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    Forme della comunicazione diplomatica in un contesto di crisi: gli ambasciatori veneziani durante la Fronda parlamentare a Parigi (1648-49)

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    I dispacci inviati dal gennaio 1648 all'agosto 1649 dagli ambasciatori veneti consentono di analizzare le modalità di comunicazione in un periodo di crisi, comunemente indicato come Fronda parlamentare. Si tratta di un contesto esemplare che si sviluppa sotto l'anfibio segno di una sottesa e costante minaccia che si alterna a fasi di conflitto aperto. In un quadro precario e destabilizzato, l'entretien assume dunque caratteri di marcata adattabilità. Nell'occasione, ad una pur verificabile tipologia codificata e sperimentata si sovrappone un'informalità e una diversificazione degli interlocutori a corte (Mazzarino, la regina, il segretario di Stato, il segretario della Regina) con i quali i linguaggi comunicativi divengono più plastici. Così come nella narrazione diplomatica si evidenzia la precarietà, l'importanza dei silenzi, la diversità degli approcci, le fragilità del potere, le qualità decisionali, la crisi istituzionale che finisce per coinvolgere regalità, ministériat ed equlibri cortigiani e cittadini.

    Farnese Francesca

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    Clemente XI

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    Gino Sandri - arte, follia, linguaggio del'anima 1892-1959

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    L'esposizione ha presentato al pubblico una sessantina di quadri, disegni e illustrazioni di Gino Sandri (1892­-1959) come straordinario interprete del disagio mentale e della vita quotidiana all'interno dei manicomi. Accademico di Brera, eccellente illustratore e disegnatore durante la sua complessa e tormentata vita fu egli stesso ospite, in modo intermittente, delle istituzioni psichiatriche. Oltre alla qualitá del segno, la sua opera rappresenta una visione singolare "dall'interno" della condizione manicomiale e l'esplicitazione di una sensibilitá artistica tesa a valorizzare la dignitá dei malati psichici, la sopravvivenza di una ricchezza della loro vita interiore all'interno di un mondo recluso e sofferente. La mostra si avvale di un contesto storico arricchito, oltre che dalle carte e dalle corrispondenze private dell'artista, dalle memorie materiali conservate nello straordinario archivio e nel museo del cinquecentesco "Ospedale dei pazzarelli", ovvero l'ospedale di Santa Maria della Pietá di Roma
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