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    Introduzione

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    L'opera nasce da un'iniziativa dell'ABI che ha coinvolto, da un lato, un Gruppo di Lavoro interbancario a cui hanno partecipato, tra gli altri, esponenti di Banca d'Italia, Banca delle Marche, Banca del Piemonte, Banca Popolare Pugliese, Banco Popolare, BNL, Carige, Credem, BCC di Carugate, BPM, Cari Firenze, Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, MPS, Banca Sella, UBI Banca, Unicredit Group e Veneto banca, dall'altro società quali Accenture, Deloitte, Equiteam, KPMG, Nexen, Nike Consulting e PWC. Un contributo fondamentale è stato portato inoltre dal Comitato Tecnico Scientifico presieduto da Adalberto Alberici (Università di Milano) e composto dai responsabili scientifici delle diverse aree in cui si articola il volume: Mario Anolli (Cattolica di Milano), Alessandro Carretta e Maurizio Decastri (Università di Roma Tor Vergata), Marco D'Antonio (Università di Genova), Marco Lamandini (Università di Bologna) e Paola Schwizer (Università di Parma). Obiettivo del Libro Bianco è fornire alle banche le più avanzate riflessioni a supporto delle scelte metodologiche per l'impostazione e la gestione della Funzione e dell'attività di Compliance, anche attraverso l'illustrazione delle best practice nazionali e internazionali e di specifici approfondimenti sui vari temi legati alla conformità bancaria. Il volume, infatti, non intende solo dare impulso alle attività delle neo-costituite Funzioni Compliance, bensì anche sostenere un approccio interfunzionale e sinergico alla gestione della conformità. In questo senso assume grande rilevanza l'assoluta necessità di una proficua collaborazione, condotta nel pieno rispetto dei propri ruoli, tra la Funzione Compliance, l'Organizzazione e le altre funzioni aziendali. In particolare il Libro Bianco, sistematizzando e recependo le principali tematiche dell'attività di Compliance in chiave strategica, normativa, organizzativa ed applicativa, affronta tematiche quali: il Framework normativo di riferimento per la compliance in banca la collocazione organizzativa e l'organizzazione della funzione compliance il ridisegno del sistema dei controlli gli approcci alla misurazione del rischio di compliance la gestione delle risorse umane e i meccanismi incentivanti la promozione di una cultura aziendale della compliance Il Libro Bianco, quindi, evidenziando l'importanza del passaggio da un approccio tradizionale di rincorsa alla conformità ad una visione sistemica e pro-attiva, si configura come un pratico strumento di fondamentale importanza perché affronta tutti i principali temi inerenti l'implementazione e la messa a regime di questa nuova componente del sistema di controllo e governo delle moderne realtà bancarie

    Crisi finanziaria e sistema bancario italiano

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    Le autorità di vigilanza e i pubblici poteri gestiscono le criticità che interessano il sistema economico e finanziario nazionale e mondiale nella convinzione che le regole non agiscono contro il mercato, ma a vantaggio del mercato. Ciò ha lasciato spazio a forme di autoregolamentazione e gli interventi normativi sono subentrati quando il sistema non riusciva a trovare da sé soluzioni adeguate. Nel caso italiano poi "alla creazione di un sistema finanziario più stabile hanno contribuito un legislatore avveduto, una vigilanza che ha saputo coniugare sostegno dell’innovazione e prudenza

    Le condizioni di efficienza per l’attività di compliance nelle banche : l’importanza dell’autonomia e dell’indipendenza

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    L’attività di compliance deve essere concepita come un’opportunità che le autorità e le banche possono e devono sfruttare per consolidare rispettivamente il proprio ruolo e la propria posizione di mercato. È compito dei vertici aziendali impostare, presiedere, governare e monitorare direttamente l’attività di compliance, rimuovendo ogni condizione che possa dare spazio a comportamenti di opportunismo manageriale o a conflitti di interesse. Appare necessario che i vertici facciano certificare l’attività di compliance da organismi esterni, specializzati e indipendent

    La Corporate governance ex D.Lgs. 231/2001

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    Il rapporto tra Corporate Governance e D. Lgs. 231/01: un adeguato sistema di Corporate Governance costituisce un presupposto indispensabile per regolamentare le politiche gestionali ed organizzative adottate dai vertici d’impresa nella prospettiva di soddisfare le esigenze dettate dalla normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti. Le regole del governo societario rappresentano quindi un elemento fondamentale nella costruzione del Modello di organizzazione, gestione e controll

    La compliance nell'attuazione della direttiva MIFID

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    Il contrasto fra le normative secondarie provoca irrazionalità organizzativa e inefficienza operativ

    Dalle disposizioni per la tutela del risparmio alla funzione della compliance

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    Nonostante i recenti e reiterati interventi legislativi ispirati alle direttive comunitarie, le discipline della tutela del risparmio e del governo societario, tra loro largamente interferenti, sono ben lontane dall'aver trovato un assetto definitivo e soddisfacente. Dai contributi riuniti nel volume si ricava una visione ampia ed articolata della complessa realtà normativa in continua evoluzione, un contributo critico alla sua interpretazione e qualche utile indicazione per la futura regolazione della materi

    Prefazione

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    Dopo gli anni delle ristrutturazioni aziendali, delle fusioni e dei vorticosi ricambi manageriali è ora per la Banca di ricostruire il rapporto fiduciario con il cliente e con le proprie persone. Bisogna ripartire dai Capi, perché sono loro che possono con l'esempio, la capacità personale e il senso professionale ridare giorno per giorno valore ed immagine ad una istituzione messa in discussione, prima di tutto, al proprio interno. Strutturato per segmenti indipendenti, facile da leggere, semplice nella consultazione Da Capo offre, nella prima parte, argomenti attuali di dibattito, spunti di riflessione stimoli ed approfondimenti. Ogni tema proposto viene approfondito a più voci grazie ad una serie di interviste dirette a manager, consulenti, esperti, che allargano la visione dei problemi attuali e delle soluzioni possibili. La seconda parte del volume contiene un'ampia 'cassetta degli strumenti'. Articolata sui principali temi trattati, propone esperienze di successo, suggerimenti gestionali, schemi e supporti operativi ed offre ai lettori materiali utili per affrontare i prossimi non facili temp

    L’eterogeneità della disclosure ambientale degli intermediari finanziari

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    Il presente studio analizza il livello e l’eterogeneità della disclosure ambientale resa dagli inter-mediari finanziari che redigono i propri report di sostenibilità in base alle linee guida dellaGlo-bal Reporting Initiative. In un campione di 129 intermediari a livello mondiale sono identificatiquattro cluster, di cui si esamina il profilo. Dall’analisi emerge che le dimensioni e la redditivitàdell’attivo degli intermediari, nonché la ricchezza economica e la performance ambientale delloro paese di origine, sono descrittori efficaci della disclosureWe investigate the level and heterogeneity of the environmental disclosures made by financial intermediaries (FIs)whose sustainability reports are compliant to the Global Reporting Initiative’s guidelines. Focusing on 129 FIsworldwide, we identify four clusters of disclosers. We also analyze their profile, finding that FIs’ size and operatingprofitability impact on their environmental disclosures. Interestingly, the economic wealth and the environmentalperformance of FIs’ home country play an important role too

    La valutazione dei brevetti per il finanziamento dell'innovazione : stato dell'arte e problemi aperti

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    Il lavoro illustra la piattaforma di valutazione dei brevetti elaborata nel 2008 su iniziativa dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, ai fini dell’accesso delle pmi al Fondo per l’Innovazione. La piattaforma si propone come uno strumento di supporto per gli intermediari finanziari convenzionati con il Fondo, ai quali è affidata la selezione dei progetti inventivi finanziabili. La valutazione dei brevetti riveste una particolare rilevanza al fine di reperire fonti di finanziamento, che potrebbero essere l’unica possibilità di portare l’innovazione sul mercato. Dopo aver illustrato i parametri di valutazione contenuti nella piattaforma, avanziamo alcune considerazioni sulla concreta applicabilità da parte delle banche italiane e in particolare, sulla possibilità di considerare il brevetto come collaterale di linee di fido o, più in generale, come asset in grado di creare profitto per l’azienda e di agire come leva per l’accesso al credit
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