1,722,047 research outputs found

    GLUTAMATE UPTAKE IS INHIBITED BY ARACHIDONIC ACID AND OXYGEN RADICALS VIA 2 DISTINCT AND ADDITIVE MECHANISMS

    No full text
    Reuptake of glutamate in astrocytes, a critical mechanism involved in the maintenance of physiological excitatory amino acid neurotransmission, is inhibited by both arachidonic acid (AA) and reactive oxygen species (ROS), via incompletely defined molecular mechanisms. Because ROS are generated during AA metabolism and AA can be released as a result of ROS-mediated phospholipase A(2) activation, it seems likely that their effects on uptake are mediated by a common mechanism. However, here we show that rapid (10-min) uptake inhibitions by AA or by ROS generated by the xanthine plus xanthine oxidase (XO) reaction are selectively abolished by distinct agents; bovine serum albumin (BSA) acts only on AA, whereas the scavenger enzymes superoxide dismutase (SOD) and catalase (CAT) and the disulfide-reducing agent dithiothreitol (DTT) act only on ROS. Moreover, when added together, xanthine/XO and AA decrease uptake in a fully additive manner. In particular, the effect of xanthine/XO is seen also in the presence of maximal AA inhibition. No major signs of cell damage or chemical reaction between AA and radicals accompany their cumulative effects on uptake. Finally, uptake inhibition elicited by AA and xanthine/XO together is attenuated but not blocked by either BSA, DTT, or SOD/CAT individually, whereas it is fully blocked and substantially reversed by a combination of SOD/CAT and BSA or SOD/CAT, DTT, and BSA. Together, these data indicate that AA and ROS act on glial glutamate transport via distinct noninteracting mechanisms. Therefore, they could independently and additively contribute to the impairment of reuptake function, a phenomenon observed in pathological conditions such as ischemia/reperfusion injury

    Frontiere, conflitti, spostamenti di popolazioni e nazionalismi: costruzione dello Stato e delle identità nazionali nel Corno dell'Africa tra il 19° e il 20° secolo

    No full text
    Tesi investigativa centrale che ha ispirato l'attività di ricerca di questa unità è che una comprensione approfondita della protratta conflittualità e instabilità che lacerano il Corno d'Africa contemporaneo, ed eventuali proposte operative di policy-making, non possono prescindere da una disamina approfondita di alcuni nodi tuttora irrisolti della storia della regione e del loro impatto sui processi di costruzione di spazi, politici, economici e identitari. Tra questi nodi, in particolare, l'unità di ricerca di Macerata ha individuato il ruolo svolto dalle prassi e culture militari nel processo di definizione delle politiche nazionaliste e di costruzione dello stato, l'ambiguità dei processi di costruzione degli spazi nazionali e in particolare l'ambigua valenza dei confini nazionali, a un tempo fondamentali per l'affermazione della sovranità degli stati e irrilevanti per le popolazioni che li abitano e che hanno nella mobilità trans-frontaliera il presupposto fondamentale per la loro sopravvivenza e, infine, nei processi di definizione e codificazione del diritto. Sulla base di questi presupposti, l'attività di ricerca svolta dall'unità dell'ateneo maceratese si è concentrata sul ruolo che gli ascari hanno avuto nei processi di definizione delle identità nazionali così come nell'avvio di strategie di mobilità sociale nei ristretti spazi operativi concessi dall'amministrazione coloniale italiana. In tale prospettiva una particolare attenzione è stata data anche al ruolo svolto dall'elaborazione del pensiero giuridico e amministrativo coloniale nel determinare le caratteristiche della mobilità territoriale e sociale in colonia. La ricerca è pertanto riuscita a ricostruire un analisi generale del ruolo svolto dagli ascari nell'incoraggiare processi di mobilità sociale all'interno della colonia Eritrea ma anche nel facilitare processi di mobilità sociale che, per la loro realizzazione prevedevano anche processi di mobilità territoriale, tramite il ricorso alla pratica dello “sconfinamento” nei territori limitrofi, e in particolare verso l'impero etiopico. Parallelamente a questa ricognizione generale del fenomeno degli ascari è stata prestata attenzione anche allo studio di traiettorie individuali tramite un approccio di tipo biografico che ha permesso di portare alla luce esperienze individuali di mobilità territoriale e sociale di ascari eritrei e e etiopici in contesto coloniale. Per quanto riguarda lo studio del ruolo svolto dal diritto coloniale nel determinare e condizionare i processi di mobilità sociale e territoriale, l'unità di ricerca ha svolto una vera e propria mappatura dei codici “eritrei” sviluppati in periodo coloniale e dell'attività di studio e codificazione del diritto consuetudinario eritreo condotta da parte di alcuni dei più eminenti giuristi italiani dell'inizio del 900. L'attività di ricerca, oltre che un intenso lavoro di aggiornamento bibliografico, ha implicato una prolungata attività di ricerca archivistica, svolta dai partecipanti presso i seguenti archivi: Archivio storico del del Ministero degli Affari Esteri in Roma, Archivio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito in Roma, Archivio Centrale dello Stato in Roma, Archivio storico della Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio in Bologna, Archivio storico della Carolinska Library in Uppsala, Archivio del Research and Documentation Centre in Asmara, Archivio e Biblioteca della Pavoni Library in Asmara, Archivio e Biblioteca dell'Institute of Ethiopian Studies in Addis Abeba. Le missioni di ricerca svolte in Eritrea, oltre al suddetto lavoro di documentazione archivistica e bibliotecaria hanno implicato attività di ricerca sul terreno con il ricorso a interviste orali. risultato dell'attività di ricerca svolta sono stati: 1) L'organizzazione di un panel in occasione del Convegno di studi africanisti Studi italiani sull’Africa a 50 anni dall’indipendenza, svoltosi a Napoli 30/9-2/10/2010. Tema del panel era «Sconfinamenti coloniali. La mobilità territoriale come reazione alle strategie coloniali di dominio in Africa Orientale», è stato coordinato da Uoldelul Chelati Dirar (Università di Macerata) ed ha visto la partecipazione di Isabella Rosoni (Università di Macerata), Alessandro Volterra, (Università di Roma Tre), Massimo Zaccaria (Università di Pavia) e Luigi Goglia (Università di Roma Tre) in qualità di relatori e di, Giulia Barrera (Ministero dei beni Culturali) in qualità di discussant. 2) Organizzazione di un convegno internazionale di studi dal titolo "Votare con i piedi. Amministrazione coloniale, borderlands e mobilità degli individui nell'Africa coloniale italiana." Il convegno si è svolto il 14 e il 15 ottobre 2010 presso l'Università degli Studi di Macerata con la partecipazione di numerosi relatori italiani e stranieri ed è stato una prima opportunità per esporre e discutere i risultati della ricerca. 3) E' inoltre previsto che i risultati della ricerca svolta dall'unita maceratese confluiscano in un volume collettaneo, comprensivo del lavoro svlto da tutte le unità afferenti al PRIN, dal titolo (provvisorio) Attraversamenti di memorie, di identità e di confini. Colonia e postcolonia come spazi diasporici

    Astrocytes, from brain glue to communication elements: the revolution continues

    No full text
    For decades, astrocytes have been considered to be non-excitable support cells of the brain. However, this view has changed radically during the past twenty years. The recent recognition that they are organized in separate territories and possess active properties--notably a competence for the regulated release of 'gliotransmitters', including glutamate--has enabled us to develop an understanding of previously unknown functions for astrocytes. Today, astrocytes are seen as local communication elements of the brain that can generate various regulatory signals and bridge structures (from neuronal to vascular) and networks that are otherwise disconnected from each other. Examples of their specific and essential roles in normal physiological processes have begun to accumulate, and the number of diseases known to involve defective astrocytes is increasing

    Glial modulation of synaptic transmission in the hippocampus

    No full text
    For many years, astrocytes and oligodendrocytes were considered the inert partners of neurons in the central nervous system (CNS), but several recent studies have dramatically challenged this view. Glial cells express a large number of different voltage- and ligand-gated ion channels (Verkhratsky and Steinhauser. Brain Res Rev 32:380-412, 2000) as well as G-protein-coupled receptors (Verkhratsky et al. Physiol Rev 78:99-141, 1998)-machinery necessary to sense and respond to neuronal activity. These findings raised the fundamental question as to whether glial receptors are stimulated under physiological conditions, and what sorts of events are triggered by such activation. During the early 1990s, P. Haydon and colleagues made the seminal observation that [Ca(2+)](i) rises in cultured astrocytes are associated with the release of glutamate, which suggested that astrocytes respond to activation and play active modulatory roles in intercellular communication (Parpura et al. Nature 369:744-747, 1994). Subsequent studies performed in situ confirmed and extended this initial observation. In this review, we will focus specifically on the hippocampus and sum up evidence of bidirectional communication between astrocytes and neurons emerging from recent studies using acute slice preparation

    Colonia e postcolonia come spazi diasporici. Attraversamenti di memorie, identità e confini nel Corno d'Africa

    No full text
    Colonia e postcolonia sono spazi simbolici e identitari in continuo moivmento. Come le memorie e le appartenenze, i confini coloniali, rappresentati come rigidi e inamovibili tanto da predeterminare la mappa territoriale degli Stati postcoloniali, sono in realtà attraversati da risorse e persone che li rendono porosi, flessibili, negoziabili. Il volume presenta una serie di letture trasverali sulle apartenenze multiple nella regione del Corno d'Africa e sui molteplici attraversamenti che derivano , oggi come ieri, dai movimenti diasporici e transnazionali ai loro margini

    Ontogenetic studies on mu, delta and kappa opioid receptors in rat brain

    No full text
    The ontogenetic pattern of multiple opioid binding sites in rat brain from birth until weaning has been investigated. [3H]-dihydromorphine ([3H]-DHM)3 [3H]-D-Ala2-D-Leu5-enkephalin ([3H]-DADLE) and [3H]-dynorphin A (1-8) ([3H]-DYN) as markers of mu (mu), delta (delta) and Kappa (kappa) sites were utilized respectively. The analysis of the kinetic parameters of [3H]-DHM binding shows that, at birth, mu sites possess an affinity similar to that of adult animals, and a density of 50%, which reaches 80% of the adult value at day 4. On the contrary, [3H]-DADLE binding in the first post-natal days shows low affinity and low density and delta-sites do not reach values comparable to the adult ones until the second week of life. The kinetic parameters of [3H]-DYN binding are almost undetectable during the preweanling period, due to the very low density of kappa sites at this stage of life. Displacement studies with mu-, delta- and kappa-selective ligands show that the Ki values on [3H]-DHM binding sites were similar in 4 day old and adult animals for all the tested compounds, whereas Ki values on [3H]-DADLE and [3H]-DYN binding sites reflected an immaturity of delta and kappa receptors. In conclusion, our data suggest that multiple opioid receptors follow different ontogenetic patterns. In the first stages of life only mu receptors are almost mature and possibly mediate endogenous opioid actions and exogenous opiate pharmaco-toxicological effects
    corecore