1,480 research outputs found
• Le fonti del diritto tributario, in R. Bianco, C. Buccico e M. Valenzano (a cura di), Manuale di diritto tributario, Napoli, ISBN 978-88-6950-309-2
Il secolo di Giotto nel Veneto
Il volume curato da Giovanna Valenzano con il contributo di Federica Toniolo raccoglie una serie di saggi dei maggiori studiosi europei della cultura artistica nell'età di Giotto. La raccolta ha origine da un seminario tenuto in collaborazione tra l'Istituto Veneto di Scienze Lettere e Arti e L'Ecole du Louvre. Giovanna Valenzano nel volume scrive,oltre all'introduzione, un saggio su Giovanni degli Eremitani e la cultura architettonica a Padova tra Duecento e Ttrecento e un saggio sulle chiede mendicanti del veneto con particolare attenzione a Santa Maria Gloriosa dei Frari e San Giovanni e Paolo. Tra i saggi contenuti spiccano i contributi di Cristina Guarnieri e Federica Toniolo, membri del Dipartimento e di Serena Romano dell'Università di Losanna, Daniele Benati dell'Università di Bologna e di studiosi francesi quali Crozet Pavan
Un castello per la signoria carrarese, un castello per la città. Arte di corte in un monumento in trasformazione
Il volume, curato da Giovanna Valenzano, frutto di un progetto di ricerca dipartimentale di Storia dell'arte medievale, in collaborazione con la Soprintendenza, pubblica una nuova campagna fotografica e molte immagini d'archivio, un appendice documentaria che riporta il regesto dei documenti riguardanti il castello dal 912 al 1390, i passi tratti dalle fonti letterarie, i rilievi e le tavole eseguite per il MIBACT, allora Soprintendenza Architettonica, sotto la direzione scientifica di Edi Pezzetta. I saggi di Giovanna Valenzano analizzano le fasi costruttivi e la decorazione pittorica, dando conto della scoperta delle pitture trecentesche, dei risultati degli scavi. I saggi di Majoli, Pregnolato Pezzetta, danno conto delle analisi e delle ricerche per il progetto di restauro del monumento, le azioni intraprese per salvare il monumento dalla cartolarizzazionea, cui si aggiunge un contributo dell'assessore Colasio che illustra l'iter parlamentare che ha agevolato d il passaggio dal Ministero di Grazia e Giustizia a quello dei Beni culturali. Valentina Rota approfondisce alcune tipologie di motivi decorativi dal saggio tratto dalla sua tesi di laurea magistrale, Valentina Baradel, dottore di ricerca, autrice di una monografia su Zanino di Pietro, grazie ad un assegno di ricerca di un anno ha potuto studiare attentamente le pitture, con nuove proposte attributive. Zuleika Murat, responsabile di un progetto Stargrant su Aquileia, aiuta a ricostruire le commissioni pittoriche di Francesco Novello, Luca Baggio illustra la cultura scientifica a Padova nell'ultima fase carrarese
Nuovi apporti dalle analisi delle pitture di Giotto sull’intradosso dell’arco della cappella di Santa Caterina nella basilica di Sant’Antonio a Padova
L'articolo rende noti le analisi autoptiche e le analisi diagnostiche non invasive (UV, IR) realizzati durante il restauro condotto nel 2021-2022 alle pitture sull'intradosso di Giotto. I risultati sono stati presentati oralmente in occasione di un seminario di studi internazionale Novità su Giotto al Santo a cura di Giovanna Valenzano, insieme a contributi tecnici della direzione tecnica del restauro e della responsabile della Soprintendenza
L'Altomedioevo e il romanico
Il libro, dal titolo L'Altomedioevo e il romanico, introdotto da una breve prefazione di Juergen Schulz, curatore del volume, è scritto da Gianpietro Brogiolo e Giovanna Valenzano. Giovanna Valenzano nel lungo contributo di 107 pagine offre una sintesi degli studi più aggiornati condotti dall'autrice sull'architettura del periodo romanico, per una collana interamente dedicata alla storia dell'architettura in Veneto dall'età romana al contemporaneo, in collaborazione con il Centro internazionale di Studi Andrea Palladio e affidata ai maggiori studiosi della disciplina. Gli studi dell'autrice si sono sviluppati costantemente dal 1990 ad oggi, tra gli studi più importanti si segnalano il volume G. Valenzano, La basilica di San Zeno in Verona, Vicenza, Neri Pozza 1993; Costruire nel Medioevo. Gli statuti della fraglia dei muratori di Padova, Padova 1994; alcune voci dell'Enciclopedia di Storia dell'arte Medievale Treccani, come Verona , Treviso, recenti ricerche che danno conto di scoperte i cui contributi sono stati pubblicati in volumi miscellanei ( L'inedita cripta di San Benedetto in L'area del Capitolium di Verona. Ricerche storiche e archeologiche a cura di GIULIANA CAVALIERI MANASSE, Verona 2008; Il pavimento musivo medievale ritrovato, in La casa vicariale dei Santi Fermo e rustico. Recupero di un'architettura di Padova dall'epoca preromana al liberty, Padova 2009) o atti di convegno quali Memorie di una cattedrale perduta: il caso di Padova in Il medioevo: 2009; Il problema del doppio ambulacro del Santo Stefano a Verona,in Il Medioevo: Arte lombarda, a cura di A. C. Quintavalle, 2004; Sergio Bettini e la nascita dei sistemi voltati tra Oriente e Occidente, In Ricordando Sergio Bettini, atti di Convegno, Padova 2007, La cattedrale di Verona nel contesto dell'architettura veronese tra XI e XII secolo in Medioevo: l'Europa delle cattedrali, atti di convegno 2007
Sfruttamento dell'acqua e architetture di produzione. Casi studio di tre monasteri cistercensi famosi e una grangia benedettina poco nota a sud di Milano
Il saggio dopo una introduzione di tipo storiografico, tesa ad illustrare criticamente una discussione sulla presenza dei mulini nel paesaggio medievale, e il ruolo mitizzato nella storiografia cistercense, analizza nello specifico alcune strutture di produzione, a Chiaravalle Milanese, a Chiaravalle della Colomba. Sottolinea la necessità di nuovi studi rispetto alle sopravvivenze architettoniche del monastero di Abbadia Cerreto, di cui fino ad ora sono state indagate le strutture della chiesa, ma non degli edifici un tempo di proprietà del monastero e oggi di proprietà privata. Il contributo si conclude con una analisi delle strutture della grangia un tempo di prorprieta del monastero di San Pietro di Laus (oggi Lodivecchio). La struttura, recentemente restaurata con i fondi del Giubileo, non è mai stata esaminata prima d'ora da studi specifici di architettura medievale. Si offre pertanto una analisi della struttura avanzando ipotesi di datazione e sottolineando la necessità di indagini non invasive per comprendere meglio la struttura planimetrica originaria
Lo spazio delle donne nelle chiese medievali
Il contributo delinea un quadro completo delle problematiche che si incontrano nello studio dello spazio riservato alle donne. Individua le principali fonti scritte a nostra disposizione, tra le quali spiccano i Libri ordinari, le cui prime pubblicazioni risalgono al XVII secolo. Nell'ambito europeo i repertori delle fonti, oggetto di edizioni critiche recenti, più ricchi sono stati prodotto in lingua tedesca. Il dato spiega come i primi saggi, dedicati sistematicamente ad edifici destinati a fondazioni religiose femminili, sono stati pubblicati in Germania. Si analizza l'uso del termine matroneo in Italia, mettendone in luce gli aspetti critici e ripercorrendo, con l'analisi delle citazioni, come un termine poco presente nelle fonti scritte sia diventato così diffuso nella storiografia italiana. Si individuano, all'interno dell'area europea, le principali fonti latine (dal V al XV secolo) attraverso le quali si possono individuare tracce di spazi dedicati espressamente alle donne nelle diverse tipologie di edifici. Una linea di indagine è quella delle specificità dei cori femminili. Si chiarisce come per l'XI e XII secolo anche nelle fondazioni delle canonichesse in Germania, lo spazio del coro non si trova nel medesimo luogo. A volte è in tribune occidentali, altre volte su un braccio del transetto. Nel sottolineare che in Italia non sono mai state avanzate ricerche sistematiche su edifici in uso alle domenicane e alle canonichesse, si introducono due casi studio che riguardano l'area veneta: la chiesa di Ognissanti a Padova e quella di Sant'Alvise a Venezia, che conserva ancora un coro ligneo pensile, il barco in veneto. Un'altra linea di ricerca percorsa è lo spazio delle donne nelle chiese canonicali o nelle chiese mendicanti. In quest'ultimo caso si richiama la necessità di non basarsi solo sulle fonti di tipo istituzionale (statuti degli ordini religiosi, privilegi papali, documenti vescovili, statuti cittadini ecc.) ma di compulsare le cosiddette fonti grigie. Al riguardo è introdotto un elemento importante nella discussione che spesso ha interpretato il coro femminile delle francescane come coro di reclusione per eccellenza, ricordando alcuni esempi di testimonianze scritte (manuali di confessioni, documenti processuali) che rivelano come invece le prescrizioni erano spesso infrante. L'importante affresco staccato, riprodotto a tav VII, conservato nei Musei Civici di Piacenza, opera di Bartolomeo e Jacopino da Reggio (1360 c) mostra una celebrazione liturgica, con chiara indicazione del coro con monaci che cantano, ma anche laici all'interno dello spazio, tra cui anche donne. L'affresco, noto agli storici dell'arte, per la prima volta è interpretato come una preziosa testimonianza di azioni esercitate dalle donne non sono state evidenziate dalla storiografia e che quindi fino ad ora non sono state censite
Introduzione
L'introduzione delinea il rapporto intercorso nei secoli tra l'uomo e gli elementi essenziali della vita come sono l'acqua e la terra. Essi sono stati indagati sotto varie prospettive di analisi, dall'esegesi biblica, all'iconografia cristiana, alle forme più proprie impresse dall'uomo al paesaggio monastico, dall'età medievale ai nostri giorni, ma anche il segno lasciato dagli uomini attraverso le legislazioni civili, che cercano di risolvere i problemi di igiene pubblica urbana in età medievale, o al significativo ruolo svolta a Venezia dal Magistrato delle Acque. Si sono inoltre scelte alcune testimonianze dell'oggi, per riflettere sul rischio idrogeologico, sul consumo del suolo e sul possibili rimedi attraverso il recupero di pratiche secolari nella cura del suolo, come il terrazzamento, impiegato sia nel mondo mediterraneo si in quello orientale, ad esempio in Cina
'Triggering persons’: the role of the offender in ‘ex crimine’ liability of legal entities. A comparative study on Member States’ legal systems
This analysis aims at identifying the position of the subjects who might be regarded as the perpetrators of a predicate offence that can be attributed to a legal entity (so called ‘triggering persons’).
My idea is to try to distinguish different member states’ legal systems on a scale drawing progressively away from ‘leading positions’, depending on the importance attached to the sole ‘top positions’ or also to the ‘subordinate positions’ or even to
the unlawful types of conduct otherwise committed by a ‘third person’ external to the organization, in order to attribute liability ‘ex crimine’ to a legal entity for a predicate offence. This analysis will be developed regardless of further distinctions
connected to the different framework of criminal, quasi-criminal or administrative liability of legal entities.
In the light of the contact points among the legal systems of EU member states, which arise from a comparative analysis, we shall also be able to draw common lines to develop this specific aspect of discipline. The goal is to propose a common
regulation which may allow for the approximation and harmonization of member states’ legal systems in accordance with the fundamental ‘principle of personality’ of corporate criminal liability, even under the specific charging criterion connected
to the ‘triggering person
- …
