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Dire camorra oggi. Forme e metamorfosi della criminalità organizzata in Campania.
Un modo nuovo di analizzare in profondità una delle più storiche organizzazioni criminali meridionali Ogni riflessione sulla camorra dopo Gomorra rischia di alimentare il dubbio che si persegua una finalità mediatica. Organizzazioni criminali, mafia, camorra, sono sempre più oggetto di interesse per tutti i diversi operatori, magistrati, penalisti, forze dell’ordine, amministratori pubblici, giornalisti, operatori sociali che contrastano le diverse forme di devianza e criminalità, esponenti della società civile impegnati in differenti modi prima di tutto a capire l’evoluzione delle diverse criminalità organizzate e poi a contrastare con l’impegno culturale e civile un fenomeno la cui logica non ha più frontiere. Diverse prospettive si intrecciano per interrogarsi sulle ragioni che possono spiegare lo sviluppo dell’autonoma soggettività politica, economica e imprenditoriale della criminalità campana, la quale grazie ai processi connessi alla globalizzazione e alla capacità di incorporare nei propri affari segmenti più estesi di borghesia camorristica si è collocata ormai su un piano nazionale e internazionale. Il volume si rivolge alla comunità universitaria, al mondo scientifico e per questo se ne segnala l’adottabilità
Rapporto sullo Stato Sociale 2022. La crisi da Covid-19 e il Welfare
Nota dei Curatori. Il Rapporto sullo stato sociale nasce nel 2001 nell'Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti delle Amministrazioni Pubbliche (Inpdap) su proposta dell'allora consigliere d'amministrazione Felice Roberto Pizzuti che ne segui' le prime tre edizioni anche dal punto di vista scientifico. Finita quell'esperienza istituzionale (l'Inpdap comflui' nell'INPS), il Rapporto ha continuato la sua vita in Sapienza, nell'allora Dipartimenti di Economia Pubblica, attualmente Dipartimento di Economia e Diritto, a cura del suo ideatore, con cadenza prima annuale e, dal 2011, biennale. Giunto alla sua quattordicesima edizione, quest'anno alla cura del Rapporto si sono associati Michele Raitano e Massimiliano tancioni che, peraltro, avevano sempre collaborato intensamente ai suoi lavori. Il Rapporto e' redatto in Sapienza, ma con il contributo anche di altri studiosi ed esperti esterni che i Curatori ringraziano particolarmente per l'impegno e per l'apporto di conoscenze e idee da essi dato. Le considerazini e posizioni espresse dagli Autori, i cui nomi sono riportati nella nota iniziale di ciascuna sezione, non possono in alcun modo essere attribuite ad enti o istituzioni con i quali essi hanno rapporti
A sequential value correction heuristic for a two dimensional cutting process with defective plates
2000). GLOBALIZATION INSTITUTIONS AND SOCIAL COHESION. GLOBALIZZAZIONE (VOL. UNICO). TRADUZIONE INGLESE DEL VOLUME A CURA DI F.R. PIZZUTI "GLOBALIZZAZIONE, ISTITUZIONI E COESIONE SOCIALE".
Pricing-based primal and dual bounds for selected packing problems
This is a summary of the author’s PhD thesis supervised by Fabrizio Marinelli and defended on 20 March 2020 at the Università Politecnica delle Marche. The thesis is written in English and is available from the author upon request at [email protected] and from http://hdl.handle.net/11566/273679
16. L. Tobia, A. Giammaria, A. Lupi, S. Pizzuti, G. Spera, A. Paoletti, “Assessment and promotion of work ability, health and well being of ageing workers. Elderly workers in chemical, energetic, sanitary and public fields: evaluation of work ability”
Torre Castelluccia e Timmari: due necropoli del Bronzo tardo a confronto
Nel panorama della protostoria italiana, il sito di Torre Castelluccia costituisce uno dei pochi contesti nel quale si evidenzia un’unità organica di abitato e aree funerarie. Nella seconda metà del secolo scorso è stato possibile indagare e mettere in luce sia ampi tratti dell’acropoli, sia numerose tombe di cronologia e tipologia diversificata.
L’area della necropoli a cremazione del Bronzo tardo è stata interessata da ben due campagne di scavo; la prima avvenuta nel 1951 sotto la direzione di Drago, la seconda condotta da Lo Porto nel 1969. Le 85 tombe rintracciate definiscono un vero e proprio campo d’urne attivo durante le fasi del Bronzo recente e del Bronzo finale.
Circa mezzo secolo prima Ridola e Quagliati scoprivano un campo d’urne protovillanoviano alle pendici del Monte Timbro, presso Timmari. Lo scavo della necropoli, avvenuto nell’estate del 1901, ha messo in luce 248 sepolture.
La costruzione di una tipologia unitaria ha evidenziato una notevole affinità tra i due siti; è altamente probabile che le due necropoli abbiano avuto uno sviluppo parallelo. Per Timmari, le evidenze suggeriscono un inizio già in un momento incipiente del Bronzo finale, ma alcuni elementi potrebbero indiziare a un momento anche più antico
La necropoli a cremazione di Timmari (MT). Nuove considerazioni sul Bronzo finale nel Sud Italia a partire dal recupero di un contesto chiave della protostoria italiana
Nell’ambito degli studi di archeologia protostorica, il progetto di ricerca mira ad analizzare le dinamiche di trasformazione sociale che hanno interessato il Bronzo finale (XII-X sec. a.C.) partendo dallo studio della necropoli a cremazione di Timmari, in uso in un momento di intenso riassetto sociopolitico che preannuncia le novità strutturali e organizzative dell’Età del Ferro.
Negli anni, l’interesse sperequo della ricerca ha favorito l’attenzione della comunità scientifica riguardo agli sviluppi di questa fase in Italia centrale e settentrionale; al contempo per il Sud la discussione si è focalizzata sul Bronzo recente, dai rapporti tra indigeni e Micenei alla crisi che ne segna la fine.
La parzialità delle conoscenze attuali e l’esigenza di riaprire un dibattito sugli sviluppi del Bronzo Finale in Italia meridionale rendono necessaria la restituzione di uno studio integrale della necropoli di Timmari: ancora oggi uno dei più importanti contesti funerari del Meridione, per stato di conservazione e unicità del dato.
Le metodologie di indagine proposte mireranno a un’integrazione sistematica tra dati paleodemografici ed evidenze archeologiche, in funzione della lettura sociale del complesso
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