1,720,990 research outputs found

    Paolo Tripodi: Dimenticare Wittgenstein. Una vicenda della filosofia analitica, Bologna, Il Mulino, 2009.

    No full text
    Paolo Tripodi ripercorre la vicenda della ricezione del pensiero di Wittgenstein nella filosofia analitica, soffermandosi in particolare sulle ragioni che l'hanno indotta a "dimenticare Wittgenstein"

    Ontology and Conceptual Analysis. Issues from Wittgenstein and Quine

    No full text
    This paper is a contibution to the discussion of the relation between ontology and conceptual analysis in the context of Wittgenstein's and Quine's philosophies. It shows that both philosophers share much more than most interpreters are prepared to grant: nominalism, ontological/grammatical relativity, the method of paraphrase/reformulation. I claim, in particular, that Quine's analysis of the meaning of "exists" and "there is" amounts to an explication of uses of such expressions that are prominent in ordinary language

    Il comune quantificatore esistenziale

    No full text
    Achille Varzi critica realismo e irrealismo argomento per una forma limitata di realismo convenzionalista

    Donald Davidson e la ragionevole irrazionalità dell'autoinganno

    No full text
    Self-deception is both a common phenomenon of everyday life and a topic of great interest for philosophers since the time of Socrates. A self-deceiver seems in fact to behave irrationally if compared to someone striving to know herself and capable of producing the right reasons for her actions. But how can we properly speak of the "rightness" of reasons, and how can we characterize irrationality? Davidson's reflections on these issues are presented

    Ludwig Wittgenstein - Profilo

    No full text
    Ludwig Wittgenstein (Vienna 1889 - Cambridge 1951) è stato uno dei maggiori filosofi del ventesimo secolo. Tradizionalmente si distinguono almeno due fasi del suo pensiero: quella del Tractatus logico-philosophicus e quella caratterizzata principalmente dalle Ricerche filosofiche. Il pensiero di Wittgenstein ha esercitato una profonda influenza sia sugli sviluppi del neoempirismo, sia sulla formazione della cosiddetta "filosofia del linguaggio ordinario". Anche oggi il confronto con le sue idee rappresenta un passaggio obbligato per ampi settori della filosofia: dalla filosofia della mente alla metafilosofia, dall'etica all'estetica, dalle discussioni sulle regole, la normatività e il relativismo a quelle sulla certezza, la conoscenza e lo scetticismo. In questo profilo mi limito a fornire una presentazione delle idee centrali delle due opere menzionate, seguendo il filo conduttore della distinzione tra senso e nonsenso, nella sua interpretazione classica

    Antropologia e metodo morfologico

    No full text
    Questo lavoro è un tentativo di comprendere il rapporto che sussiste tra il pensiero del 'secondo' Wittgenstein e l'antropologia. Suo scopo è di rispondere alle seguenti domande: che cosa ha in mente Wittgenstein quando parla di 'antropologia'? Quali intuizioni teoriche sulla natura della filosofia e dell'antropologia giustificano il confronto tra queste due discipline? La filosofia deve essere considerata una disciplina empirica, al pari dell'antropologia? Che ruolo svolgono in tutto ciò le osservazioni sul 'Ramo d'oro' di Frazer? Uno dei risultati fondamentali raggiunto in questo studio consiste nell'aver chiarito come, dal punto di vista di Wittgenstein, antropologia e filosofia siano accomunate dall'adozione di un metodo morfologico nell'analisi dei concetti. Un altro risultato è l'aver mostrato come Wittgenstein elabori tale metodo a partire da una riflessione critica sulle opere di Goethe e di Spengler

    "Analitico/sintetico" vs "grammaticale/fattuale": l'analisi concettuale ai tempi della naturalizzazione

    No full text
    Negli ultimi vent'anni si è instaurato nella filosofia analitica un clima confusamente naturalistico, in cui non sempre si è distinto tra il progetto di riportare ricerche tradizionalmente filosofiche entro l'ambito delle scienze naturali e l'idea che la filosofia stessa sia "continua con la scienza", cioè che non ci sia una distinzione di principio tra ricerche scientifiche e ricerche filosofiche. Questa seconda idea si contrappone alla tradizionale immagine, che vuole la filosofia come un'indagine autonoma dalla scienza -anche se occasionalmente capace di mettersi in rapporto con ricerche e risultati scientifici- perché indagine concettuale e non fattuale (o empirica) come quella scientifica. Sia la naturalizzazione, sia il continuismo sono riconducibili a idee di Quine. In particolare, la negazione dell'autonomia della filosofia è tradizionalmente fatta dipendere dalla critica della distinzione analitico/sintetico sviluppata in vari scritti di Quine e soprattutto nei Due dogmi dell’empirismo. Scopo di questo articolo è di approfondire l’analisi delle due coppie teoriche “analitico/sintetico” e “grammaticale/fattuale” (empirico), quali sono state utilizzate rispettivamente nelle riflessioni dei neopositivisti e in quella di Ludwig Wittgenstein, al fine di metterne in luce la differenza, ma anche e soprattutto allo scopo di far vedere fino a che punto l’idea wittgensteiniana della filosofia come indagine concettuale a priori non sia stata messa in crisi dalla critica di Quine alla distinzione analitico/sintetico
    corecore