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    Introduzione

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    I ruminanti : Domesticazione, evoluzione e coevoluzione con le popolazioni umane

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    The domestication of ruminants has led to significant changes in the morphology, physiology, and behavior of these animals, while simultaneously influencing human cultural and genetic evolution in a process of coevolution. Approximately 10,000 years ago, the domestication of cattle, sheep, and goats marked a turning point in history, profoundly transforming the social, economic, and cultural structures of human communities. By providing meat, milk, hides, and, in the case of cattle, labor, ruminants became essential for human sustenance. Their role in rituals and symbolic or mythological representations attests their centrality in past and present cultures. The "secondary products revolution," which introduced the use of milk, wool, and animal labor, was a pivotal development, redefining the human-animal relationship in a way that preserved animal life. The ability to digest lactose gradually became more common among populations closely interacting with ruminants, demonstrating both cultural and genetic evolution. The intensification of human-animal interactions also facilitated the spread of zoonotic diseases, leading to an "epidemiological transition" and the development of immune adaptations. In recent decades, manual milking has been progressively replaced by mechanical and, more recently, automated milking systems, with implications for animal behavior, physiology, and morphology, as well as for human-animal relationships. The domestication of ruminants stands among the most significant events in human history, contributing to the development of modern societies and shaping the biological and cultural evolution of both human and animal populations.Dalla comparsa dei primi ruminanti domestici fino alle moderne tecnologie di allevamento e di produzione e trasformazione del latte, il rapporto tra esseri umani e ruminanti ha influenzato profondamente non solo l’evoluzione genetica e fenotipica delle specie allevate, ma anche le strutture sociali, economiche e culturali delle popolazioni umane. Questo volume raccoglie gli atti del seminario dedicato ad analizzare le diverse dimensioni di questa relazione millenaria, approfondendo aspetti legati alla biodiversità genetica, all’evoluzione dei sistemi produttivi e alle implicazioni delle innovazioni tecnologiche e nutrizionali. Un approccio interdisciplinare che offre spunti di riflessione su come la coevoluzione tra uomo e ruminanti continui a modellare il presente e il futuro

    La riflessione storica e l'innovazione scientifica come strumenti per disegnare il presente e progettare il futuro dell’agricoltura

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    La pubblicazione riporta gli atti dell’evento celebrativo congiunto degli anniversari dei 160 anni della nascita della Società Agraria di Lombardia e dei 50 anni del Museo di Storia dell’Agricoltura. L’evento si è svolto all’Università degli Studi di Milano, nella Sala Napoleonica di Palazzo Greppi, e ha avuto come tema: “La riflessione storica e l'innovazione scientifica come strumenti per disegnare il presente e progettare il futuro dell’agricoltura”. La scelta di organizzare l’evento in questo luogo, come ha sottolineato il Rettore Elio Franzini, ha voluto sottolineare il “filo rosso” che unisce l’Università degli Studi con le due istituzioni e ha dato inizio “alla serie di festeggiamenti per il centenario dell’Ateneo”. Ha moderato i lavori Anna Sandrucci dell’Università degli Studi di Milano e membro del Consiglio direttivo del Museo di Storia dell’Agricoltura. Dopo i saluti di apertura del Rettore e di Pietro Piccarolo, Presidente dell’Unione Nazionale delle Accademie per l’applicazione delle scienze allo sviluppo dell’agricoltura, alla sicurezza alimentare e alla tutela dell’ambiente (UNASA), hanno svolto le loro relazioni Flavio Barozzi, presidente della Società Agraria di Lombardia e Osvaldo Failla, presidente del Museo di Storia dell’Agricoltura, che hanno ricapitolato gli eventi della nascita, le tappe salienti e le figure più importanti della vita delle due istituzioni. Gabriele Archetti, del Dipartimento di storia moderna e contemporanea dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha quindi svolto la lectio magistralis dal titolo “Studi agrari e formazione: il contributo della storia” concludendo: “Nella preparazione dello studente di agraria, pertanto, la storia dell’agricoltura nei suoi sviluppi cronologici di lungo periodo...non può e non dovrebbe mancare perché costituisce la cornice dell’intera formazione professionale”
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