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    Il Diritto Internazionale Umanitario a protezione dell’ambiente

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    L’ambiente è vittima costante e indifesa di ogni conflitto armato. Attraverso bombardamenti, inquinamento deliberato e sfruttamento indiscriminato delle risorse, la guerra lascia cicatrici ecologiche profonde e durature, minacciando la sopravvivenza delle comunità e degli ecosistemi. Le tensioni tra necessità militari e istanze di garanzia per gli ecosistemi naturalisono state affidate, finora a pochi strumenti normativi, e a una visione espansiva del Diritto internazionale umanitario. I vari principi svolgono la tutela finora applicata a protezione dell'ambiente

    Protezione Ambientale nelle Operazioni NATO

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    Il capitolo analizza l’evoluzione della dottrina NATO in materia di protezione ambientale durante le operazioni militari, ponendo l’accento sull’integrazione crescente delle norme ambientali nella pianificazione, condotta e valutazione delle missioni. Attraverso un esame delle principali fonti dottrinali (come MC 469/1, STANAG e AJEPP) e delle prassi operative in Kosovo, Afghanistan e Libia, il testo mostra come la NATO abbia progressivamente sviluppato un quadro normativo orientato alla mitigazione degli impatti ambientali, in linea con il diritto internazionale umanitario e le Linee Guida CICR. Tuttavia, permangono limiti strutturali e giuridici, specie in relazione all’adozione vincolante dei Principi PERAC della ILC e all’implementazione sistemica di obblighi di due diligence ambientale. Il capitolo conclude sottolineando l’importanza di una riforma della dottrina NATO per colmare le lacune normative e rafforzare la protezione ambientale come componente strategica della sicurezza collettiva

    Il ruolo della Croce Rossa

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    Il capitolo esamina il ruolo del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) nella protezione dell’ambiente durante i conflitti armati, con particolare attenzione alle Linee guida del 2020. Le Linee guida rappresentano un aggiornamento significativo del diritto internazionale umanitario (DIU), fornendo regole e raccomandazioni che rafforzano l’applicazione dei principi di distinzione, proporzionalità e precauzione in ambito ambientale. Il capitolo indaga anche il rapporto tra le Linee guida del CICR e i Principi PERAC della Commissione di Diritto Internazionale delle Nazioni Unite, suggerendo la complementarietà tra i due strumenti

    Il finanziamento della campagna vaccinale mondiale: prospettive per il contesto post-pandemico

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    Abstract: la pandemia ha mostrato la fitta rete di connessioni tra le economie, le società, i sistemi sanitari e i sistemi normativi globali, ponendo sotto gli occhi di tutti una concezione interconnessa dei problemi, e la necessità di una visione universale per affrontarli e superarli. Il contesto vaccinale più di altri ha reso necessaria una cooperazione economica internazionale, come l’ACT-Accelerator, che consentisse di concentrare risorse sui programmi vaccinali, dallo sviluppo alla distribuzione. Questo programma ha sviluppato forme di finanziamento che sostengono nel tempo gli sforzi della ricerca e sviluppo, e che rendono appetibile per le aziende farmaceutiche i programmi di sviluppo e gli investimenti onerosissimi richiesti

    Le forme della cooperazione internazionale e il ruolo degli attori non statali nella risposta al Covid-19: il modello dell’ACT-Accelerator e del COVAX

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    A seguito della pandemia da Sars-Cov-19 e della velocità di diffusione, in un mondo globalizzato si è reso necessario limitare gli spostamenti, e provvedere ad una creazione di strumenti di immunizzazione che potessero consentire una rapida ripresa delle attività economiche. In questo processo è stata determinante la cooperazione internazionale, con la partecipazione rilevante di attori non statali, che hanno assunto un ruolo di indirizzo e mediazione, e non di meri esecutori. Il programma ACT-Accelerator ha visto confermare un indirizzo di sempre maggiore rilevanza degli attori non statali

    La proposta di Regolamento dell’Unione Europea sulla filia zione: un iter accidentato tra esigenze normative e osta coli ideologici e culturali

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    La proposta di Regolamento COM(2022) 695 è volta a introdurre un sistema automatico di riconoscimento della filiazione, per consentire il pieno diritto di circolazione delle famiglie all’interno dell’Unione Europea. Il regolamento consentirebbe sia ai figli delle famiglie same-sex sia a tutti quelli nati da GPA di non avere problemi di riconoscimento nel passaggio da uno stato all’altro per i diversi regimi di filiazione. L’iniziativa nasce da un percorso giurisprudenziale di riconoscimenti di diritti ai minori nati in contesti non pienamente riconosciuti da alcune legislazioni. Il Senato italiano ha approvato un parere sulla sussidiarietà che pone un serio ostacolo all’unanimità richiesta per l’approvazione, ma che si fonda su principi non coerenti con gli indirizzi della Giurisprudenza internazionale pertinente

    Le questioni di genere nell’attività di policy making. Opportunità e limiti del PNRR

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    Il concetto di «genere» ha storicamente plasmato la fisionomia degli equilibri tra gli universi maschile e femminile all’interno della società civile, evidenziando, nel corso del tempo, un vulnus culturale, divenuto vulnus di tutele, che ha profondamente condizionato l’approccio del Le- gislatore nella definizione delle c.d. questioni di genere. La straordinaria erogazione di fondi da parte dell’Unione Europea per far fronte all’e- mergenza pandemica rappresenta un’occasione unica per la promozione della parità di genere sul piano nazionale ed europeo. L’eccezionalità del momento e delle risorse risiede non solo nella possibilità di adottare misure idonee ad incrementare l’occupazione e la partecipazione di ge- nere nei processi decisionali e produttivi ma anche in quella di applicare un nuovo metodo di progettazione legislativa che guardi al genere come valore e non come semplice «categoria» (quella femminile) alla quale concedere spazio e diritt

    Aspetti della tutela dei diritti umani dei malati di mente

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    L’indagine frenologica, l’approccio all’uomo e alla sua fisiologia, la valutazione delle forme di follia e di devianza come caratteristiche fisiologiche o come forme di patologia, a seconda delle scuole di frenologia, hanno portato a concepire la necessità di un esame sanitario per i procedimenti di internamento dei folli, sottraendoli a numerose forme di arbitrio del potere. Questo processo è sopravvissuto alla frenologia, sposando le indagini di carattere sanitario, soprattutto della moderna psicologia, e ha continuato il suo sviluppo nel corso del XX e XXI secolo, trovando forza nella nascita ed evoluzione dei diritti umani. Questo processo è poi approdato nelle sedi giudiziarie internazionali, imponendo soluzioni che dovrebbero essere universali, ma che in realtà assumono carattere regionale per la dimensione territoriale dei trattati istitutivi

    Introduzione

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    Introduzione alle riflessioni degli autori della collettanea

    Economic migrants and extra-European practices: considerations about the minimum guarantees of treatment

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    The economic migrant does not see in his favour a system of protection that can be compared to that recognized for refugees and asylum seekers. This is not a superficial question given the current dif- ficulty in drawing a clear separation between the reasons that push cer- tain people to leave their land. The resulting classification of migrants in the group of refugees pushes to seek a legal regime with less specific regulations and bilateral reception agreements. While the European model shows a consolidated picture at a regional level, the situation in the rest of the world is quite different, also considering the position of the main immigration countries, such as the USA or Russia, and the Asian reception models. Two kinds of problems appear in the analysis of legal framework: the discretion of the country’s legislation in decid- ing who has the right to enter and the immediate subsequent treat- ment of migrants once they have reached their destination. Often peo- ple find it difficult to provide essential services or suffer discrimination, in addition to situations at home that cannot consent to return, albeit requirements asked by international law for the return. The contribu- tion aims to examine the existing rules of a minimum regime of inter- national law for migrant
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