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    Introduzione a C. Abene, A. Schiedi, Pensare l’educazione in un tempo di crisi. Itinerari pedagogici antropo-sostenibili

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    Sembra ieri, eppure è già trascorso molto tempo da quel 25 settembre 2015, data in cui è stata approvata l’Agenda per lo sviluppo sostenibile, sottoscritta da 193 Paesi delle Nazioni Unite, che ci proietta verso la deadline del 2030. La strada verso il cambiamento è tutt’altro che spianata, soprattutto in alcune aree che necessitano di azioni politiche e di ricerca più strategichele per combattere, insieme al cambiamento climatico, le disuguaglianze presenti nella società che portano inervitabilmente al centro della riflessione pedagogica l'uomo. Diversità culturale, occupazione, fragilità esistenziale sono solo alcune delle voragini che si sono aperte sul nostro pianeta, rispetto alle quali la pedagogia è chiamata a interrogarsi e a delineare itinerari di una educazione possibile. Per superare questa crisi che investe l'esistenza umana è fondamentale imparare a guardarla in una prospettiva antropo-sostenibile, ossia come risorsa e opportunità di sviluppo per l'uomo per tornare ad interrogarsi sul valore della propria esistenza e sulla capacità di migliorare il mondo con le proprie azioni

    Postfazione al Quaderno 13, Identità, pluralità, diversità

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    La postfazione al Quaderno n. 13 intitolato Identità, pluralità, diversità, mira ad evidenziare le linee di una ricerca sulla persona intesa, nella sua irriducibilità e trascendenza, come soggetto di diritto e come identità, in rapporto alla pluralità e alla diversità. Il tema dell’identità, affrontato nel Quaderno da diversi ambiti di ricerca, costituisce da sempre un imperativo categorico per la pedagogia, soprattutto per quella di matrice filosofica, che si riconosce in uno sfondo teoretico a carattere fenomenologico. Lo sforzo dello sguardo pedagogico è di fare sintesi dei processi identitari per ricondurli a prospettive di crescita educativa e formativa. Da qui una teoria pedagogica dell’identità antropologicamente e filosoficamente fondata, dai molteplici ancoraggi teorici, soprattutto ermeneutico/fenomenologici, e dalle tante implicazioni etiche, giuridiche, economiche, attenta a cogliere le condizioni indispensabili per favorire lo sviluppo umano nella sua integralità

    Formazione e sviluppo dell’identità. Per una formazione pedagogica dell’insegnante

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    Among the most urgent issues facing pedagogy today is that concerning teacher training. Considering the increasingly complex current society, the teacher has to have a quality competence capable of promoting articulated learning and the development of identity in the student. This contribution aims to reflect upon the need to train the teacher pedagogically, so that he/she will be competent in the disciplinary structure and in identifying the training purposes of the learned knowledge. In this regard, it identifies the strategic guidelines of a training proposal in which knowledge, the epistemology of the discipline and the logic of thinking, far from representing only the aim of teaching, will constitute the means by which the teacher will promote in the student autonomy of judgment, dignity and value responsibility towards itself, the others and the community.Tra le questioni più urgenti che la pedagogia deve oggi affrontare vi è quella che riguarda la formazione dell’insegnante. La società attuale, sempre più complessa, richiede a quest’ultimo una competenza di qualità, che sia in grado di promuovere nell’alunno apprendimenti articolati e lo sviluppo di identità. Il presente contributo intende avviare una riflessione sulla necessità di formare pedagogicamente il docente, affinché risulti competente nella struttura disciplinare e nella individuazione delle finalità educative delle conoscenze apprese. A tal fine, individua le linee strategiche di una proposta formativa nella quale il sapere, l’epistemologia delle discipline e la logica del pensare, lungi dal rappresentare solo il fine dell’insegnamento, costituiranno i mezzi attraverso i quali il docente si farà promotore nel discente di autonomia di giudizio, dignità e responsabilità valoriale verso se stesso, il prossimo e la comunità

    Identità, pluralità, diversità. Il riconoscimento, ovvero l’essere per l’altro

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    Soggettività, Individualità e Identità sono i tre nuclei attraverso cui si dispiega l’esistenza personale del soggetto e si determina la persona umana. Il riconoscimento della persona come identità che, nel confronto con la pluralità, si nutre della differenza, costituisce la quaestio sulla quale si interrogano i diversi autori che hanno partecipato a questo Quaderno, interessati ad offrire, nell’ottica della multidisciplinarità, un prezioso contributo, con spunti di riflessione e chiavi di lettura per accrescere l’elaborazione concettuale, leggere e interpretare l’uomo nella contemporaneità e con la speranza che sempre di più dalla multidisciplinarità ci si apra alla interdisciplinarità

    Educare al pensiero creativo

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    Educare al pensiero creativo, divergente, è una delle priorità della scuola odierna. L’interesse per questo tema è abbastanza recente. Connessa all’immaginazione, alla fantasia e all’arte, essa è una qualità che potenzialmente tutti hanno ma va educata attraverso itinerari educativi narrativi che stimolano l'intelligenza del pensare/pensarsi, del conoscere/conoscersi e del relazionarsi agli altri e al mondo

    La scala PraDISP. Uno strumento per riflettere sulle pratiche didattiche dell’insegnante di scuola primaria

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    La scala di valutazione PraDISP (Prassi didattiche dell’insegnante di scuola primaria) proposta dall’autrice del volume rappresenta in tal senso non solo un valido strumento per migliorare le prassi didattiche dell’insegnante di scuola primaria, a partire da una osservazione attenta a cogliere le differenze in classe, ma anche un dispositivo da inserire nella formazione dei docenti in servizio, per stimolare la riflessione sulla loro futura professione. Rivolto principalmente a insegnanti e educatori, il volume, senza avere la pretesa di essere esaustivo, traccia una linea di ricerca e offre all’ampia e variegata comunità di pedagogisti uno strumento di lavoro per una valutazione che sia al tempo stesso formativa, ovvero che consenta di aggiustare il tiro delle prassi scolastiche; orientativa, che aiuti a raccogliere elementi utili a valutare gli allievi non solo in situazioni di apprendimento formale ma anche informale e non formale, valorizzando i talenti di ciascuno e di tutti; diffusa e compenetrata in ogni attività e proposta didattica; e, infine, trasformativa, e cioè protesa a produrre cambiamento e innovazione sul piano didattico, educativo e umano

    Progettare il futuro costruendo la pace: «benevolentia», «aequitas», «honestas», «pietas»

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    L’educazione alla pace, strettamente collegata all’educazione ai diritti umani e alla legalità, ha conosciuto lo scorso secolo dei grandi interpreti in pedagogisti italiani come Aldo Capitini, Danilo Dolci, Don Lorenzo Milani e Maria Montessori, che, sia pure partendo da presupposti differenti, hanno contribuito alla fondazione di una teoria pedagogica per la pace. Come rileggere oggi queste teorie pedagogiche in un contesto come quello attuale, nel quale vi è una profonda connessione tra guerra, sfruttamento di persone e di risorse, dunque, tra questioni geopolitiche, storiche, economiche e culturali? Il contributo, sviluppando all'interno di una cornice epistemologica che ha i suoi ancoraggi teorici nel pensiero e nell'opera dei pedagogisti su menzionati, cerca di attualizzare queste teorie del passato per delineare alcune traiettorie educative che recuperano nella dimensione empatica e in una serie di valori, come la benevolentia, l’aequitas, l’honestas, ma soprattutto la pietas, i fondamenti di una società più solidale, più umana, incline alla tolleranza, al dialogo, all’accoglienza e alla nonviolenza

    Un modo diverso di pensare l’azione volontaria? Il capability approach per una formazione al volontariato consapevole.

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    Partendo da una impostazione distintamente teorica, il contributo richiama l’importanza di assumere una prospettiva interpretativa fondata sul capability approach per la formazione al volontariato. Lo scopo principale del volontariato è di contribuire alla costruzione del senso di comunità mediante una pedagogia del dialogo, volta a riscoprire l’orizzonte etico dell’essere volontari in un agire volontario responsabile che si faccia carico di un progetto nel contempo antropologico e politico di sviluppo pieno e armonico della persona umana. Il senso dell’essere volontario può essere elevato, in particolare, riscoprendo aspetti radicali e fondativi come la reciprocità, la cura degli altri e il dono di sé; tuttavia questi aspetti rischiano di essere meri riferimenti astratti se non trovano una traduzione nell’agire pratico, in cui si realizza l'esperienza del coinvolgimento empatico. In altre parole, la prassi che promuove la relazione, il “contatto vivo” con cui ci si fa presenti a se stessi e agli altri, genera quell’ethos comunitario che, come si è detto, costituisce una delle principali ragioni dell’esistenza del volontariato

    Il nodo della “povertà educativa”: criticità e prospettive

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    Il contributo si concentra sul nodo incandescente e intricato della “povertà educativa”, con l’obiettivo di metterne in luce alcune criticità a cui si cercherà di far corrispondere altrettante prospettive

    Geopedagogia mediterranea: un modello di Green & Blue Education per il turismo sostenibile

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    Questa riflessione mira alla problematizzazione di alcuni concetti chiave del discorso pedagogico Uomo Educazione – ambiente – sostenibilità. Si cercherà di spiegare in maniera sintetica qual è la relazione che lega questi termini e come la geopedagogia nella sua impronta mediterranea si lega al tema dello sviluppo sostenibile
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