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Castello Sforzesco. Disegno, geometria e misura nella Torre del Filarete
Il Rinascimento ha lasciato straordinarie tracce a Milano per la presenza attiva, presso la corte degli Sforza, di grandi personalità che contribuirono con forme e sensibilità differenti a modellarne l’immagine tramite le loro opere ed i loro scritti: Filarete, Bramante e Leonardo. Filarete a Milano fu l’architetto impegnato a corte nella realizzazione di un grande progetto classico, fantasticato, pensato e poi trascritto nel suo trattato, dove la città, denominata Sforzinda in onore degli Sforza, esercita il ruolo politico attraverso i connotati della geometria, della misura e della proporzione. Da questo paradigma Filarete partì nel realizzare la torre del Castello, quello che successivamente prese il nome dagli Sforza, perché questa famiglia dominava nel Rinascimento, nel clima straordinariamente prolifico del primo ‘400, quando a Milano si realizzarono importanti lavori per opere viarie e canalizzazioni; ma in realtà fu Giangaleazzo Visconti che alla metà del ‘300 diede avvio alla posa delle fondamenta e delle mura. Successivamente la torre detta “del Filarete” fu ricostruita da Luca Beltrami continuatore dell’ideale tradizione rinascimentale e noto anche per aver ricostruito il campanile di piazza San Marco a Venezia
The Relief-Perspectives of Bitonti and Borromini: Design and Representation of the Illusory Space
The research represents principles of projective-geometric design of illusory spaces and proposes a study
about the relief-perspective which featured the applications of science and art to interior decoration and
architectural spaces during the sixteenth and the seventeenth century. The research has analyzed a selection
of figurative and built illusory spaces, going to deepen the formation of the concepts of perception
and illusion. During Renaissance was given emphasis to projective methods, of which were investigated
the principles of geometric and optical ones in the proportions and in the visualization of architectural
works, and the use of projective system accelerating or slowing the effects of the natural perspective
to modify certain environmental aspects, external and internal, to the built volumes. The research also
compares two major applications, the relief-perspectives of Francesco Borromini and Giovanni Maria
da Bitonto and their partnership in the design of the perspectival tabernacle in Bologna and in the
perspectival gallery for the Spada palace in Rome
Illustrare in digitale
La rappresentazione digitale, le cui potenzialità non sono ancora del tutto esplorate, è argomento principale di ricerca scientifica laddove include le discipline dell'Information Communication Technology reputate strategiche dai recenti programmi di ricerca europei. A partire dalla ricca tradizione dell’illustrazione d’architettura, l’opera introduce alle metodologie e alle tecniche digitali per “rendere” l’architettura in continuità con gli strumenti manuali e le tecniche di rappresentazione tradizionali. Ulteriori approfondimenti riguardano le applicazioni metodologiche delle specifiche e gli standards digitali in accordo con le linee guida per l'accesso e la fruizione di beni culturali attraverso gli strumenti digitali
Sostenibile tradizione del costruire. La realizzazione del piano del colore per rigenerare il centro storico
Interazione del Colore nel Design.Modelli percettivi ed interfacce digitali
Con il colore è possibile interagire su forma e percezione, superare il conflitto tra superficie e volume, tra composizione statica e dinamica e sviluppare il controllo progettuale degli aspetti cromatici e spaziali.
Le basi teoriche dell’interazione del colore con la forma e l’organismo architettonico sono coeve alla nascita del “moderno” Design Industriale. Il luogo viene reinterpretato come luogo di interazione percettiva-esperenziale: il topos come luogo dotato di direzioni specifiche che riguardano la sfera percettiva, simbolica, relazionale e terapeutica della forma costruita che interagisce ed influenza il destinatario come utente, abitante e consumatore.
Il progetto cromatico si basa sull’interazione dei 3 elementi luce-colore-forma, sintesi ben nota nel campo del design d’interni e meno vincolante nell’ambito urbano dove si opera per analogia cromatica (analisi scientifiche e tecniche costruttive locali), per neutralità cromatica o per iconicità cromatica (accostamenti materiali-colore-illuminazione). Il colore interagisce con lo spazio attraverso la progettazione dei rapporti fenomenologico-esperienziali dove l’esperienza da forma allo spazio e ne crea l’interfaccia visuale basata su costanti cromatiche e dissonanze formali.
L’Information Modeling permette al designer di passare dal concetto di spazio e colore al concetto di spazio-colore creando l’interazione tra le condizioni informative cromatiche e tonali e le condizioni spaziali, topologiche fino alla definizione tonos-topos progettuale.
La realtà immersiva, la modellazione e la mappatura 3D, consentono la ricostruzione della topologia cromatico-spaziale in riferimento a quattro ambiti fondamentali: fisiologico, fisico- ambientale, chimico e simbolico e sino anche alla referenziazione geografica delle identità cromatiche
Trascrivere le armonie dei luoghi: la rappresentazione del colore
Il paesaggio dei luoghi costituisce il “risultato ultimo, visivo, di portata ambientale, ecologica, dei percorsi storici, sociali e psicologici (Eugenio Turri). Esso è proiezione, sistema e forma delle più intricate identità”
La trascrizione dell’armonia di un paesaggio costruito o naturale deve diventare “un fatto intimo, da riportare alla coscienza individuale, anche se rientra tra i grandi fatti territoriali, collettivi e addirittura planetari”.
Le città sono sistemi complessi con identità cromatiche e materiche che possono essere trasferite e trasposte attraverso il linguaggio della rappresentazione. Ogni ambito ha una sua “spazialità cromatica” che dipende da molti fattori: luminosità, materiali, colori e contrasti, tipologia degli spazi, dimensioni degli edifici, sonorità e infine armonia.
Come scriveva Bruno Taut nel 1925, “...non appena ci si libera del superfluo, il colore si rivela senz’altro come l’unico mezzo naturale per definire gli spazi...” e per farli suonare attraverso la loro forma: aperta e piena di luce, di intermediazione o di chiusura, del buio e dell’ombra.
Occorre ricercare un metodo per comprendere le delicate ed intricate connessioni che costituiscono i valori di un spazio urbano e la conoscenza del codice identitario diventa strategia per lo sviluppo ed innovazione del valore.
La conoscenza di un tessuto, opportunamente descritto per caratteristiche morfologiche, tipologiche e strutturali, è necessaria per indirizzare il recupero dell’identità come risultato e principio della modificazione dei luoghi, appunto come processo complesso di trasferimento e di trasposizione di informazioni (segni, suoni, parole, immagini, tracciati) in nuovi universi di senso.
Mettere in evidenza, ad esempio quanto il colore svolga una funzione importante nel progetto degli spazi, legarlo al livello geometrico di trascrizione delle forme ma anche in riferimento alle configurazioni della forma che influenzano i fenomeni percettivi
Design of historic urban landscapes. Color as place-identity assessment and visualization
Design for cultural heritage includes theories, methodologies, and design techniques which encompasses the system of cultural heritage in its broadest sense addressing cognitive, social and symbolic meanings of an historical settlement.
Documentation, representation and survey are able to converse with the multiple areas of design proposing “interpretative models” for the analysis and representation of historical, cultural, aesthetic and environmental significance of cultural heritage and of its tangible and intangible issues.
Representation of historical environments, according to their typological components (landscape, architecture, textures, materials, and colors), is devised to encourage a strategy of valorisation. Explanation of landscapes’ values through its benchmarking, consists of several mapping actions: from 3D modelling to color representation and visualization.
This paper presents a strategic process based on local character assessment through a place-visualizing toolkit from color representation to the design coding: visualization of territory values and quality through "acts of disclosure”, in particular, implementing processes, methods and tools of narration of tangible values and intangible assets.
The contribution also aims to set a methodological model of reading, interpretation and narrative of a cultural heritage qualities; a visual catalogue that becomes meta-narrative on which to build subsequent pathways of activation and enhancement
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