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Lucio Stellario d'Angiolini. Un'altra prassi urbanistica. Scritti 1956-1995
Il volume restituisce e colloca la figura e l’opera di Lucio Stellario d’Angiolini (Roma 1918-Albano Laziale 1995), nel quadro del dibattito urbanistico degli anni ’60; d’Angiolini è figura atipica e largamente trascurata dalla storiografia ufficiale, che, negli anni della ricostruzione e del traumatico inurbamento della società italiana, pratica un approccio radicalmente innovativo ai problemi della pianificazione, operando come “urbanista condotto” nei Comuni dell’hinterland milanese.
Nel primo saggio si tenta un primo scavo critico dei fondamenti disciplinari dell’opera, individuandone i filoni principali. L’urbanistica – secondo d’Angiolini – deve trovare i suoi argomenti nella “prassi”, nel farsi carico delle problematiche della società attraverso una condivisa “politica degli interventi”. Si tratta di un punto di vista – un’altra urbanistica, appunto - in aperta polemica con l’ancora perdurante visione del piano come momento a priori, separato dalla sua attuazione. La riflessione epistemologica per raccordare prassi e visione macrourbanistica – entro “il galileiano metodo del ricercare sperimentante” – costituisce il momento fondamentale del suo strenuo impegno per affermare l’idea di città policentrica lombarda e del suo appassionato insegnamento nella Facoltà di Architettura di Milano.
Nel secondo saggio, si approfondisce il contesto storico con particolare riferimento al dibattito sul Piano Intercomunale Milanese, ed ai suoi protagonisti: G. De Carlo, S. Tintori, G. Corna Pellegrini, e naturalmente d’Angiolini. Gli intrecci e la persistenza dei talune tematiche disciplinari dimostrano la rilevanza del contributo d’angiolinano e – in certa misura – danno conto di certa sottovalutazione critica.
Nel terzo contributo, si esplicitano, poi, “temi e luoghi” dell’opera con riferimento alla raccolta degli scritti originali e parzialmente inediti che completano il volume
Infrastrutture e forme dell’insediamento. Esperienze e progetti per l’area rhodense
Il volume raccoglie le riflessioni ed i documenti di un significativo ciclo di ricerca e impegno “sul campo” dell’autore nel contesto del Nord-Ovest Milano (Comuni di Rho e Pero). Nella prima sezione, da titolo I. Note per il contraddittorio, si avanzano alcune considerazioni teoriche sul ruolo delle infrastrutture nella costruzione dell’insediamento. In particolare, l’idea di città policentrica lombarda si rivela – nella sua accezione anti-modellistica – ad una visione strategica, vale a dire, in questo caso, di scala adeguata, per affrontare le problematiche di sviluppo/crisi della regione urbana. In questo senso, l’essere potenzialmente città-mondiale – secondo la nota definizione di P. Hall – da 8 milioni di abitanti, potrebbe divenire chiave di un rinnovato ruolo di leadership economica e culturale del capoluogo lombardo. Certo è che il tema, lungi dall’essere una mera questione trasportistica, diviene chiave di lettura delle contraddizioni della cosiddetta “città diffusa” (o “infinita”) e possibile interpretazione delle sua forma futura.
Nella seconda parte. Dal titolo II. Documenti, si testimoniano le fasi e gli atti della contrastata vicenda della localizzazione del Polo fieristico (nuovo) di Rho-pero alle porte di Milano, noto per l’accattivante progetto di M. Fuksas. I documenti, scaturiti dall’attività dell’autore in qualità di tecnico consulente delle Amministrazioni comunali, testimoniano di alcune pesanti contraddizioni sia in ordine alle procedure di negoziazione e di governance, sia ai contenuti stessi dei progetti infrastrutturali che, ancora una volta, hanno traumaticamente inciso sul tessuto e sulla rete locale (intercomunale)
Casi marginali. Un ponte e una pista ciclabile
Il contributo costituisce un bilancio dell’attività di ricerca applicata dell’autore su realtà territoriali decentrate – “marginali”, appunto - rispetto alla città centrale.
Il saggio introduttivo (Fuori dalla Grande Milano o delle strategie lillipuziane) discute le politiche urbanistiche milanesi recenti, evidenziando il valore dimostrativo ed i contenuti sperimentali dei casi affrontati.
La prima parte presenta le ricerche ed i prodotti relativi al contesto di Trezzo sull’Adda (MI), riguardanti le problematiche di attraversamento viabilistico dell’Adda e delle problematiche urbane conseguenti. La seconda parte presenta le ricerche ed i prodotti relativi al contesto del Sebino bresciano, ovvero delle problematiche di coordinamento delle politiche urbanistiche a scala sovracomunale (Comunità Montana) e del progetto di riqualificazione della costa lacuale
Scenari delle trasformazioni attendibili e desiderabili nell’intorno territoriale del nuovo polo fieristico di Rho-Pero
Il contributo, condiviso con i curatori del volume, indaga secondo la consolidata metodologia di valutazione di alcuni parametri macrourbanistici, quali tendenza insediativa e mobilità, le linee evolutive del territorio rhodense prima e dopo l’insediamento del nuovo polo fieristico. Come spesso accade in Italia, l’attuazione “emergenziale” (cioè secondo tempi e modalità dettati dalle urgenze della politica) costringe ad una valutazione ex post delle ricadute possibili (così come delle diseconomie) di interventi strategici come quello del Nuovo Polo Fieristico milanese.
I materiali proposti sono finalizzati a restituire la complessità del quadro territoriale rhodense e le possibilità di intreccio con le politiche locali, soprattutto in materia di valorizzazione delle risorse paesaggistiche (Valle dell’Olona) e culturali (sistema dei poli culturali diffusi e decentrati), secondo alcuni “progetti” (politiche di intervento) mirati
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