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Misurare gli esiti. Spazi pubblici di periferia dal “laboratorio Roma”
Le nozioni di centralità e marginalità sono in continuo movimento. Eppure, a differenza del passato, le periferie nella città diffusa, appaiono sempre meno indagate e studiate, nonostante gli abitanti tendano ad aumentare. Manca un sistematico ripensamento della “storia del recupero” in quanto concetto sviluppatosi in relazione alle emergenze urbanistiche e socio-economiche nel corso degli anni. In questo quadro, il paper, prendendo Roma come laboratorio, approfondisce e analizza, in particolare, una sua recente sperimentazione come occasione per ragionare sulle imminenti necessità di ampliare la ricerca sui sistemi di previsione (ex ante) e monitoraggio (ex post) degli interventi, nell’ipotesi che riflettendo sugli errori del passato si potranno trovare risposte per i nuovi bisogni
Planner in Palestina. Esperienze di ricerca e pianificazione del territorio e dello sviluppo nel conflitto, Daniela De Leo, FrancoAngeli, Milano, 2013, pp. 120, Euro 16,50
Centralità & marginalità
Con riferimento al lavoro di ricerca di dottorato in corso, si sostiene l’emergere di nuove condizioni di perifericità, che mettono in crisi sia il tradizionale schema duale di ‘centro-periferia’ nell’interpretazione del territorio, sia le proposte di intervento da questo derivanti.
Pertanto, si propone una diversa attribuzione di significato al binomio che finora ha dominato il dibattito epistemologico e performato la strumentazione urbanistica, o meglio se ne suggerisce la sostituzione con i termini di ‘centralità & marginalità’ che paiono capaci di meglio attualizzare nozioni e concetti per rinnovare pratiche e strumenti
La rigenerazione urbana nei territori della marginalità: apprendimenti possibili dal Regno Unito
Con l’intento di comprendere come alcune sperimentazioni d’oltremanica possano essere utili per aggiornare le modalità di intervento tradizionali, il paper individua e presenta alcune lezioni apprese dalle policies di rigenerazione urbana adottate nel Regno Unito, riconoscendo significativa la lunga esperienza anglosassone in materia, artefice di differenziati e complessi modelli operativi.
Quanto proposto si inserisce nel campo dello ‘studio di policy’ che, dagli anni ’80 in poi, si è misurato con le Area-Based Initiatives (ABIs) con l’intenzione di risolvere le difficoltà riscontrabili nell’allineamento tra le politiche di intervento prettamente “urbane” e le politiche sociali, indagando, in particolar modo, la spazialità delle disuguaglianze e delle differenze che in questo processo si può determinare.
In uno scenario finanziario e politico del tutto diverso, il paper propone una declinazione di ‘rigenerazione urbana’ con riferimento alla più recente strategia del governo britannico conosciuta come Neighbourhood Planning per rintracciarne potenzialità e criticità nel trattamento delle dinamiche di marginalizzazione socio-spaziale e, quindi, per individuarne i possibili apprendimenti
Ai margini di Roma: fenomeni di polarizzazione post-metropolitana
Il paper prende in esame il contesto romano, ritenendo Roma una città nella quale le forme di urbanizzazione
raccontano di metamorfosi, riferibili a tendenze globali, che non sembrano adeguatamente riconosciute. Parti di territori sottodescritte che, data la natura mutevole dello spazio urbano, risultano non del tutto interpretate e nelle cui regole topologiche è possibile rintracciare rinnovate forme di marginalità.
L’idea di fondo è che esiste una relazione inedita fra luoghi che, nella città contemporanea, appare senz’altro più complessa di quella registratasi a partire dal secondo dopoguerra. In tal senso, l’analisi proposta si inserisce nel più ampio dibattito che si interroga sulla dissoluzione della città data dalla diffusione dell’urbano, cercando di analizzare e trattare, in particolare, i nuovi aspetti della marginalità.
Il paper offre un’ipotesi di lettura che, sulla base del discorso “post-metropolitano” – applicato al caso specifico di Bastogi – aspira a portare un contributo per comprendere, in primis, di cosa sia fatto oggi il rapporto tra le diverse parti urbane, ex centro-periferia nella Capitale
Describing and treating marginality in the Italian peripheries. Some advice from a UK case study
Even though they have been considered out of fashion for years in the mainstream public debate, research practices and urban policies, the peripheries of the big cities are still a problem in Italy. Due to the economic crises and its effects at the urban scale, especially in terms of urban poverty and social exclusion, the problems of these areas are clearly increased without appropriate tools. Moreover, the spatial effects of the spread of urban marginality have not been sufficiently included in urban planning practices, neither in the deprived areas of the inner city nor in the outskirts. Nonetheless, the claim for “policies for the peripheries” does not indicate the intention to develop a sector of specific policies, but the need to identify and integrate more effective actions and strategies for these fragile urban environments. In this framework, the paper presents and discusses, first, the deficiencies of the Italian debate and the consequent inadequacy of public urban policies, and second, some relevant approaches coming from the British context that could be useful for better intervene on our territories
Tabula rasa nella modernizzazione: assimilazione del modello tra identità e innovazione
Reflecting upon Modernity means going back to the past. In a phase characterized by a strong acceleration of the ongoing transformation, Modernity, as a heritage, leads architecture and planning to meditate on the effectiveness of the old values. In this regard, the process of modernization ─ conceived as “convergence to social change”, which started in the last century ─ and the related phenomenon of globalization can be a meaningful topic of discussion.
Moving away from a Eurocentric perspective, this essay explores the places that, by reflex, were exposed to severe pressure. It wants to acquire the point of view of the “receiving countries” in order to better examine the different reception ways in the perception of those (external) forces, which over the time, have determined a large scale transformation.
One of the most significant aspects of the modernist machine was the universalistic propensity, whose results are still trackable in the contemporary city. Tabula rasa was one of its main attitudes: displace, destroy and replace became the key words of the urban policy. We will next use tabula rasa as a metaphor to describe both the material and immaterial actions on the territory: a point of departure (due to predetermined conditions) or a point of arrival (act of a choice), that allows us to think about the relationship between innovation and tradition.
In the process of assimilation of external models, we can recognize two behaviors, as already codified by the ancient Roman culture: imitatio (the unchanged iteration) and aemulatio (the critical reworking). Nevertheless, we can speak about negatio, that is the rejection of everything which is foreign, and finally employ these three “categories” to think over the modern experiment.
The events occured during the 20th century show how the necessity for renovation has often been interpreted as a complete separation from tradition. This is the case of the eastern countries, where the destructions of war linked with the imposition of ideological role models have represented the apotheosis of the tabula rasa. Cultural alienation was one of its worst consequences, and this is the reason why at a later time, the reaction of negatio appeared, prompted by the desire to return to the roots. Roots that in others cases were the real foundations from which a new paradigm, to be exported, began to arise (adopting aemulatio).
Starting from the frontiers' movements, from the alternate moments of openness and closure in the Modernity history it is possible to observe the different roles in the game of negotiation among international relations. In this context, what is the role of architecture in relation to the elimination, conservation, and development of national and individual identity? Could tradition be renewed and updated depending on the fresh needs? Today, tabula rasa as an attitude or circumstance catches the attention of the European culture of urbanism. Therefore, the dialectic between continuity and discontinuity comes to life, presenting us with renovated issues
Innovare la rilevazione e l ’ intervento sulle diseguaglianze alla scala urbana. Una proposta per l’area romana
Una delle principali sfide della fase di transizione nella quale ci troviamo, riguarda l’aumento delle diseguaglianze e della povertà alla scala urbana. Roma assiste da tempo all’aggravarsi di questi fenomeni urbani che pare lasciare all’inerzia e all’assenza di una azione di governo, per altro non stimolata da una guida o da indirizzi nazionali chiari o stabili. In questo quadro, sembra necessario attrezzarsi a meglio pesare e affrontare la dimensione delle diseguaglianze lontano da approcci caritatevoli e rimediali, ma con chiari obiettivi di coesione. Ciò implica una trasformazione degli strumenti analitico-interpretativi e delle strategie di intervento. Per tanto, con riferimento al contesto romano, il paper considera il modello di deprivazione per piccole aree mutuato dall’esperienza anglosassone nell’intento di provare a delineare una mappa di ‘marginalità multipla’ basata su un set di indicatori che possano essere rappresentativi di numerose dimensioni della ‘marginalità’ utili ai fini della selezione di aree prioritarie su cui intervenire
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