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Commento all'art. 3, l. 24 giugno 1997, n. 196. Il contratto per prestazioni di lavoro temporaneo
L'A. pone in rilievo come l'introduzione nel nostro ordinamento del contratto per prestazioni di lavoro temporaneo abbia creato notevoli problemi all'interprete, in particolare sotto il profilo dell'inquadramento della fattispecie del lavoro subordinato. Premessa una disamina della nuova figura del contratto per prestazioni di lavoro temporaneo introdotta dalla l. 196/1997 in commento, l'A. si sofferma sui seguenti profili specifici: l'alternativa tempo determinato/tempo indeterminato; la durata della missione; la forma e i requisiti di contenuto del contratto di lavoro temporaneo; diritti e obblighi delle parti
Le modifiche in tema di lavoro a termine nel “decreto lavoro”: alcune osservazioni in tema di “acausalità” e proroga del contratto
Il saggio analizza la nuova disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato, con particolare riguardo alla nozione di contratto "acausale" e alla durata
La flessibilità del lavoro dopo la legge 133/2008: contratto a termine, lavoro accessorio, lavoro intermittente
PART-TIME VERTICALE E INDENNITÀ DI DISOCCUPAZIONE: QUANDO LE RAGIONI DI BILANCIO PREVALGONO SU QUELLE DI EQUITÀ
La sentenza in commento, di rigetto del ricorso, pare chiudere definitivamente la questione della spettanza dell'indennità di disoccupazione nell'ipotesi di contratto a part-time verticale per i periodi di mancato svolgimento della prestazione. La pronuncia, sottolinea l'A., si pone nel solco tracciato dalle Sezioni unite della Cassazione con la sentenza n. 1732 del 2003, e non manca di suscitare qualche perplessità laddove le ragioni addotte a sua giustificazione possono essere intraviste nella preoccupazione circa la sostenibilità economica di una pronuncia favorevole ai lavoratori part-time
La mobilità interna
Il contributo analizza gli strumenti alternativi al licenziamento, come la modifica delle mansioni, la riqualificazione professionale e il comando o distacco dei lavorator
Lavoro a tempo parziale, job sharing e discriminazioni indirette
Part-time, job sharing e discriminazioni indirette: il caso Hill-Stapleton c. The Revenue Commissioners, Department of Finance. La giustificazione delle discriminazioni indirette; in particolare: il criterio delle "ragioni economiche". Il criterio dell'anzianità di servizio; sulla presunta differenza tra part-time e job sharin
La Corte di Giustizia, il part-time verticale e il trattamento pensionistico (nota a Corte di Giustizia Ce 10/6/10, nn. C-395/08 e 396/08)
I criteri di computo dei dipendenti. Commento all'art. 1, commi 2 e 3, L. 11 maggio 1990, n. 108
l computo dei lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro ed il problema degli apprendisti. Il computo dei lavoratori part-time e la compatibilità dei lavoratori a termine. I criteri di computo dei familiari. I rapporti di lavoro non menzionat
Professionalità e contratto di lavoro
La monografia affronta il tema dell'oggetto del contratto di lavoro, che viene individuato dall'A. nella professionalità del lavoratore, in un'ottica che si allontana dalla tradizionale posizione secondo la quale l'oggetto del contratto di lavoro sono le mansioni. La ricostruzione dell'A. parte dalla considerazione della professionalità come diritto fondamentale della persona, secondo una lettura delle norme costituzionali, comunitarie e internazionali che individua come contenuto del diritto al lavoro il diritto alla tutela della propria professionalità nell'ambito del contratto di lavoro. In questa ricostruzione, il diritto al lavoro viene considerato un diritto sociale a garanzia progressiva, cioè un diritto che subisce una costante evoluzione nella sua attuazione, in ragione degli strumenti di volta in volta apprestati dal legislatore.
Nel secondo capitolo l’A. affronta la questione della professionalità come oggetto del contratto di lavoro. Partendo dalla critica alla posizione dottrinale secondo la quale l’oggetto del contratto di lavoro consisterebbe nello scambio “secco” tra lavoro e retribuzione, l’A. segnala come le mansioni individuate nel contratto di lavoro costituiscano semplicemente l’indicazione riassuntiva della professionalità necessaria per rivestire una data posizione all’interno dell’organizzazione produttiva. Il rilievo della professionalità si coglie, sempre secondo l’A., da diversi punti di vista. In primo luogo, dal punto di vista dell’esatto adempimento della prestazione lavorativa, attraverso il ruolo svolto dalla regola di diligenza; in secondo luogo, dall’angolo visuale offerto dalla ricostruzione giurisprudenziale del danno biologico derivante dalla lesione del diritto allo svolgimento effettivo della prestazione di lavoro. Proprio a partire da questa ricostruzione, l’A. individua nell’art. 2087 del codice civile il fondamento dell’obbligo del datore di lavoro di eseguire il contratto secondo buona fede, che comporta, tra l’altro, il dovere del datore di “manutenzione” della professionalità del lavoratore in occasione delle modifiche organizzative dallo stesso disposte.
Le considerazioni svolte portano l’A. ad individuare, nel terzo capitolo, un vero e proprio diritto del lavoratore alla formazione professionale, esercitabile nei confronti del datore di lavoro. Tale diritto è articolato in posizioni diverse a seconda del fatto che si tratti di formazione ad iniziativa del lavoratore o, al contrario, ad iniziativa del datore di lavoro (che comprende le ipotesi in cui, in seguito a modifiche organizzative, è necessario un adeguamento della professionalità del lavoratore. A tale diritto corrisponde altresì un dovere del lavoratore di formarsi in vista del mantenimento della capacità di adempiere
Part-time e job sharing
Definizione e specialità del contratto di lavoro a tempo parziale. la forma del contratto e la distribuzione dell'orario di lavoro. Il problema della legittimità delle clausole elastiche. Il lavoro supplementare. Il job sharing: legittimità e disciplina
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