2,220 research outputs found

    Le agevolazioni IRAP alla luce del divieto europeo di aiuti di Stato

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    Nell'ambito del progetto di ricerca "National Tax Judges and Fiscal State Aids" del Centro di ricerca e formazione sul settore pubblico - Scuola Europea di Alti Studi Tributari dell'Università di Bologna, finanziato dalla Direzione Generale della Concorrenza della Commissione europea nel quadro del programma "Training of National Judges in EU Competition Law and Judicial Cooperation between National Judges" (2012-2014), sono state curate la raccolta e l'elaborazione dei dati relativi alle agevolazioni fiscali ai fini dell'Imposta Regionale sulle attività produttiva (IRAP) vigenti al 2013 nelle varie Regioni italiane, a statuto ordinario e speciale. Essa è stata pubblicata in forma di "scoreboard" nel volume "Aiuti di Stato fiscali e giurisdizioni nazionali: problemi attuali" che contiene i risultati della più ampia ricerca avente ad oggetto il ruolo del giudice nazionale in materia di aiuti di Stato fiscali. Il contributo scientifico qui proposto, partendo da un'analisi critica dei dati appunto raccolti dal gruppo di ricerca, si propone l'obiettivo di verificare la coerenza e la giustificabilità delle differenziazioni regionali di imposizione fiscale IRAP alla luce di due ordini di parametri di legittimità e di legittimazione dell'autonomia tributaria regionale, quello costituzionale e quello europeo. A tal fine il contributo analizza come all'aumento, almeno nominale, dell'autonomia normativa delle Regioni ordinarie in materia di concessione di agevolazioni tributarie (rispetto al quantum e al quomodo) dopo il d.lgs. 68/2011 e la sentenza n. 153/2013 della Corte costituzionale, si accompagni la crescente preoccupazione per il rispetto dei limiti derivanti dal divieto europeo di aiuti di stato di natura fiscale. Il contributo verifica in particolare l'applicazione dei criteri elaborati dalla CGUE nella giurisprudenza "Azzorre" in merito alle condizioni per escludere l'effetto di selettività geografica dell'esercizio dell'autonomia regionale in materia di IRAP, con riferimento alla variazione delle aliquote, delle misure di riduzione dell'imponibile o dell'imposta. Le differenziazioni del prelievo fiscale anche all'interno delle stesse Regioni, in relazione a requisiti territoriali di ubicazione o svolgimento dell'attività economica, sollevano problemi di compatibilità europea in tutti i casi in cui manca la previa notifica della misura agevolativa alla Commissione UE può in concreto risultare difficoltoso verificare l'applicabilità alle diverse tipologie di agevolazioni fiscali delle deroghe all'obbligo di esenzione (aiuti de minimis e esenzioni per categorie di aiuti). D'altro canto numerose agevolazioni regionali all'IRAP sollevano problemi di selettività materiale, perché la struttura (già a livello nazionale) del tributo rende in alcuni casi complesso inquadrare il rapporto tra sistema nazionale dell'imposta, autonomi sistemi impositivi regionali e norma agvolativa al fine di verificare se la misura regionale, che modula il prelievo in modo diverso rispetto al modello-base del tributo e alla disciplina delle altre Regioni, sia qualificabile come effettivamente derogatoria o, invece, sia giustificabile come "sistematica", cioé come attuazione autonoma, a livello regionale, dei principi dell'ordinamento tributario della Repubblica (ad es. capacità contributiva). In un quadro come quello italiano, ed in particolare nella disciplina dell'IRAP, il contributo cerca di mettere in luce come i criteri elaborati nella giurisprudenza per escludere che l'esercizio dell'autentica autonomia normativa regionale produca effetti di selettività geografica delle agevolazioni fiscali, entri in contraddizzione con il divieto assoluto di aiuti materialmente selettivi. E ciò perché la diversificazione territoriale dello stesso potere delle Regioni di adottare svariate forme di agevolazione per l'IRAP, ancorché costituisca esercizio dell'autonomia tributaria, porta a configurare situazioni del tutto sperequate, in cui non solo le tutte le imprese situate in un Regione possono subire una tassazione IRAP ridotta rispetto alle altre imprese ubicate in Regioni diverse, ma la stessa tipologia di impresa sull'intero territorio nazionale può essere agevolata in modo differente, o non agevolata affatto, secondo il regime IRAP regionale di volta in volta applicabile, e senza che questa differenza di trattamento si correli ad un'apprezzabile differenza territoriale delle situazioni di fatto e di capacità contributiva in cui versano tali operatori economici. Il contributo, in particolare, analizza il caso delle ONLUS (qualificabili come imprese ai fini dell'applicazione della disciplina degli aiuti di Stato non essendo sottratte alle logiche della concorrenza economica) finora non adeguatamente trattato nella letteratura scientifica nazionale, mettendo il luce come non sia affatto scontato che la significativa diversificazione territoriale dell'IRAP per queste forme di "impresa sociale", che pure può avere una convincente giustificazione costituzionale, risulti poi compatibile con la disciplina europea degli aiuti di Stato. Il contributo termina analizzando le problematiche legate alla difficoltà di verificare, nelle more dell'attuazione del registro nazionale degli aiuti previsto dala legge 234/2012, che le diverse tipologie di agevolazioni fiscali IRAP disposte a livello regionale rispettino i presupposti dei regimi degli aiuti de minimis e degli aiuti esenti da notifica. Tali regimi , nella ricostruzione offertane nel contributo, appaiono infatti gli unici capaci di assicurare che l'autonomia tributaria regionale in materia di agevolazioni fiscali, costituzionalmente protetta, venga attuata in modo comptibile con il Trattato UE

    Recurrent Bacterial Meningitis Associated with Mondini Dysplasia

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    We reported two cases of recurrent meningitis and both of them had Mondini dysplasia, which provides a link between the brain and inner ear and is associated with cerebrospinal fluid, otorrhea/rhinorrhea, hearing impairment, and recurrent meningitis. Patients who have hearing impairment and recurrent meningitis should be evaluated for the possibility of this congenital dysplasia, and early diagnosis and prompt surgical intervention may prevent further episodes

    ‘What an Aesthetic War’: The Italian Media Strategy and the Military During the First World War

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    The chapter explores the various media strategies at the time during the First World War (WWI) when reporting news and war reports was particularly complicated and subject to severe censorship. Indeed, in May 1915, when the Kingdom of Italy entered the Great War, the nation’s cultural mobilization was part of this transnational process of forging an acceptable and comforting ‘War tale,’ where the constant manipulation of national information was essential to building a cohesive narration of the nation at war. Mondini points out, however, that the Italian case remains still marginal in scholarly discussions of the military history between 1914 and 1918, and the development of war culture in the Peninsula is an unknown and neglected subject. To fill this gap, his contribution aims to provide an overview of media strategies (newspapers and periodical press) in the process of forging Italy’s own narration of Total War

    Le fiscal rules del patto di stabilità e crescita

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    Il saggio analizza la disciplina regolatoria che il diritto UE pone alle finanze pubbliche nazionali, basata sui tre indicatori del disavanzo, del debito e della spesa. Ricostruisce il ruolo del c.d. Sistema europeo dei conti nazionali (SEC) nel determinare le grandezze finanziarie e statistiche rilevanti per l’applicazione del Regolamento CE n. 479 del 2009, in materia di comunicazione e valutazione dei dati statistici e di contabilità nazionali ai fini del coordinamento europeo, soffermandosi in particolare sul conto consolidato delle amministrazioni pubbliche e i suoi sotto-settori. Vengono poi analizzati approfonditamente gli indicatori di finanza pubblica previsti dal diritto dell’UE. In primo luogo quelli collegati al saldo di bilancio, in particolare il rapporto tra il saldo netto effettivo di bilancio e il PIL nominale e il c.d. saldo strutturale, determinato a in base al c.d. output gap. Viene discusso il ruolo di tali indicatori programmatici di bilancio per l’esercizio della funzione di stabilizzazione e l’attuazione delle politiche anticicliche. Segue un’analisi critica dell’indicatore del debito pubblico e del concetto di sostenibilità del debito, e degli indicatori relativi alla spesa pubblica. Infine il contributo si sofferma sull’importanza dei dispositivi giuridici, e in specifico della Direttiva n. 85/201, che ha condotto a internalizzare tali indicatori dentro i sistemi giuridici degli Stati membri e a renderli giuridicamente rilevanti nel processo nazionale di bilancio attraverso la c.d. armonizzazione dei quadri di bilancio nazionali

    Fonti europee e internazionali del diritto della finanza pubblica

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    Il saggio offre una ricostruzione sistematica e ragionata del quadro complessivo delle fonti normative europee in materia di coordinamento delle finanze pubbliche nazionali, cercando di coglierne lo sviluppo storico. Analizza, in particolare, il riparto di competenza tra Unione europea e Stati membri in tema di politiche in materia di finanza pubblica e, nello specifico, l'articolazione delle competenze in materia di politiche economiche, fiscali, tributarie e di bilancio, focalizzandosi il particolare sul concetto di "governance economica". Offre un quadro di sintesi delle principali fonti europee regolative dei sistemi di finanza pubblica nazionale. Si sofferma sulle norme del TFUE che costituiscono i due pilastri normativi fondamentali, ovvero l’art. 126 del TFUE, disciplinante il divieto di disavanzi eccessivi e i c.d. “criteri di Maastricht”, e l’art. 121 del TFUE, disciplinante il dispositivo di coordinamento preventivo e di sorveglianza multilaterale. Ricostruisce poi l'evoluzione del diritto derivato e del c.d. patto di stabilità e crescita nel primo decennio del XXI secolo, nonché lo sviluppo e la crescita talvolta ipertrofica dell'intero arco di strumenti normativi per la governance economica europea, dalla crisi finanziaria del 2008 alla crisi pandemica del 2020, estendendo l'analisi anche ai trattati internazionali conclusi nella cornice del diritto UE nel secondo decennio del secolo, in concomitanza con la crisi finanziaria, il c.d. Fiscal Compact e il Meccanismo Europeo di Stabilità (MES)

    Il nuovo patto di stabilità e crescita dopo la riforma del 2024

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    Il saggio approfondisce criticamente la riforma del Patto di Stabilità e crescita europeo realizzata nel maggio del 2024. Ricostruisce e discute, preliminarmente, le criticità emerse nell’applicazione del patto di stabilità e crescita a decorrere dall’inizio del XX secolo sino alla sospensione disposta nel 2020 in occasione della crisi pandemica. Ricostruisce poi puntualmente la disciplina giuridica e gli snodi di funzionamento della nuova procedura del braccio preventivo e del coordinamento delle finanze pubbliche nazionali fondato sull’art. 121 TFUE. Esamina e discute le caratteristiche del nuovo strumento previsto in sostituzione del precedente programma di stabilità, il Piano nazionale strutturale di bilancio a medio termine, e l’innovazione della programmazione economico-finanziaria pluriennale collegata alla durata della legislatura nazionale. Successivamente viene analizzata la razionalità e il significato del nuovo indicatore sintetico per la programmazione economico-finanziaria, costituito dal percorso della spesa primaria netta, in rapporto all’obiettivo di riduzione del debito pubblico accumulato dai Paesi membri durante la crisi del Covid-19.– Vengono discusse criticamente le nuove regole di salvaguardia introdotte e la disciplina delle deviazioni dal percorso di spesa, su cui si incentra anche il funzionamento del nuovo braccio correttivo e della procedura contro i disavanzi eccessivi. Nel complesso, vengono evidenziate gli aspetti indubbiamente positivi della riforma ma anche le criticità irrisolte e vengono individuate nuove problematiche sottese alla distanza tra la disciplina dell’attuale diritto derivato e i criteri di stabilità e convergenza delle finanze pubbliche tuttora sanciti nel protocollo n. 12 del TFUE, rimasto immutato

    LO IUS FISCALE EUROPAEUM COME OGGETTO DI STUDIO MULTIDISCIPLINARE

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    Il contributo costituisce l'introduzione al volume "Lezioni di diritto della finanza pubblica europea". Illustra, analizza e contestualizza la metodologia didattica e di ricerca applicata nell'ambito del Modulo Jean Monnet European Public Finance Law (EPFiL). Tale metodologia è stata improntata, in particolare, all'implementazione della interdisciplinarità tra differenti settori giuridici (Diritto finanziario, diritto tributario, diritto costituzionale, diritto dell'Unione europea) e settori delle scienze economiche (scienza delle finanze) e delle scienze politologiche

    Plantoid: plant inspired robot for subsoil exploration and environmental monitoring

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    La Biorobotica è un nuovo approccio nella realizzazione di robot che unisce diverse discipline come Robotica e Scienze Naturali. Il concetto di Biorobotica è stato identificato per molti anni come ispirazione dal mondo animale. In questa tesi, questo paradigma è stato esteso per la prima volta al mondo vegetale. Le piante sono un organismo affascinante con inaspettate capacità. Sono organismi dinamici e altamente sensibili, in grado di esplorare il terreno alla ricerca di nutrienti e di valutare con precisione la loro situazione per una gestione ottimale delle risorse. L'obiettivo di questa tesi è di contribuire alla realizzazione di un robot ispirato alle piante, un plantoide. Il robot plantoide comprende sistemi di radici e rami e deve essere in grado di monitorare l'ambiente sia in aria sia nel sottosuolo. Questi robot ispirati alle piante saranno utilizzati per applicazioni specifiche, come il monitoraggio in situ di parametri chimici, la ricerca di acqua in agricoltura, l'ancoraggio e per la comprensione scientifica delle capacità e comportamenti delle piante stesse mediante la costruzione di modelli fisici. In questa tesi sono stati affrontati diversi aspetti di questa innovativa piattaforma robotica: prima di tutto, lo studio delle piante, le caratteristiche e le tecnologie che consentono di progettare e sviluppare il sistema robotico. Il sistema proposto può essere facilmente suddiviso in due sezioni principali, la parte aerea e la parte radicale (che sta nel sottosuolo). Per la parte che si trova nel sottosuolo, l'attività è stata incentrata sulla realizzazione di un sistema meccatronico miniaturizzato che imita il comportamento dell’apice radicale della pianta. Le piante mostrano una peculiare direzione crescita in risposta a stimoli esterni, come la luce (phototropism), la gravità (gravitropism), il tatto (thigmotropism) o il gradiente di umidità (hydrotropism). I tropismsi spesso interagiscono tra loro, e la crescita finale della pianta è influenzata da tali interazioni. Al fine di imitare le potenti prestazioni del sistema radicale delle piante, un nuovo attuatore è stato proposto. Questo attuatore è basato sul principio osmotico (attuatore osmotico) e, diversamente dagli attuatori allo stato dell’arte basati sul principio osmotico, è stato progettato in modo da avere una reazione reversibile. Questo attuatore permette di eseguire l'allungamento e il direzionamento dell’ apice radicale, generando elevate forze con un basso consumo di energia (con movimenti nella scala temporale della pianta). Studi teorici su questo attuatore mostrano interessanti prestazioni in termini di pressione di attuazione (superiore a 20 atm), con potenza nell'ordine di alcuni mW e con tempi di attuazione nell’ordine delle ore. L’apice radicale robotico è stato progettato per essere dotato di sensori (gravità e umidità) per imitare le capacità di analisi delle piante, e con l’attuatore osmotico per guidare la crescita nella direzione corretta. Un microcontrollore integrato controlla il comportamento e il direzionamento sulla base delle informazioni provenienti dai sensori. Riguardo la parte aerea, l'attività in questa tesi è stata incentrata sulla realizzazione di una sorta di modulo di monitoraggio ambientale, al fine di imitare l'elevata capacità sensoristica delle piante. Questa parte è stata progettata e realizzata in un modo più tradizionale, senza tentare di imitare completamente il comportamento delle piante, ma prendendo ispirazione dalle caratteristiche fondamentali (recupero dell’energia, ampia capacità di monitoraggio e comunicazione). Al fine di integrare una vasta quantità di sensori, è stata sviluppata un’innovativa interfaccia che garantisce il condizionamento di sensori, con capacità plug-and-play e basso consumo energetico. Diversi aspetti del plantoid non sono ancora stati affrontati e saranno parte dei lavori futuri. In particolare, il meccanismo di crescita delle radici (alcune possibili soluzioni sono state proposte e spiegate in questa tesi) e l'integrazione di sensori chimici nell’apice radicale.Biorobotics is a novel approach in the realization of robot that merges different disciplines as Robotic and Natural Science. The concept of biorobotics has been identified for many years as inspiration from the animal world. In this thesis this paradigm has been extended for the first time to the plant world. Plants are an amazing organism with unexpected capabilities. They are dynamic and highly sensitive organisms, actively and competitively foraging for limited resources both above and below ground, and they are also organisms which accurately compute their circumstances, use sophisticated cost–benefit analysis, and take defined actions to mitigate and control diverse environmental insults. The objective of this thesis is to contribute to the realization of a robot inspired to plants, a plantoid. The plantoid robot includes root and shoot systems and should be able to explore and monitoring the environment both in the air and underground. These plant-inspired robots will be used for specific applications, such as in situ monitoring analysis and chemical detections, water searching in agriculture, anchoring capabilities and for scientific understanding of the plant capabilities/behaviours themselves by building a physical models. The scientific work performed in this thesis addressed different aspects of this innovative robotic platform development: first of all, the study of the plants‟ characteristics and the enabling technologies in order to design and to develop the overall plantoid system. The proposed system can be easily sub-divided in two major sections, the aerial part and the subsoil part. About the subsoil part, the activity focused on the realization of a miniaturized mechatronic system that imitates the behaviour of the plant radical apex. Plants show a peculiar directional growth in response to external stimulations, such as light (phototropism), gravity (gravitropism), touch (thigmotropism) or water/humidity gradient (hydrotropism). Tropisms frequently interact between and among each other, and the final grown form of the plant is influenced by such interactions. In order to imitate the powerful performances of the plant root system, a novel actuator has been proposed. This actuator is based on the osmotic principle (osmotic actuator) and, differently by the state-of-the-art actuators based on the osmotic principle, it has been designed in order to have a reversible reaction. This actuator permits to perform the elongation and the typical steering capabilities of the root apex, generating high forces with low power consumption (in the time scale of the plant). Theoretical studies on this actuator show interesting performances in terms of actuation pressure (more than 20 atm) with power in the order of some mW and with actuation in the hours scale time. The robotic root apex was designed to be equipped with sensors (gravity and moisture) to imitate the plants sensing characteristics, and with the novel osmotic actuator to drive the growth in the correct direction. An embedded microcontroller implements the basic root behaviour on the basis of the information coming from the sensors. About the aerial part the activity in this thesis was focused on the realization of a sort of environmental monitoring module in order to imitate the high sensing capabilities of the plants. This part has been designed and realized in a more traditional way, without attempt to imitate completely the plant behaviour but taking inspiration from the fundamental characteristics (energy scavenging, wide sensing capabilities and communication). In order to integrate a wide amount of sensors an innovative interface board that guarantees the conditioning of the sensor, with plug-and-play capabilities and low power consumption, was developed. Several aspects of the plantoid system are not faced yet and they will be part of the future works. In particular, the growing mechanism of the roots (some possible solutions are proposed and explained in this thesis) and the integration of chemical sensors in the root apex
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