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Il tempo come respectus realis nel primo scotismo: Guglielmo di Alnwick
Atti del Colloquio Internazionale, Trieste 4-6 marzo 1999, editi a cura di G. Alliney, L.Cova, Olschki, Firenze 200
Recensione a C. SCHABEL, Theology at Paris, 1316-1345. Peter Auriol and the problem of divine foreknowledge and future cotingents, Aldershot-Burlington-Singapore-Sidney, Ashgate 2000 (Ashgate Studies in Medieval Philosophy)
Giovanni di Morrovalle e le 'affectiones' anselmiane
Articolo sulla posizione di Giovanni di Morrovalle in merito al problema dell'automovimento della volontà
Libertà e contingenza della fruizione beatifica nello scotismo del primo ’300
Este estudo tem como objeto a recepção da teoria scotista da vontade no início do século 14. Interesse precípuo é o modo como autores, sobretudo franciscanos, a partir das Universidades de Paris e de Oxford, discutiram sobre a possibilidade de uma escolha livre ou de um ato da própria vontade, por parte dos bem-aventurados, quando da visão de Deus. Para tanto, pressuposições gerais da teoria scotista da vontade são apresentadas, bem como as inovações dos filósofos influenciados por Scotu
The Treatise on the Human Will in the ‘Collationes oxonienses’ attributed to John Duns Scotus
Lo studio prende in esame un’opera poco nota di Giovanni Duns Scoto, le Collationes oxonienses, e ne propone l’edizione critica limitatamente al corpo delle questioni sulla libertà. In base all’analisi dottrinali dei testi così ottenuti si mette in dubbio l’autenticià dell’opera. L’Autore, infatti, espone e critica proprio gli argomenti con i quali Scoto difende le proprie conclusioni rivoluzionarie in ambito della libertà del volere. Scoto in base alla propria metafisica ontolgica degli stati assegna alla volontà creaturale la più completa contingenza, anche nel confronti dell’essenza di Dio; ma questa conclusione è esplicitamente rigettata dall’Autore delle Collationes
The Theory of the Will in Nicholas of Autrecourt: A Threefold Structure
Nicola d’Autrecourt è una figura atipica nel panorama dottrinale del primo ‘300. Atomista, apparentemente scettico e determinista, rappresenta il nuovo atteggiamento degli intellettuali scolastici riguardo alla possibile integrazione fra aristotelismo e cristianesimo. La sua teoria della volontà è particolarmente interessante perché cerca di comporre elementi tratti dalla riflessione aristotelica e dalla più recente elaborazione dottrinale di Duns Scoto e Pietro Aureolo per formulare però una teoria del tutto originale dove le volizioni non sono il prodotto della singola attività psichica, ma invece espressione dell’omne totum perfectum determinato dal necessario movimento dei singoli atomi
Per un confronto fra le redazioni del Commento alle Sentenze di Francesco della Marchia: la versione 'maggiore' di I Sent., d. 1, q. 6
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