruolo, non secondario e fortemente simbolico, di collegare le montagne e il mare attraverso la città, così come il ruolo di organizzazione della struttura della città stessa. Nel tempo, gli edifici più importanti della città furono costruiti in relazione a quei riferimenti assiali. Tale regola è rispettata ancora oggi, sebbene nel XVI secolo sia stato tracciato un secondo asse (orientato verso S / N), che attraversa longitudinalmente l'intera valle di Palermo, tra i due traguardi ottici di Pizzo Sella e Monte Grifone. Pertanto Palermo può essere rappresentata attraverso i due principali assi ortogonali che attraversano la pianura. Il primo (l'asse Est / Ovest) supporta le relazioni esistenti tra la città, il sito e il sole. Il secondo (l’asse Sud / Nord) mostra le modalità di sviluppo della città, dal centro alla periferia: una forma visibile di un processo spazio-temporale, non lineare, relativamente autonomo; o, ancora, un catalogo di architetture e di modelli di città.When in the seventh century b.C., the Phoenician settlers arrived from the sea in the Gulf of Palermo (anticipated, at long distance, from the peculiar shape of Monte Pellegrino), they certainly understood as the valley that opened before them (the so-called Conca d’oro) - rich in vegetation, crossed by streams and protected by the deadly North/West wind, the Mistral - was the right place to found a new city. The following generations continued to build the city on the promontory, maintaining and consolidating the East/West orientation and entrusting to the main axis (the Cassaro) the role, not secondary and strongly symbolic, of connecting the mountains and the sea through the city, as well as the role of organizing the structure of the city itself. In time, the most important buildings of the city will be constructed in relation to these axial reference. This rule will be respected still today, although a second axis (S/N oriented) has been drawn in the sixteenth-century - that will cross longitudinally the entire valley of Palermo, between two optical sights of Pizzo Sella and Monte Grifone. Therefore Palermo can be represented through the two main orthogonal axes that cross the plain. The first one (the East/West axis) supports the relationships that exist between the city, the site and the sun. The second one (the South/North axis) shows the ways of the city’s development, from centre to periphery: a visible form of a space-temporal, non-linear, relatively autonomous process; or, again, a catalogue of architectures and of cities’ models
Antologia di progetti
Una breve antologia organizzata scegliendo alcuni esempi che mi sono sembrati significativi delle questioni e dei temi che interessano il progetto di paesaggio.
La gran parte di essi riguarda siti urbani, dov’è maggiore probabilmente la necessità di rinnovare e integrare, sulla spinta delle continue trasformazioni, o di adeguare interi quartieri ed edifici a nuove esigenze
La trasformazione del paesaggio
Tra il Settecento e l’Ottocento, la divulgazione di disegni e bozzetti di siti - soprattutto esotici o mitici - incomincia a formare quel repertorio iconografico attraverso cui si diffonderà la conoscenza di città, monumenti e uomini; e che sarà fortemente incrementato, poi, dall’uso della fotografia.
Verranno così fissati in maniera persistente - e pressoché immutabile - i caratteri dei luoghi e degli uomini.Nella seconda metà dell’Ottocento vengono ridisegnate tutte le più importanti capitali europee (precedute da alcune città statunitensi), utilizzando le tecniche sperimentate nei grandi impianti sei-settecenteschi di parchi e giardini per il tracciamento dei viali; per la localizzazione di alcuni traguardi ottici; per la realizzazione di particolari fughe prospettiche; e, ancora, per risolvere problemi di idraulica o di modellazione del suolo.
Ai parchi e ai giardini, poi, viene affidato il compito di dare soluzione ad alcune questioni specifiche come: la bonifica di luoghi danneggiati o malsani (rimasti inclusi nell’espansione urbana); l’aumento del decoro degli spazi pubblici; la predisposizione di luoghi di svago. Essi furono, comunque, uno strumento di trasformazione - a costo relativamente basso - utile, soprattutto, per le espansioni esterne alle parti già consolidate delle città.
Nell’ultimo decennio del xix secolo e nel primo del xx, alcune correnti artistiche - individuate da etichette quali Liberty, Modernismo ecc.- si propongono di interpretare, affiancare e secondare lo sforzo progressivo, economico-tecnologico, della civiltà industriale con l’intento di abbandonare il riferimento ai modelli tradizionali e, quindi, di diminuire la distanza tra le arti maggiori e la produzione industriale; di ricercare una funzionalità decorativa; di aspirare a un stile e a un linguaggio internazionali.
Verso il 1910 - quando alle sperimentazioni si affianca la consapevolezza dei problemi indotti dalla industrializzazione in ambito sociale - si formano le cosidette avanguardie artistiche1 miranti a mutare le modalità e le finalità dell’arte. Entra in crisi, anche, l’idea della coincidenza tra forma apparente e idea e si apre, di conseguenza, la ricerca di nuovi tipi di conoscenza descrizione e rappresentazione del mondo: il paesaggio ne sarà condizionato sia dal punto di vista della rappresentazione che della trasformazione
Archeologia fluviale
Palermo sta sul mare, ma ha un rapporto difficile con il mare. La questione sorge, nel XVII secolo, al momento della costruzione dei Quattro Canti di Città o piazza Vigliena, quando l’asse di fondazione fenicio (il Cassaro, con giacitura EO) venne intersecato da una strada ortogonale (via Maqueda, con giacitura NS) capace di cancellare - con la formazione di un centro - la relazione che si era istituita, nel tempo, tra monti e mare attraverso la città. Da quel momento in poi l’espansione, all’interno della Conca d’oro, avvenne prevalentemente verso Nord, allontanando la città sempre di più dalla linea di costa a causa, anche, di Monte Pellegrino e di Pizzo Sella, due promontori abbandonati sul mare dal sistema collinare circostante. L’altimetria del suolo e i profili collinari sono stati determinanti nella definizione della forma urbana, altrettanto quanto i numerosi corsi d’acqua che ne hanno inciso il piano di posa, i quali ultimi - pur non essendo tutti visibili - hanno lasciato segni consistenti nel tessuto e su interi gruppi di edifici e sui tracciati stradali, in ragione delle singolarità orografiche dei greti e delle opere di protezione al suolo.Palermo has a difficult relationship with the sea. The question arises, in the 17th century, at the time of the construction of the Quattro Canti di Città or piazza Vigliena, when the Phoenician foundation axis (the Cassaro, with EO position) was intersected by an orthogonal road (via Maqueda, with NS position) capable of canceling - with the formation of a center - the relationship that had been established, over time, between mountains and sea through the city. From that moment on, the expansion, inside the Conca d'oro, took place mainly towards the north, moving the city further and further away from the coast line, due also to Monte Pellegrino and Pizzo Sella, two abandoned promontories on the sea from the surrounding hill system. The elevation of the ground and the hilly profiles were decisive in defining the urban form, just as much as the numerous waterways that have affected the laying surface, which - although not all of them visible - have left consistent marks in the fabric and on entire groups of buildings and on road layouts, due to the orographic singularities of the shores and the ground protection works
Il progetto di paesaggio
Le tecniche di costruzione del paesaggio sono state sperimentate in prima istanza, nei secoli xvii e xviii, nei grandi parchi aristocratici europei; tecniche innovative che hanno riguardato, da un lato, soprattutto la modellazione del suolo e la regimentazione delle acque e, dall’altro, le procedure e le regole attraverso cui veniva configurato e conformato ciascun impianto. Sia nel caso dei parchi di scuola franco-italiana che in quelli di scuola anglosassone il centro della composizione stava nel controllo dei rapporti reciproci tra punto di vista (osservatore) e linea d’orizzonte (limite dello sguardo), attuato con modalità e con un uso dei materiali vegetali e minerali affatto diversi
La nascita del paesaggio
Il paesaggio ha natura concettuale del paesaggio ed è il portato di una astrazione,è la sintesi dell’osservazione descrizione e rappresentazione di un luogo, attraverso cui innescare lo scambio tra i processi che regolano identità e identificazione.
Si è, anche, sostenuto come il carattere di un luogo derivi dalle trasformazioni, operate dalla natura e dall’uomo, e dalle conoscenza e costruzione delle regole prodotte per governarle.
Si è, ancora, contestata l’appartenenza della percezione al solo ambito della soggettività.
Tutto questo comporta, tuttavia, una riflessione sui tipi di rappresentazione - che, a loro volta, influenzano la cultura dei luoghi - e sulle finalità che essi, di volta in volta, sono chiamati a perseguire e sulle forme adottate
Il Paesaggio al centro?
Il paesaggio è diventato, durante la prima decade del XXI secolo, il protagonista in molteplici discipline, fino al punto di considerare poco significative trattazioni scientifiche che non ne contengano, almeno, un accenno. C'è una ragione fondata, ancorché il richiamo "modaiolo" sia forte e ricorrente. Cercherò di dimostrarlo provando, contestualmente, a rintracciare una via italiana al paesaggio che origina dagli studi di architettura e che riguarda l'intero ambito del progetto, quale che sia la dimensione la natura la configurazione del luogo di cui si prevede la trasformazione
- …
