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    Vetri dipinti e pratiche di copia nell’officina di Luca Giordano

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    A study of paintings on glass produced in the workshop of Luca Giordano prompts a review of some problematic attributions to him of pictures which should instead be ascribed to specialist pupils and collaborators. The author proposes revisions regarding the oeuvre of the Giordanesque painters Carlo Garofalo, Domenico Coscia and Girolamo Cenatiempo, highlighting the widespread custom of copying the master’s models for reverse painting on glass, which according to early sources, confirmed by recent archival research, was regular practice in that workshop

    La “prima opera” del Furini

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    The article is about the rediscovery of the altarpiece that marked Francesco Furini’s début. This is a canvas housed in the church of Santa Maria a Vezzano in the Mugello, recorded by Filippo Baldinucci in his biography of the painter as “his first work in oil”, sent to the Mugello. Believed to be lost by modern writers, it stands at the very beginning of his oeuvre, preceding the well-known Crucifixion with Saints Bartholomew, John the Baptist and Magdalen in Todiano, which was completed by the nineteen-year-old artist between 25 March and 10 April 1623. The author provides new details about Furini’s youthful period and reflects on a lost fresco he painted in the Florentine church of San Procolo, as well as discussing his role within Matteo Rosselli’s workshop during the decoration of the villa at Poggio Imperiale

    Riscoperta del Sei e Settecento a Forenza

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    Questo saggio introduttivo ripercorre, con nuove scoperte e attribuzioni, la fiorente stagione artistica che investì la cittadina lucana di Forenza, soprattutto grazie alla committenza francescana, richiamando artisti di rilievo - pittori e scultori in primo luogo - dalla Fiandra, da Napoli e dalla Puglia

    Lo stucco in Basilicata in età barocca: un avvio critico e due casi di studio

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    The essay aims to critically open up the study of stucco decoration in Basilicata in the Baroque period, examining two case studies, respectively in the church of S. Maria del Sepolcro in Potenza and in the Tricarico cathedral, for which details are given on the chronology, patrons and artists

    Riscoperta del barocco in Basilicata e ai suoi confini

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    Il contributo porta alla riscoperta del barocco lucano; è il saggio introduttivo nel Catalogo della mostra (Matera, Palazzo Lanfranchi, Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata; Potenza, Palazzo Loffredo, Galleria Civica Comunale, 9 luglio - 1 novembre 2009; Firenze, Palazzo Medici Riccardi 24 luglio - 5 settembre 2010), su progetto scientifico e a cura di E. ACANFORA. Il volume comprende questo saggio introduttivo di Elisa Acanfora sulla fortuna critica e sulla riscoperta, avviata compiutamente in questa occasione, del barocco in Basilicata e ai suoi immediati confini (in particolare Puglia e Calabria); nel saggio vengono tracciate le linee generali della pittura e della scultura lignea dalla fine del Seicento – a partire dal giordanismo – sino a tutto il Settecento e individuate le personalità artistiche di maggior spicco sia locali che forestiere che lavorarono sul territorio e vi mandarono opere. Vengono inoltre esaminati i rapporti con la capitale del Viceregno e le dinamiche della committenza. Fondato su una estesa e capillare campagna di ricognizione che ha portato a rinvenire firme e date e altresì a riscoprire artisti del tutto sconosciuti, il volume a cura di E. Acanfora e per buona parte da lei redatto , resta come il primo repertorio sull'argomento e comprende 209 schede di opere per lo più inedite (dipinti, sculture lignee, disegni, argenti di grandi dimensioni), di cui 110 esposte e le rimanenti non esposte, ma segnalate per rilevanza, accompagnate da 157 biografie di artisti, frutto di uno spoglio esaustivo di pittori e scultori in legno attivi sul territorio, cui si aggiungono le biografie di argentieri, stuccatori e architetti dei quali si espongono opere e progetti grafici

    Le stampe: il ‘museo cartaceo’ di Camillo d’Errico, i suoi interessi collezionistici

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    Il saggio esamina per la prima volta gli orientamenti di Camillo d'Errico nella raccolta di stampe ed esamina i nuclei della sua collezione

    L'antico al chiaro di luna: la 'Diana dormiente e Pan' di Gregorio Pagani

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    Filippo Baldinucci nella biografia di Gregorio Pagani ricorda, tra i dipinti del pittore, una Diana dormiente con Pan. Sinora ritenuto perduto, questo soggetto non comune è qui recuperato grazie a un dipinto inedito in collezione privata, firmato e datato 1602. Il dipinto è analizzato nella sua peculiarità iconografica, legata al recupero di modelli della statuaria antica. Ne vengono individuati i rapporti con soggetti analoghi trattati altrettanto precocemente da Lodovico Cigoli
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