1,049 research outputs found

    Verso un modello di self-sufficiency e carbon neutrality nei distretti urbani: il vertical farming nella riqualificazione dell'esistente

    No full text
    ABSTRACT TESI PhD Fabrizio Amadei: In un quadro complesso, in cui le macro-questioni sembrano essere irrisolvibili, e le micro-questioni sembrano non risolvere il problema, la situazione appare non più lineare né antropocentrica in particolare per il sistema ambientale e per la situazione ecologica. Anche la sicurezza alimentare e la produzione di cibo, come qualsiasi attività umana, non è esente dal condizionamento dei cambiamenti climatici e delle emissioni di gas serra a livello globale. È necessario intervenire senza rimandare, seguendo un chiaro framework di strategie e azioni tra loro integrate e coordinate per mitigare gli effetti, attraverso un green approach ma utilizzando, nel caso si voglia rendere l’obiettivo raggiungibile e alla portata delle persone, la tecnica dei piccoli passi, come le Nature Based Solutions. Quest’ultime prevedono anche i sistemi acquaponici, che la FAO ha riscoperto lanciando l’allarme dell’insicurezza e della fame alimentare nel mondo e la necessità di cibo fresco, dovuta alla desertificazione e alla mancanza della risorsa acqua, all’inurbamento e all’aumento demografico, ma anche al consumo e impoverimento della fertilità dei suoli. Non serve colpevolizzare l’agricoltura per l’alto carbon footprint di alcune produzioni, ma serve un’azione congiunta a favore della biodiversità, attraverso colture su suolo che ripristinino la fertilità dei terreni favorendo la decarbonizzazione, e colture fuori suolo, altamente produttive, a basso water footprint, come i sistemi idroponici, attività questa da svolgersi nelle aree urbane e peri-urbane, attraverso nuove farm hi-tech. Un urban farming che deve confrontarsi da una parte con una agricoltura open field automatizzata e digitale, e dall’altra con uno sviluppo sostenibile, in particolare con il capitale umano, diventando occasione non solo produttiva ma catalizzatrice di interessi economici, ambientali, sociali e culturali, in quanto non cambia solo il sistema e la filiera produttiva a km zero, ma anche le abitudini alimentari verso un consumo sempre maggiore di proteine vegetali. In tale quadro, si sono sviluppate numerose tipologie di farm e numerosi nuovi modelli di coltivazione che si confrontano con gli spazi consolidati, ma da rigenerare, del tessuto urbano e con l’urban dwelling, i cui spazi vanno ripensati, riqualificati, anche energeticamente, e ri-progettati all’interno di una policrisi che ha rimesso in discussione tutti i valori tra i quali anche quelli dell’abitare, riconoscendo la necessità di una nuova visione di città, green, decarbonizzata, grid-connected, resiliente, in cui l’efficienza energetica, la qualità dello spazio pubblico, la mixitè funzionale, la densificazione, sono tutti assi tematici ugualmente importanti e imprescindibili. In tale quadro, J.E.E.G. (Joint Elements Environment Growing), Vertical Farm con struttura in acciaio, con sistemi integrati di coltivazione bioponica, e acquaponica, non si pone come la soluzione a tutti i problemi, da quello alimentare a quello della decarbonizzazione e della qualità degli spazi, ma possibile modello di farm urbana e peri-urbana, modulare, adattabile, come micro e macro-farm, a qualsiasi contesto, dal flottante a quello su suolo, fino all’integrazione con l’edificio, elementi innovativi di tale ricerca dottorale. Tale sistema, addizionabile, smontabile in tre parti divisibili e utilizzabili separatamente, energeticamente autosufficiente, facilmentetrasportabile e montabile, ma anche smontabile, vuole essere elemento resiliente, produttivo, momento didattico e di inclusione sociale, terapeutico, tale da ripristinare il legame di biofilia attraverso la cura delle coltivazioni all’interno del modello, e il concetto di autoproduzione e self sufficiency alimentare, venuto meno con il benessere capitalistico e la grande distribuzione

    I sistemi di vertical farming: utilizzi, finalità e adattività negli spazi intermedi degli edifici nel riuso edilizio.

    No full text
    Il presente contributo riporta i primi esiti di una ricerca dottorale in fase di svolgimento presso il Dipartimento Pianificazione, Design e Tecnologia dell’Architettura dell’Università La Sapienza di Roma, e che è finalizzata allo studio di soluzioni tecnologiche da applicare alla trasformazione del patrimonio esistente, capaci di rispondere in modo appropriato e coerente alle sfide poste dal nuovo modo “green” di leggere gli ambiti urbani

    “Cristina Benedetti , Brani scelti”

    No full text
    Bacigalupi, V. & Benedetti, C. (1980), Progetto ed Energia, Edizioni Kappa, Roma. «Complementarietà ed integrazione sul territorio comportano problemi di scala operativa, al fine di rendere possibile l’attuazione dei sottosistemi o sistemi parziali e di ottimizzare i risultati non soltanto sotto il profilo energetico, ma anche sotto il profilo economico più generale, sociale e politico» «Una notazione particolare merita la voce analisi dell’interazione fra microambiente naturale e processo realizzativo. Infatti le condizioni ambientali alla piccola scala devono influire sulla scelta dei procedimenti costruttivi, dei materiali, delle finiture, dei colori, ecc. per una corretta esecuzione delle opere e per la loro durata nel tempo, senza caricare l’utente (pubblico o privato) di oneri di gestione gravosi che rischiano spesso di vanificare delle economie (apparenti) realizzate nella esecuzione»

    Indicatori quali-quantitativi per rigenerare gli spazi pubblici mediante nature based solutions

    No full text
    Il rapporto tra opere pubbliche e comunità pone in evidenza il tema del progetto e della valutazione, per sua natura multidimensionale, legato ad indicatori previsti nei piani di investimento e pianificazione territoriale. In tale con- testo, la crisi climatica impone di intervenire sulla città, in cui lo spazio pubblico si configura come elemento intermedio e di prossimità, dove le interazioni urbane tra persone, natura e tecnologie si ricalibrano dinamicamente. Obiettivo del pre- sente contributo è indagare lo spazio pubblico, individuando i criteri legislativi in termini di sostenibilità e le soluzioni tecnologico-ambientali presenti nei principali protocolli di certificazione ambientale ad oggi disponibili nel panorama mondiale e declinati in casi studio nazionali ed internazionali. Tale analisi permette la definizione di un originale quadro di indicatori quali-quantitativi dicotomici analizzan- do, contestualmente, limiti e sviluppi futuri della ricerca. Il presente contributo è parte degli esiti di ricerca svolti, e in corso di svolgimento, della Ricerca PRIN 2017 “Tech-Start” e della linea di ricerca Mission 4 – Comp. 2 finanziata dal PNRR.The relationship between public works and communities highlights the in- herently multidimensional theme of project and evaluation linked to indicators outlined in investment plans and territorial planning. Within this context, the climate crisis ne- cessitates intervention in the city, where public space serves as an intermediate and proximity item, dynamically recali- brating urban interactions among people, nature, and technology. The objective of this paper is to investigate public space, identifying legislative criteria in terms of sustainability and the technological-envi- ronmental solutions present in the major environmental certification protocols cur- rently available worldwide, as well as their application in national and international case studies. This analysis allows to de- fine an original framework of dichotomous qualitative-quantitative indicators, simul- taneously examining the limitations and future developments of the research. This contribution forms part of the research outcomes undertaken, both completed and ongoing, within the framework of the 2017 PRIN Research “Tech-Start” and the research line Mission 4 – Comp. 2 funded by the PNRR

    Verso la neutralità climatica di architetture e città green. Sperimentazioni e casi di studio nel Nord e Mittel Europa

    No full text
    Tra le sperimentazioni sulla qualità dell’abitare gli spazi urbani rivestono una fondamentale importanza quelle indirizzate a innalzare la capacità di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici, in quanto contribuiscono, con adeguate misure, ai processi di decarbonizzazione e al conseguimento di una piena neutralità climatica. Di fronte ai cambiamenti climatici, all’aumentare dei rischi e delle vulnerabilità ai loro impatti, al perdurare delle emissioni climalteranti, alla crescente crisi energetica europea, risultano necessarie e urgenti importanti azioni da parte delle città perché diventino maggiormente resilienti, responsabili e pro-attive nel reagire alle repentine e sempre meno controllabili trasformazioni derivanti dai cambiamenti ambientali, economici, sociali. Le misure di adattamento e mitigazione per mantenere la temperatura globale entro l’aumento di 1,5 °C potrebbero evitare parte degli impatti più devastanti dei cambiamenti climatici in atto, ma la loro attuazione è in netto ritardo rispetto alla tabella di marcia auspicata nel 2015: se le temperature medie dovessero raggiungere un aumento di 2 °C, gli ecosistemi ad oggi considerati vulnerabili aumenterebbero notevolmente la probabilità di estinzione, incrementandola in modo esponenziale con un raggiungimento di 3 °C. Diviene quindi di fondamentale importanza una seria operazione di decarbonizzazione delle città e dei distretti urbani. Il presente libro mostra gli esiti di sperimentazioni progettuali, realizzate o in corso di realizzazione nell’area del Nord e Mittel Europa, derivanti da due grandi ricerche svolte una in ambito nazionale (PRIN), l’altra nel quadro europeo (Green City Network) su progetti di distretti urbani ed ecoquartieri, con una selezione finale di oltre quaranta casi di studio nel Nord e Mittel Europa, che lavorano sulla messa a sistema dei sei assi strategici che segnano il cammino verso la neutralità climatica: transizione energetica, efficacia bioclimatica, circolarità delle risorse, mix funzionale, mobilità sostenibile e sottrazione green e gray di CO2. Assi che vengono percorsi con un’ottica progettuale attraverso i miglioramenti conseguiti in termini di decarbonizzazione nell’ambito dell’adozione delle soluzioni tecnologico-ambientali riscontrate, con il ne ultimo di definire nuovi protocolli di sviluppo interscalari, pluridisciplinari, responsabili e sostenibili

    La gestione dei rifiuti edili in Europa: stato dell’arte e prospettive future

    No full text
    The construction sector accounts for more than one-third of all waste generated in Europe related to demolition, construction, and reconstruction activities (phases that include urban planning and development work). In terms of volume produced, construction and demolition (C&D) waste is among the largest sources of waste in Europe. Although much of it is recyclable or reusable, reuse and recycling rates vary widely among member countries within the European Union. Moreover, the building sector itself is strategic to the energy-environmental performance of buildings and infrastructure throughout their life cycle. Given the long lifespan of buildings, it is essential to encourage better design with the aim of reducing their environmental impact while improving their durability and the recyclability of their components. Therefore, waste management becomes a key element of circular construction, as it allows for the recovery, recycling, and reuse of those waste materials from the construction process due to C&D phases, putting them back into the product supply chain, thus avoiding the extraction of new resources. This paper aims to define the state of the art of this sector in Europe, outlining its current regulatory apparatus and its application in an experimental case study

    Green and healthy solutions in post-pandemic housing

    No full text
    Italy has an obsolete building stock that needs to be rethought according to passive bioclimatic solutions aimed at enhancing courtyards, atriums and intermediate spaces, refunctionalizing dwellings to make them more versatile, and the whole building stock, increasing open spaces and vegetation cover. People have spent 60-90% of the time in their homes during the Covid-19 pandemic, and passive ventilation and cooling, falling under the criteria of Green Housing, can play an important role in safeguarding Healthy Housing for the fulfillment of well- being. Energy saving, optimizing the potential of building materials and the environment where the building stands while achieving greater well-being, are no longer contradictory demands but one implies the other. One of the valid technological-environmental strategies to ensure that housing has the requirements for an healthy living is related to the design of appropriate ventilation systems, which can play an important role in the control, prevention and spread of infections: systems for the natural movement of air masses by means of bioclimatic natural ventilation solutions integrated with opening elements in the building facades, in their role-filtering meaning for the management of flows of various kinds in and out and the fulfillment of energy efficiency, lighting and acoustic requirements, will be able not only to play a major role in passive bioclimatic solutions and promote thermo-hygrometric comfort, but also ensure the space flexibility, based on the assumption that housing should provide relevant protection from the prevailing potential hazards, and that it needs the rethinking of spaces according to new requirements of contemporary living. Crucial improvements to buildings will insist on the mixity of spaces and functions, with the creation of areas within the dwelling capable of transforming according to needs and stages of the day, rethinking connective spaces in order to create more smart and functional solutions

    A general model for Covid-19 epidemic kinetics: application to Italian and German data

    No full text
    In this paper we report the description, implementation and application of a kinetic model designed for describing the Covid-19 epidemic spread in Italy and Germany in the period between February and June 2020 coinciding with the beginning of the statistical regime of the epidemic spread and the application of restrictive government measures aimed at its containment. The model, which makes use of a limited number of parameters, in spite of its simplicity is able of capturing the essential physical features of the epidemic spread highlighting the essential role of the restrictive measures and in particular the timeliness of their application for the containment of the most dramatic consequences. This work also confirms how the epidemic spread, if considered during its statistical-regime evolution, can be properly described - and hence probably better understood - using languages and methodologies typically adopted for chemical processes, such as the Mass Action Law and Chemical Kinetics

    L'accessibilità agli spazi per la terza età: rapporto ambiente-fruitore nelle strategie progettuali Accessibility to Spaces for the Elderly: Environment-user Relationship in Design Strategies

    No full text
    The goal of Environmental Technological Design turns out to be user well-being in everyday living environments. The advent of human-centered and performance-based design approaches has progressively elevated environmental sustainability issues with a view to decarbonizing the most energy intensive sectors. Accessibility becomes central to design, defining an articulated methodological/design framework that meets user needs. The legislation defines accessibility as “the possibility for people with reduced mobility (PMR) or impaired mobility, to reach the building and its individual building and environmental units, to enter it easily and to enjoy spaces and equipment in conditions of adequate safety and autonomy”: increasing the field of common vision, accessibility defines social opportunities and knowledge, seen as a “collective resource” involving social, economic, and environmental aspects. e improvement of the degree of accessibility of a place, good or service should not only be achieved through a process of elimination or removal of obstacles and architectural barriers contemplated by current legislation but also through a process of adduction, aimed at integrating into the environment with equipment and services that it lacks. In this view, the contribution aims to define the key guidelines to provide a methodological framework toward a conscious design, setting as a key focus an example of technological-experimental design in Lunghezza (Rome)

    Progetto Definitivo per gli Interventi di protezione e valorizzazione della villa tardo antica di Faragola nel Comune di Ascoli Satriano (FG)

    No full text
    Nel settembre 2017, un incendio ha distrutto la copertura archeologica della villa romana di Faragola e danneggiato le antiche e nuove strutture. Si è reso così necessario un nuovo progetto per la valorizzazione, conservazione e tutela del sito archeologico. Considerate le sopravvenute condizioni, il progetto per la nuova struttura di protezione cerca di coinvolgere in maniera più determinante il paesaggio all’interno del racconto del sito archeologico, presentandosi come una ‘tettoia’ piuttosto che come un volume chiuso, e di integrare nell’intervento le tettoie temporanee realizzate per somma urgenza. La copertura archeologica è inoltre intesa come opportunità per migliorare la capacità d’orientamento percettivo e di comprensione delle qualità spaziali, rendendo più chiare le relazioni tra ambiti funzionali diversi, le gerarchie e le differenze tra gli spazi. Essa assume valore archeologico, architettonico e paesaggistico da tutti gli elementi che partecipano alla costruzione dell’intervento: una totalità composita ed eterogenea, per l’appunto, da armonizzare, equilibrare e misurare
    corecore