2,246 research outputs found

    Introduzione

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    Il testo introduce ai contributi dei partecipanti al convegno internazionale "La storia della miniatura e le ‘scuole’italiane ed europee: trasmissione, persistenze, contaminazioni", a cura di Cristiana Pasqualetti (L’Aquila, Dipartimento di Scienze Umane – Palazzo dell’Emiciclo, 25-27 novembre 2021) illustrando le ragioni che ne hanno ispirato il tema generale

    PROSPETTIVA Indici 1-100

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    Numero doppio, contiene gli Indici (Collaboratori, Artisti, Altri nomi) dei numeri 1-100 della rivista, a cura di C. Pasqualett

    Introduzione

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    Per la biblioteca e per il coro. Una prospettiva di ricerca per i codici miniati dagli insediamenti minoritici abruzzesi

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    Il contributo illustra il progetto di ricerca da cui hanno avuto origine il volume e la mostra aquilana del 2021: il ruolo centrale del movimento osservante per la storia del libro e delle biblioteche in Abruzzo; le principali tipologie e caratteristiche decorative dei codici miniati appartenuti alle librerie minoritiche abruzzesi; le novità emerse sul fronte della storia dell'arte in Abruzzo grazie allo studio di esemplari miniati inediti o poco noti; la vicenda dell'acquisizione dei manoscritti dei conventi francescani abruzzesi da parte della Real Biblioteca di Napoli

    La storia della miniatura e le ‘scuole’ italiane ed europee: trasmissione, persistenze, contaminazioni

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    Il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università dell’Aquila, con il suo Progetto di Eccellenza 2018-2022 imperniato sul tema della transcodificazione, è stato prescelto come sede oltremodo idonea per un convegno di storia della miniatura dedicato a nuove riflessioni sui fondamenti disciplinari e sugli ambiti stilistici – le ‘scuole’ – individuati dai ‘padri’ (e dalle ‘madri’, naturalmente) di questo peculiare dominio storico-artistico. Le relazioni lette fra il 25 e il 27 novembre 2021 sono state qui raccolte ed elaborate conservando l’ordine di successione dei temi affrontati in ciascuna delle quattro sessioni. I primi tre contributi prendono le mosse dalle ricerche di alcuni fra i pionieri della storia della miniatura, che hanno aperto la strada al riconoscimento di determinati contesti stilistici – come la miniatura siciliana negli studi di Angela Daneu Lattanzi (contributo di Andrea Improta) e la ‘scuola’ napoletana nei lavori di Hermann Julius Hermann (contributo di Teresa D’Urso) – oppure hanno inaugurato nuovi filoni d’indagine – come le Commedie miniate nel magistero di Maria Grazia Ciardi Dupré dal Poggetto (contributo di Laura Zabeo). Una seconda serie di interventi è dedicata alle modalità di circolazione dei linguaggi figurativi, con particolare riferimento al mondo mediterraneo: Maria Alessandra Bilotta discute esempi di contaminazione stilistica nei codici giuridici miniati in area occitanica nella prima metà del secolo XIV; Josefina Planas Badenas affronta la penetrazione artistica valenzana in ambito castigliano nei decenni iniziali del secolo successivo; Diana Sainz Camayd getta nuova luce sulla miniatura praticata sul versante adriatico abruzzese della seconda metà del Quattrocento. Il terzo gruppo di contributi ha per oggetto il dialogo della miniatura con le arti ‘sorelle’: Antonio Iacobini affronta l’affascinante intreccio di miniatura, oreficeria e arte vetraria nel Trittico di Alba Fucens; Pier Luigi Mulas produce significativi esempi dell’apporto fornito dallo studio della miniatura pavese del Rinascimento alla conoscenza dell’assai lacunosa pittura locale; Emilia Anna Talamo si sofferma sugli aspetti di complementarità nella miniatura romana della seconda metà del Cinquecento in relazione alla pittura coeva. Con intenzionale circolarità la quarta e ultima sezione di interventi chiude sul concetto di ‘scuola’ e su questioni di geografia artistica: ripercorre storia e storiografia della miniatura altomedievale Fabrizio Crivello, che illustra le condizioni di applicabilità della nozione di scuola, non necessariamente collegata a una precisa localizzazione; rivendica la centralità metodologica della filologia storico-artistica Daniele Guernelli nell’analizzare un intrigante caso di meticciamento stilistico al confine fra Umbria e Marche nell’ultimo quarto del secolo XIII; Giusi Zanichelli evidenzia i momenti salienti della miniatura del secondo Quattrocento a Parma, caso esemplare di ‘doppia periferia’ in quanto zona di frontiera fra molteplici aree di influenza culturale – lombarda, emiliana, veneta, e anche transalpina. A questa sezione conclusiva si aggiunge un personale contributo sulla ‘scuola’ abruzzese come omaggio alla sede del convegno

    Il Maestro di Campo di Giove: un percorso abruzzese nella pittura italiana della seconda metà del Trecento

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    A poco più di 15 anni dalla riscoperta critica del tabernacolo di Sant'Eustachio trafugato nel 1902 e all'indomani dell'acquisto da parte dello Stato italiano di quattro pannelli destinati al Museo Nazionale d'Abruzzo, il saggio ripercorre e aggiorna la traiettoria stilistica del Maestro di Campo di Giove alla luce delle più recenti attribuzioni e della scoperta della data delle "Storie di San Francesco" nella cappella dei conti di Celano nella chiesa dei frati minori a Castelvecchio Subequo. Con il Maestro di Campo di Giove - forse identificabile con Nicola Olivieri da Pietransieri – si delinea un percorso specificamente abruzzese nella pittura italiana della seconda metà del Trecento, che per continuità e riconoscibilità può ambire alla definizione di "scuola"

    Competenze fonologiche, lessicali e grammaticali in bambini nati pretermine a 5 anni.

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    Competenze fonologiche, lessicali e grammaticali in bambini nati pretermine a 5 anni. Annalisa Guarini*, Alessandra Sansavini*, Silvia Savini*, Patrizio Pasqualetti**, Andrea Marini***. * Dipartimento di Psicologia, Università di Bologna ** Service of Medical Statistics and Information Technology (SeSMIT), Fatebenefratelli Association for Biomedical and Health Research (AFaR) e Language and Communication Across Modalities Laboratory (LACAM), Institute of Cognitive Sciences and Technologies (ISTC-CNR) *** Dipartimento di Scienze Umane, Università di Udine e IRCCS E. Medea I bambini nati pretermine mostrano numerose difficoltà nelle competenze linguistiche. Recenti studi hanno messo in luce come queste difficoltà coinvolgano le fasi di acquisizione e di consolidamento delle abilità lessicali e grammaticali, lasciando aperti alcuni interrogativi su possibili differenze nelle competenze recettive ed espressive. Molto scarsi sono inoltre gli studi che hanno analizzato le competenze fonologiche al termine dell’età prescolare. L’obiettivo dello studio è confrontare le competenze fonologiche, lessicali e grammaticali in bambini nati pretermine (età gestazionale < 32 settimane) e nati a termine all’età di 5 anni, indagando possibili differenze in ambito recettivo ed espressivo, valutando se le difficoltà incontrate siano specifiche o legate a competenze cognitive generali e analizzando le relazioni tra le diverse abilità linguistiche indagate. Hanno partecipato allo studio 29 bambini pretermine monolingui, esenti da danni cerebrali e neurosensoriali e 77 bambini nati a termine osservati all’età di 5 anni. Sono state analizzate attraverso prove strutturate le competenze recettive ed espressive fonologiche, lessicali e grammaticali (Marini et al., in preparazione) e lo sviluppo cognitivo non verbale. I risultati hanno messo in luce come i bambini pretermine presentino a 5 anni evidenti difficoltà nelle prove fonologiche e lessicali recettive ed espressive e lievi difficoltà nella comprensione grammaticale. Le difficoltà nelle competenze lessicali recettive ed espressive e in quelle fonologiche espressive permangono anche quando si controlla per lo sviluppo cognitivo non verbale, indicando il perdurare di un effetto della nascita pretermine su tali competenze al termine dell’età prescolare. Le analisi di correlazione tra competenze mostrano alcuni andamenti simili tra bambini pretermine e nati a termine, come ad esempio la presenza di strette relazioni tra competenze lessicali e grammaticali, accanto ad alcune specificità nelle relazioni tra comprensione e produzione che indicano la necessità di riflettere sugli effetti a cascata nello sviluppo dei bambini nati pretermine. Il presente studio mette in luce l’importanza di analizzare le diverse competenze linguistiche recettive ed espressive nei bambini nati pretermine al termine dell’età prescolare, fornendo interessanti indicazioni per la pianificazione di efficaci e mirati follow-up del bambino nato pretermine

    COMPETENZE LINGUISTICHE NEI BAMBINI NATI PRETERMINE IN ETA’ PRESCOLARE

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    COMPETENZE LINGUISTICHE NEI BAMBINI NATI PRETERMINE IN ETA’ PRESCOLARE Annalisa Guarini*, Alessandra Sansavini*, Silvia Savini*, Patrizio Pasqualetti**, Andrea Marini*** * Dipartimento di Psicologia, Università di Bologna; ** Servizio di Statistica Medica e Information Technology (SeSMIT), Associazione Fatebenefratelli per la Ricerca (AFaR) e Language and Communication Across Modalities Laboratory (LACAM), Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione (ISTC-CNR); *** Dipartimento di Scienze Umane, Università di Udine e IRCCS E. Medea L’obiettivo dello studio è confrontare le competenze recettive e produttive fonologiche, lessicali e grammaticali in bambini nati pretermine e con sviluppo tipico all’età di 5 anni, valutando se le difficoltà incontrate siano specifiche o legate a competenze cognitive generali e analizzando le relazioni tra competenze. Hanno partecipato 106 bambini monolingui Italiani (29 pretermine età gestazionale <32 settimane e 77 con sviluppo tipico). I bambini pretermine hanno difficoltà sfumate nella discriminazione uditiva e difficoltà evidenti nelle competenze lessicali recettive e espressive, che permangono anche controllando per lo sviluppo cognitivo non verbale. Le analisi di correlazione tra le competenze analizzate indicano relazioni simili nella struttura tra i bambini nati pretermine e il gruppo di controllo con alcune differenze nell’ampiezza di tali relazioni. In conclusione, emerge un effetto della nascita pretermine che persiste in età prescolare, indicando la necessità di pianificare interventi di supporto che accompagnino questi bambini nel passaggio alla scuola primaria

    Riflessioni intorno a una societas artistica sulmonese del tardo Medioevo (con una novità sul Maestro di Beffi)

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    L'articolo muove dal commento a un importante documento di commissione per statue lignee al maestro Leonardo da Teramo, pittore, cittadino sulmonese dal 1385, e ai suoi due soci. Il documento che risale al 1435 e che viene trascritto integralmente in appendice per la prima volta, costituisce una rarissima testimonianza del funzionamento di una societas artistica abruzzese alla fine del Medioevo. Il ben documentato maestro Leonardo da Teramo viene qui per la prima volta accostato al cosiddetto 'Maestro di Beffi', poiché i luoghi e i tempi del primo coincidono pressoché perfettamente con la distribuizione geografica e temporale delle opere del secondo. A tal riguardo si pubblicano sempre per la prima volta come opere del 'Maestro di Beffi' due statue lignee policromate raffiguranti Sant'Antonio Abate e Sant'Andrea Apostolo provenienti dalla chiesa di Sant'Orante a Ortucchio e oggi conservate nel Museo Civico di Sulmona. Le due sculture costituiscono la riprova dell'ampia gamma di prodotti usciti dalla bottega del 'Maestro di Beffi'. La sua attività come pittore su tavola, oltreché di frescante e miniatore, lascia presumere un'intensa produzione di sculture lignee, ove solo si ponga mente alla tipologia della "custodia d'altare" così diffusa in Abruzzo

    VITA, MIRACOLI E CULTO DI SAN LUDOVICO DI TOLOSA NELLA CHIESA DI SAN FRANCESCO DELLA SCARPA A SULMONA: INDIZI FIGURATIVI PER IL CONTESTO DEVOZIONALE

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    La chiesa di San Francesco a Sulmona conserva in controfacciata una sorta di trittico ad affresco con i miracoli di San Ludovico di Tolosa e una lunetta parimenti affrescata in un locale attualmente adibito a sacrestia, in cui sono raffigurati l’ingresso del giovane principe nell’ordine francescano e la sua consacrazione episcopale da parte di Bonifacio VIII. Il contributo intende rileggere questi dipinti trecenteschi – fra le poche sopravvivenze della chiesa medievale, radicalmente rifatta dopo il terremoto del 1706 – alla luce del contesto architettonico e del panorama confraternale sulmonese
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