63 research outputs found

    Il sistema itinerario nella fascia costiera tra Sile e Tagliamento in età romana. Punti di snodo per la ricostruzione della viabilità secondaria in un’area tra terra e acque

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    La complessa rete di comunicazioni che caratterizza la fascia costiera dell’Alto Adriatico, basata su un’osmosi tra vie di terra e vie d’acqua innervata sulla via Popilia-Annia, ha da tempo attirato l’attenzione degli studiosi. Negli ultimi anni le ricerche, grazie anche all’interazione con gli studi geomorfologici, sono giunte a definire molti elementi di tale sistema. Il presente contributo mira ad arricchire ulteriormente il quadro attraverso una serie di elementi della viabilità minore che sono stati individuati nel corso di indagini passate e recenti, ma mai inseriti organicamente nell’ambito del sistema itinerario del territorio. La ricerca ha evidenziato l’esistenza, in epoca romana, di tre importanti snodi itinerari lungo il tracciato dell’Annia, che costituivano il perno di articolati sistemi di collegamenti, via terra e via acqua, tra l’entroterra e il mare. Essi si collocano nei territori pertinenti rispettivamente ad Altino, Oderzo e Concordia, in posizione esterna ai centri urbani e non coincidente con stazioni stradali

    Understanding Ancient Landscapes in the Venetian Plain through an Integrated Geoarchaeological and Geophysical Approach

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    This paper reports the results of the multidisciplinary study carried out in the SE area of Ceggia, in the eastern part of the Venetian Plain. The area has been characterized, since ancient times, by numerous morphological transformation, due to the presence of lagoon and marshes, and interested by repeated reclamation. Aerial and satellite images have identified many natural and anthropogenic traces. From a geophysical point of view, electrical resistivity tomography (ERT) combined with frequency-domain electromagnetic measurements (FDEM) can help to discriminate the spatial distribution of different buried structures in conductive systems. The electrical conductivity is, in fact, directly related to the soil moisture content. The multidisciplinary approach adopted in this context, with the results obtained thanks to the contribution of aerial and satellite images, historical cartography, archaeological survey, geophysical measurements, geomorphological characterization, and 14C dating, allow us to suggest a possible interpretation of the different traces highlighted in the studied area. This approach suggests a potentially useful and replicable methodology to study similar evidence, such as along the North Adriatic coast and in broad sectors of the Po Valley. The key issue, in this kind of system, lies, in fact, in the possibility to date and compare traces visible on the surface by remote sensing, establishing their interest from an archaeological and geomorphological point of view using an integration of field measurements. At the end of this research, the classification of the different anomalies found in this hydraulic variable context, thanks to the multidisciplinary approach here adopted, suggest new hypotheses for reading the complex history of this understudied area

    Archeologi nelle terre di bonifica Paesaggi stratificati e antichi sistemi da riscoprire e valorizzare

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    Nel corso dei secoli alcuni paesaggi, più di altri, hanno cambiato profondamente la propria fisionomia. È questo il caso delle “terre di bonifica”, ambienti da sempre dominati dalle acque che moderni interventi di ingegneria idraulica, messi in atto tra ‘800 e ‘900, hanno trasformato in terreni da abitare e sfruttare principalmente a fini agricoli. In questi luoghi, originariamente anfibi, si è persa non solo la consuetudine dell’uomo a rapportarsi con l’elemento acqueo, ma anche la memoria delle peculiari caratteristiche dei paesaggi pre-bonifica che per secoli hanno condizionato scelte insediative e modalità d’uso del territorio. Il volume raccoglie alcuni contributi che trattano di queste terre in antico e dei sistemi adottati in epoca romana per favorire il deflusso idrico, migliorare le condizioni dei terreni e contrastare l’impaludamento, con l’intento di far riemergere il valore paesaggistico e culturale dei luoghi, anche in chiave di valorizzazione turistica sostenibile e innovativa. Una sfida che si può vincere attraverso la condivisione più ampia possibile dei risultati delle ricerche multidisciplinari e le straordinarie potenzialità delle tecnologie applicate ai beni culturali

    Centuriazioni e organizzazione del territorio in età romana: oltre il paradigma del “Romano bonificatore”

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    Prendendo avvio dalla valutazione dell’impatto di una crisi economico-demografica sul paesaggio, il contributo descrive gli aspetti salienti della centuriazione, la pratica di pianificazione territoriale utilizzata dai Romani per dividere i terreni e assegnarli in proprietà privata. Vengono presi in considerazione l’utilizzo della groma per orientare e tracciare le linee centuriali, le modalità di partizione del territorio in quattro regiones, la delimitazione delle centurie tramite blocchi di pietra e, infine, la mappatura a fi ni catastali dell’agro centuriato. L’autore, inoltre, riflette sulla presenza (e sull’importan- za) dell’incolto e delle zone umide all’interno delle aree centuriate e sulla necessità di superare il paradigma del “Romano bonificatore”. Infine, presenta alcuni casi studio che dimostrano l’importanza, per una lettura efficace della centuriazione, di un ap- proccio diacronico che tenga conto delle dinamiche di trasformazione/trasmissione dell’originario disegno agrario nel corso dei secoli
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