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    Le motivazioni alla scelta del Corso di Laurea in Scienze Infermieristiche: uno studio comparativo

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    Introduzione. Gli studi di Infermieristica, come quelli di Scienze della Formazione e di Psicologia, conducono alle professioni definite da Holland come “sociali”, comprendenti cioè tutte quelle attività relative alle persone, allo scopo di aiutarle, favorirne lo sviluppo, guidarle e curarle. Le tre professioni sono caratterizzate da differenti ruoli e mansioni sancite a livello legislativo, che gli autori ipotizzano siano riconducibili a specifiche costellazioni motivazionali. Ci si è proposti di esplorare con una metodologia qualitativa le costellazioni motivazionali alla scelta della Facoltà di studenti di Infermieristica e di porle a confronto con quelle di studenti sempre di ambito sociale quali la Psicologia e Scienze della Formazione. Materiali e metodi. Il campione, costituito da un totale di 144 studenti matricole del Corso di Laurea in Infermieristica della Facoltà di Medicina e Chirurgia, è stato confrontato con due gruppi di matricole provenienti dalla Facoltà di Scienze della Formazione (229 studenti) e dalla Facoltà di Psicologia (207 studenti). Ai soggetti è stato proposto di scrivere un testo, seguendo la consegna: “Prova a descrivere liberamente le tue motivazioni alla scelta del Corso di Laurea in Infermieristica”. Si è proceduto poi all’analisi del testo. Risultati. In tutte e tre le Facoltà gli studenti riferiscono motivazioni di carattere prosociale, rappresentate maggiormente negli studenti di Infermieristica, e in misura minore negli studenti di Psicologia, mentre motivazioni conoscitive e d’interesse per lo studio sono prerogativa di quest’ultimi. Discussione. I risultati ottenuti consentono di esplorare motivazioni spontaneamente espresse e di individuare specifiche tipologie motivazionali nell’ambito delle “professioni sociali”.Introduction. Nursing studies, as well as Studies in Educational Sciences and in Psychology, prepare to the professions that Holland defines “social professions”, which include all those activities related to people that aim helping, guiding and caring. These three professions are characterized by different roles and duties, legally codified, that the authors hypothesise to be connected to specific motivational patterns. The purpose of the study was to explore with a qualitative methodology the motivational patterns that guide or underlie the choice of studies of Nursing students and to compare their motivations with those of other students that intend to work in social professions, like Psychology students and Educational Sciences students. Methods. The subjects are 144 students of the first year of Nursing courses in the Faculty of Medicine. They were compared with two other groups of students: Educational Sciences students (229 students) and Psychology students (207 students). Subjects were asked to write a short report, following these instructions: “Try to freely describe your motivations in choosing Nursing studies”. Then the text has been analyzed. Results. All three groups of students mentioned prosocial motivations, these were rated highest in Nursing students; Psychology’s students and students of Educational Sciences, but not Nursing students, also reported epistemic motivations, in the sense of an intellectual interest for the disciplines taught in their Faculty. Discussion. The results allow to explore spontaneously expressed motivations, and point to specific motivational patterns inside the field of “Social professions”

    Spontaneous geographical maps of Europe by Italian school children

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    This preliminary investigation is part of a wider research on children’s spontaneous ideas and representations of Europe (Amann Gainotti 2006) that include different conceptual areas and notions. These have to do with spatial and geographical notions, naý ̈ve physical models of the earth and also with developmental changes in personal and social identity

    Disturbi dell'alimentazione e vissuto corporeo

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    L’immagine corporea, com’è noto (Schilder, 1935; Schonfeld, 1963; Jodelet, 1963), è un concetto estremamente complesso, esito di un’interazione dinamica fra il nostro aspetto esteriore e tutti quei processi emotivi e cognitivi di percezione, valutazione, memorie e relazioni, connessi all’esperienza corporea, prima fra tutti, l’esperienza di contatto con i propri genitori nei primi anni di vita e l’esperienza di rispecchiamento legata alle prime relazioni interpersonali. Le esperienze successive andranno a collocarsi e a integrare l’immagine originaria, frutto anche delle esperienze fisiologiche, legate all’alimentazione, all’evacuazione e a tutti i processi organici. Ove vi sia una particolare preoccupazione corporea, nelle nostre immagini mentali, il correlato anatomico e il processo fisiologico coinvolto saranno comunque posti al centro dell’attenzione. In base alle considerazioni di cui sopra abbiamo ipotizzato che l’attenzione selettiva su determinate zone e funzioni anatomiche che si verifica nei disturbi dell’alimentazione potrebbe tradursi in rappresentazioni alterate delle proprie funzioni biologiche e degli apparati a esse deputate. Per verificare tale ipotesi ci siamo avvalsi dei numerosi studi da noi condotti sul disegno dell’interno del corpo (Amann Gainotti, 1988; Nenci, Di Prospero, Amann Gainotti, 1989; Amann Gainotti, et al. 1993, 1999; Amann Gainotti, Carpentieri, 2003) in età evolutiva, con bambini e adolescenti dai 5 ai 18 anni, e con campioni di popolazioni adulte, normali e patologiche. I primi risultati conseguiti mostrano che nei soggetti anoressici e bulimici, il vissuto corporeo problematico e la focalizzazione su determinate funzioni fisiologiche si riflette nel disegno dell'interno del corpo, con un’attenzione privilegiata sulle aree anatomiche connesse ai vissuti problematici

    Rappresentazioni sociali e sviluppo di cognizioni sociali in età evolutiva: note storiche

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    Reviews current research on children's social cognition, focusing especially on Piaget's genetic-structuralist approach to cognitive development and E. Durkheim's and S. Moscovici's social representations. This type of research is conducted through semistructured verbal clinical interviews with children or by observing them in natural or semistructured social-interaction situations. Results suggest that children possess sophisticated sociocognitive capabilities at an early age. The authors discuss children's conceptualizations of the socio-institutional world and, specifically, their ideas of politics, community, country, social classes, property, work, money, school, means of transportation, and trades. (English abstract) (PsycINFO Database Record (c) 2010 APA, all rights reserved
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