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    Rigenerare e prendersi cura del territorio

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    Il termine rigenerazione urbana, il cui uso è stato circoscritto per lungo tempo prevalentemente alle periferie – intese con accezione negativa –, è rientrato recentemente nel lessico degli studiosi e ricercatori di architettura, urbanistica, politica culturale, geografia, ambiente, territorio, paesaggio, ma anche di antropologia e di economia, come si evince dai dibattiti e dai titoli di volumi , facendo spesso riferimento ad altri territori, tra cui i centri storici

    Le opere di Carlo Cocchia alla Mostra d'Oltremare

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    Tra i maggiori autori che operarono alla Mostra d’Oltremare va individuata la figura di Carlo Cocchia (1903-93). Tale affermazione si deve ad una molteplicità di argomentazioni che interessano un più ampio profilo storiografico sull’architetto, ma anche al contesto in cui si trovò ad operare. Motivazioni che vanno ricercate nella quantità delle opere che gli furono affidate; alla qualità della ricerca sperimentale che l’autore portò nell’ambito della Mostra, sia nella prima fase che in quella della ricostruzione, con proposte maturate e mutate rispetto a quelle realizzate un decennio prima; per il rapporto che l’autore, esponente del secondo futurismo italiano, portò avanti nella fusione tra architettura e arti figurative; non ultimo per importanza, per aver coinvolto, in qualità di docente della neo-nata facoltà di architettura di Napoli, assistenti e studenti in una sperimentazione ‘sul campo’ praticata in cantiere durante l’esecuzione delle sue architetture

    Mostra di Le Corbusier a Napoli

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    Tra i significativi contributi che la scuola di Architettura dell’Università “Federico II” di Napoli ha fornito sull’opera del Maestro Charles Edouard Jeanneret-Le Corbusier, un ruolo di primo piano è assunto dalla mostra intitolata Disegni ed opere di Le Corbusier, tenuta al Palazzo Reale di Napoli tra il 16 marzo e il 16 aprile del 1978. La mostra rientrava in un evento culturale di più ampio respiro durato circa un quinquennio, dal 1974 al 1978, nato dall’iniziativa e dall’opera di due intraprendenti personaggi, Camillo Gubitosi e Alberto Izzo, tra i docenti più stimati dell’Università “Federico II” di Napoli. I due architetti organizzarono in quell’arco temporale circa quindici importanti mostre sui Maestri del Movimento Moderno e su altri architetti di spicco nel panorama internazionale

    Introduzione

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    La trasformazione del turismo da rito elitario a fenomeno di massa, in Italia è prontamente colta dalle riviste specializzate, quali “L’architettura pratica”, “Edilizia moderna”, “Emporium”, “L’architettura italiana”, già al principio del XX secolo. Contemporaneamente diventa anche tema analizzato nei prontuari per la progettazione architettonica. Nel suo noto Manuale dell’architetto, ad esempio, Daniele Donghi riserva ampio spazio alle tipologie architettoniche destinate alla cura e al soggiorno, esaminandone problemi distributivi ed estetici, e cercando di delineare modelli consapevoli dei casi europei ma capaci anche di armonizzarsi con il contesto nazionale

    Introduzione

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    Note sulla storia del palazzo: una stratificazione autoriale

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    Una delle caratteristiche dei palazzi storici napoletani è quella di essere parte integrante di un palinsesto stratificato che, in particolare per quelli edificati nella parte più antica del centro storico, giunge a contenere e testimoniare elementi di età romana, medioevale, gotica fino ai successivi di epoche più vicine ai nostri giorni. Anche l’attuale Palazzo Ruffo della Scaletta rappresenta un palinsesto nel quale possiamo leggere una stratificazione storica complessa
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