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    La fragile unità della ragione. Teoria critica e materialismo storico (vecchio e nuovo). Attraverso Habermas

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    Il saggio di Antonio De Simone ricostruisce analiticamente sul piano filosofico la dimensione critica del rapporto tra Habermas e il materialismo storico nelle sue declinazioni in rapporto agli sviluppi problematici della teoria critica del filosofo tedesco a partire dall'opera Zur Rekonstruktion des Historischen Materialismus del 1976 e dai risultati contemporanei ottenuti nel campo delle scienze etno-antropologiche, nella sociologia, nella teoria della storiografia, nella sociolinguistica, nella psicologia cognitivistica dello sviluppo, nella teoria della evoluzione sociale e della cultura, della politologia

    ANTONIO DE SIMONE, L'ultimo classico. Max Weber. Filosofo, politico, sociologo, Mimesis Edizioni, Milano, 2020.

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    Nelle gradazioni del possibile in cui si configura l’orizzonte di senso della realtà, dove si rappresentano le immagini del mondo e si interpretano nella storia le forme della soggettività e della politica, ovvero le frequenze, i casi e i destini dell’umano evento, Max Weber si appalesa come «un classico nostro contemporaneo», forse “l’ultimo classico” che, pur nelle sue interne e irresolubili contraddizioni vitali e di pensiero, può ancora rappresentare una guida essenziale per comprendere la complessità costitutiva dell’agire umano dotato di senso. Il “paradigma weberiano”, con i suoi sviluppi critici e problematici, entro e oltre il Novecento, non ha smesso, anche nelle trasformazioni della filosofia, della politica e delle scienze umane e so-ciali contemporanee, di declinarci, con la sua originale Zeitdiagnose, nella nostra “ontologia dell’attualità”, quali sono i problemi rilevanti del conflitto della ragione nel disin-canto moderno. Nelle pagine di questo libro Antonio De Simone ricostruisce i motivi salienti in cui si articolano gli esercizi di pensiero nei quali rilegge alcuni dei principali temi che possono, nel loro insieme, restituire i diagrammi principali dell’antropologia dell’umano che Weber diagnostica criticamente nella sua enciclopedica opera filosofica, politi-ca, storica, giuridica, etica e sociologica. Un’analitica e un’ermeneutica della modernità che, con accenti diversi, hanno continuamente attratto l’attenzione dei grandi interpreti contemporanei che all’opera di Weber hanno rivolto il loro ascolto per decifrarne l’ineffabile destino, e che questo volume recepisce non solo nella sua storica e de-terminata Wirkungsgeschichte ma anche come lascito problematico di una grande “lezione” e di una difficile e in-dispensabile “eredità” di pensiero di un genio poliedrico inteso appunto come “filosofo, politico e sociologo”

    ANTONIO DE SIMONE, OLTRE HERMES. IL COMPRENDERE DELL'UMANO. UNA STORIA FILOSOFICA DA DILTHEY A GADAMER

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    In questo volume Antonio De Simone attraversa un campo di concettualizzazione in cui si discutono le metamorfosi che la filosofia ermeneutica ha compiuto nel passaggio da Dilthey a Gadamer. «Oltre Hermes» è una metafora assunta nel titolo che indica, nella storia del pensiero occidentale, un movimento di riflessione sulle trasmutazioni della filosofia ermeneutica del comprendere e del suo impatto con la dimensione trasformativa dell’interpretazione. L’«oltre», così evocato, intende rivolgere lo sguardo anche al di là delle origini e della tradizione disciplinare «classica» dell’ermeneutica definita come Kunstlehre, per continuare a vivere l’in-finito dialogo che intratteniamo con la complessa e ineffabile questione dell’esperienza del comprendere, dell’accadere del suo evento umano, nella sua semplice presenza, nel flusso del tempo, tra conflitto e contraddizione, tra attuale e inattuale, nel luogo di un divenire rischioso e instabile che pervade la nostra vita nello sforzo, che ci è dato ancora dalla filosofia, di comprendere-il-comprendere. La questione del Verstehen nella sua in-appropriabile alterità e quel “relativamente assoluto” in cui si consuma nella reciprocità dell’umano la ricerca ininterrotta della possibile verità sono la cifra eminente che si oggettiva nella forma degli studi raccolti in questo libro. Una “galleria” di ritratti di pensiero in cui si ripercorre un cammino filosofico che inizia con Dilthey e si protende sino a Gadamer, durante il quale - attraverso significativi “confronti tedeschi” - l’opera e la lezione dei filosofi prescelti sono state “agli occhi dei contemporanei” recepite e discusse criticamente nella cornice di una “storia” filosofica che guida il lettore nel magma mobile e compulsivo della contemporaneità per come “orientarsi” nel pensiero comprendente e trasformatore

    Antonio De Simone, Destino moderno. Jürgen Habermas. Il pensiero e la critica, Morlacchi Editore, Perugia 2018

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    Con Destino moderno il filosofo dell’ateneo urbinate Antonio De Simone – attraverso “ritratti di pensiero” disposti in una complessa tessitura sinfonica – analizza, ricostruisce e interpreta ulteriormente la storia intellettuale, filosofica e politica di uno dei pensatori più significativi che nella contemporaneità hanno fatto ingresso nel “pantheon” della grande tradizione filosofica occidentale: Jürgen Habermas. L’Autore, dopo il suo libro Il primo Habermas (2017), in questo volume tratteggia sapientemente i passaggi centrali mediante i quali si è formata e sviluppata la riflessione habermasiana a partire dagli anni Ottanta del Novecento sino ai suoi più recenti approdi tematici. Egli accede al mondo filosofico e politico di Habermas da angolazioni diverse sapendo che la sua identità soggettiva è critica, come nel Moderno lo è stata quella di Hegel: due anime tedesche sempre attente ai mutamenti del palcoscenico umano della storia. Con questo libro De Simone non ha inteso tracciare soltanto una mappa, una cartografia del cammino di pensiero di Habermas, del dialogo e confronto che egli ha stabilito con altre figure filosofiche. L’obiettivo ulteriore è stato altresì quello di comprendere criticamente la cifra speculativa, la competenza ermeneutica e le ragioni teoriche e pratiche che hanno creato e determinato l’insieme del suo stile filosofico, la sua originale public voice, le sue idee sulla politica, la società, la sfera pubblica, il discorso, la ragione, l’etica, la comunicazione, il diritto, la democrazia, l’Occidente, non solo nella riflessività di una situazione contingente, ma come forma di autocomprensione critica del “destino moderno”, nell’intreccio di pensatori e attori che quella vicenda hanno vissuto e continuano a vivere nelle metamorfosi dell’umano. Nell’ineffabile contraddittorietà ed “efflorescenza” del reale, nelle costellazioni mutevoli della “global age”, quello dispiegato da Habermas è un paradigma interpretativo, critico, politico e normativo, postmetafisico, intersoggettivamente orientato che non può essere eludibile, perché è sempre stato mosso dall’ inquietudine della ragione critica – la “roccia” sulla quale, nel corso della storia, tutte «le autorità hanno di fatto finito per sfracellarsi». Con Destino moderno il lettore può compiere un viaggio appassionato attraverso l’opera e il pensiero di Jürgen Habermas ripercorrendo tutte le tappe della sua riflessione matura e dialogando criticamente con un filosofo del nostro tempo

    ANTONIO DE SIMONE, ESSERE E POLITICA. DIALETTICA DELL'UMANO, MIMESIS EDIZIONI, MILANO 2020, pp.. 500, COLLANA FILOSOFIE N. 705, ISBN - 9788857571492

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    I temi affrontati more philosophico da Antonio De Simone in Essere e politica. Dialettica dell’umano e i profili politico-filosofici (Machiavelli, Rousseau, Vico, Kant, Hegel, Simmel, Benjamin, Horkheimer, Adorno, Habermas, Honneth, Rawls, Heller, Arendt, Lefort, Ricoeur, Masullo) ivi discussi criticamente esprimono il bisogno di analizzare e valutare il ruolo, la funzione pubblica e il tenore immanente della contraddizione prossemica entro e oltre l’ethos del moderno nelle morfologie assunte dalla filosofia contemporanea della normatività. Un atto interpretativo in cui è implicito l’agire politico connesso dialetticamente alla vita e alla metamorfica costituzione della soggettività nella faglia disegualitaria tra individualità e società. Attraverso l’interrogazione “paradigmatica” dei classici moderni, le riflessioni svolte nel libro nella forma di Lezioni problematicizzano la scelta esistenziale che pervade la relazione contingente tra agire umano, vita quotidiana, libertà, valori e norme, nella dialettica della modernità. Ritratti filosofici della condizione umana, o, meglio, del destino umano nell’ontologia politica del vivente, che performano l’umano come permeato dal “vivere in tensione” tra l’essere e il dover essere, dove gli attori umani, nel loro agire, tra colpevolezza e innocenza, disvelano l’oscurità ultima, tra bene e male, tra ragione e virtù, tra ethos, conflitto e politica, del “teatro storico” delle maschere della vita. L’Epilogo (in forma di Appendice) segue alla persuasione (manifestata nella penultima Lezione) che le “ragioni della filosofia” possano ancora affrontare, nelle condizioni dell’eticità post-tradizionale, una difficile eredità generazionale, che si oggettiva, tra teoria critica, filosofia e politica, nel passaggio ai contemporanei, dai maestri agli allievi, per la libertà, la comunicazione intersoggettiva e il riconoscimento interumano, e, dunque, nella paticità e socialità che intrama, nell’arte del vivere e del conflitto, l’enigmatica vincolatezza dell’umano, dell’irriducibile soggettività tra essere e politica, tra realtà e pensiero

    Il disincanto tragico del moderno. Habermas & Weber

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    Il contributo di Antonio De Simone in questo volume è rivolto ad analizzare e ricostruire criticamente la lettura che Habermas compie nella Theorie des kommunikativen Handelns (1981) del problema weberiano della razionalizzazione sociale, della "perdita di senso" e della "perdita di libertà" nel disincanto tragico della modernità

    Il soggetto e la società in forma di musica. Composizione per variazioni su Theodor W. Adorno e l'intrigo ineffabile del jazz

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    In this essay the author takes into consideration some critical characteristics and particular thematic configurations in the form of problematic “variations” on the relationship between philosophy, music and society as they emerged in the intellectual itinerary of Theodor W. Adorno (1903-1969). Adorno, "philosopher and sociologist of music", central figure of the so-called Frankfurt School, admired by Jürgen Habermas (the most authoritative contemporary German philosopher), is the author of the famous Philosophy of modern music and of the Introduction to the socio-logy of music, essential works to understand, philosophically and socio-logically, not only the metamorphoses and the destiny of contemporary culture but also the meaning, the function and the role of Western music and its technical reproducibility in modernity and in our society. In this contribution, Antonio De Simone pays particular attention to the positions of Adorno with regard to the musical and social phenomenon of jazz, also considered as an aesthetic experience, that is, for the “perturbations” it generates on the “experiential modes of contemporaneity

    Development of a light driven biohybrid microbot

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    Escherichia coli (E. coli) is a Gram-negative, rod-shaped bacterium that is commonly found in the lower intestine of warm-blooded organisms. Its presence is crucial for human health as it aids in the absorption of nutrients. Growing in aerobic and anaerobic environments, it is highly adaptable and a versatile model organism for different scientific studies. E. coli has been extensively studied in molecular biology, genetics, and biotech- nology due to its relatively simple genome, rapid growth rate, and the ease with which it can be manipulated genetically. It was one of the first organisms to have its genome sequenced, and this accomplishment has paved the way for numerous advances in genetic engineering and synthetic biology. The bacterium’s ability to express foreign genes has been harnessed to produce proteins, enzymes, and other biological compounds. An example of this is being used for the production of insulin and bringing down its cost by a huge factor. In a way, it acts like a biological circuit board, where one can hack into its programming and modifying its properties and behaviour. This also makes it a good candidate to study physical phenomena. This thesis explores the development, optimization, and applications of microbots that are powered and controlled by such genetically modified E. coli bacteria. The important gene modification we do makes the bacteria sensitive to green light, and through this we can gain control over its speed. By integrating biological elements with micro-robotics we investigate different complex phenomena. The research is divided into two main parts: the theoretical foundations and practical applications of microbots, and the methodologies for their fabrication and use in bacterial baths. The first part of this thesis is regarding the microbot. In the first chapter, we get an introduction to the E. coli bacteria, the hydrodynamics of flagellar motion, the gene modification done to make these bacteria and the study of proteorhodopsin, the bacterial light switch. We take an overview of the current trends and principles of microbotics as well as scaling laws of the physical forces on a micron scale and their limitations, framing key research questions guiding this study. The second chapter, focuses on the development and optimization of the microbot design, including the two-photon fabrication parameters and calibration of bacterial chambers. We take a look at the measurement of drag coefficients and the effects of connector length on a two-propeller design. In chapter 3, we briefly describe the methods used in our studies and present results about the microbot behaviour under uniform illumination and dynamic feedback conditions. We discuss the Development of tracking and control algorithms to enhance microbot efficiency. Chapter 4 focuses applications of microbots for transporting cargo beads within microfluidic environments and to study geometric optics approximation in self-propelled particles. This chapter also has sections on other projects that have been carried out in the duration of this thesis. These include the investigation of using 3D microstructures, including active pressure around curved boundaries and torque measurement with light mills. Part 2 of this thesis focuses on the methodologies used in the development of microbots. Chapter 5 is focuses on the two-photon polymerization. This is a versatile tool that can be used in rapid prototype development of 3D structures in micron and sub-micron scale. We also go through the protocols for sample preparation and microbot post-processing that were developed in the course of this study. Chapter 6 explains the techniques used for bacterial cell culture and investigation of bacterial speed using differential dynamic microscopy. In the course of this thesis, I developed a unique micro-robotic system that integrates bacteria into synthetic 3D microstructures to extract mechanical work. I designed and 3D fabricated the synthetic chassis using the two photon polymerization process, calibrated it for the bacterial cells, developed coating protocols to reduce surface interactions and develop a code to analyze and control the trajectories of multiple microbots continuously captured through the microscope.This system can control individual microbots autonomously and required a multi-disciplinary approach, from research topics in physics, microbiology, synthetic biology, material sciences, robotics and control theory and computer science. This system can find applications in different fields of study

    Antonio de Simone, Etienne-Chérubin Leconte, Antonio Niccolini architetti alla corte di Napoli (1808-1815)

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    Il saggio mette a confronto la figura di tre importanti architetti che tra il 1808 e il 1815 operarono intensamente a Napoli per la corte francese: Antonio de Simone, Etienne-Chérubin Leconte e Antonio Niccolini. Oltre a una serie di notizie inediti desunte da documenti d’archivio riguardanti le iniziative di carattere architettonico intraprese dai sovrani, sono delineati i loro orientamenti artistici sinora poco noti agli studiosi. Ai tre architetti va il merito di aver contribuito con le loro realizzazioni (Tetro di San Carlo, interni delle regge di Napoli, Caserta e Portici), a diffondere lo stile neoclassico in ambiente napoletano

    AMOR VITAE. STILI E FORME DELL'ARTE NELL'ESTETICA DI GEORG SIMMEL

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    In questo libro di Antonio De Simone, come si può leggere, nei confronti di Simmel occorre constatare in primo luogo che la sua riflessione filosofico-estetica “da un lato, mira in generale a isolare un piano dell’arte, un suo mondo, per collegarlo poi in un processo dinamico agli altri piani della vita; dall’altro, il ‘problema’ dell’arte si presenta come pluralità di problemi, è costituito cioè, in concreto, dai problemi posti dalle singole arti, o, più precisamente, dalle singole opere” (Perucchi). In secondo luogo, se la riflessione sull’arte è immanente a tutta l’opera di Simmel, ciò pone il problema di comprendere criticamente che cosa significa sostenere un’interpretazione “estetica” del suo pensiero e/o dell’“estetismo” del suo metodo: una questione (ancora “aperta” e discussa) che – a livello storiografico – non può prescindere dai suoi stessi sviluppi e significati filosofici intrinseci. La dimensione dell’estetico è parte costitutiva del nucleo di pensiero di Simmel e perciò ineludibile per la sua comprensione. Non si tratta soltanto di considerare il rapporto di Simmel con l’arte (e con le diverse arti e le grandi personalità artistiche) e il suo valore filosofico, sociologico e antropologico-fenomenologico, bensì di approntare una lettura della sua opera anche a partire da tale dimensione che include non solo questioni artistiche, estetologiche ed estesiologiche, ma che, tuttavia, non si lascia esaurire da esse, sapendo criticamente coniugare quell’originale congiunzione che intreccia Simmel e l’estetico nella forma dialetticamente correlata del chiasmo che si stabilisce tra l’estetico in Simmel e Simmel nell’estetico
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