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Danno fotochimico delle strutture corneo-congiuntivali da radiazioni ultraviolette
Nel presente lavoro sono valutati la lunghezza d'onda ed i diversi valori di energia luminosa implicati nella produzione del danno fotochimico delle strutture corneo-congiuntivali e vengono esposte le modifiche istologiche e metaboliche che ne derivano. L'esposizione cronica in ambienti ad alta densità di radiazioni ultraviolette è stata messa in relazione con l'insorgenza di pterygium, pinguecola, cheratite a bandelletta e tumori maligni corneali e per questi motivi deve essere consigliata ad individui dediti a particolari attività lavorative o ricreazionali una prudente esposizione o misure protettive: cappello con visiera ed occhiali UV filtranti
Danno fotochimico sulla retina da radiazioni ultraviolette
Gli Autori hanno intrapreso la loro ricerca per stabilire se l'esposizione acuta o cronica a radiazioni nello spettro dell'ultravioletto prossimo durante attività all'aperto o in occasione di intensa illuminazione artificiale (microscopio operatorio) può causare sulla retina umana un danno paragonabile a quello che si verifica in condizioni sperimentali di notevole irraggiamento
L’azione ultravioletto-filtrante di una sostanza antiallergica: il sodio cromoglicato (SCG)
Gli Autori hanno esaminato allo spettrofotometro colliri contenenti sodio cromoglicato al 2-4%. I risultati delle analisi mostrano un’ottima proprietà UV-filtrante del SCG. In tal modo è prospettabile che la sostanza possa essere impiegata non soltanto come specifico antiallergico ma anche come filtro adatto a prevenire il danno UV dipendente sulle strutture oculari
Prevenzione con Bendazac-lisina dei danni oculari indotti da radiazioni non ionizzanti ad alta energia
Nel presente lavoro gli Autori si sono proposti di valutare se la somministrazione orale o topica del Bendazac-lisina, sostanza ad azione antidenaturante, sia un mezzo farmacologico atto a prevenire le opacizzazioni lenticolari e, se possibile, le lesioni retiniche causate da radiazioni ad alta energia nella considerazione degli intimi meccanismi che causano il danno molecolare, dipendente dagli UV e dalla luce blu, sulle strutture oculari
Antibiotici e chemioterapici con potenziale effetto fotosensibilizzante sulle strutture oculari e protezione con lenti filtranti gli ultravioletti. Su di un caso clinico di colorazione della cornea dopo impiego topico di tetraciclinaAntibiotici e chemioterapici con potenziale effetto fotosensibilizzante sulle strutture oculari e protezione con lenti filtranti gli ultravioletti. Su di un caso clinico di colorazione della cornea dopo impiego topico di tetraciclina
Gli Autori, avendo osservato un caso di colorazione della cornea dopo impiego topico di tetraciclina, hanno preso in esame le modalità con cui i raggi ultravioletti possono attivare delle molecole dotate di particolare attività fotosensibilizzante, in modo da consentire loro di intragire con le strutture biologiche. Hanno così ricercato tra gli antibiotici ed i chemioterapici, quei composti che a causa della loro capacità di fotolegame con i tessuti oculari avessero la probabilità di causare danni a questi livelli
Lenti filtranti le radiazioni ultraviolette come protezione per la fotosensibilizzazione dei tessuti oculari da farmaci ad uso dermatologico
Gli Autori, avendo riscontrato la presenza di cataratta in soggetti la cui relativa giovane età non poteva giustificare il cosiddetto processo di aging del cristallino, sono stati spinti, in base all'anamnesi fornita dai pazienti, ad indagare su alcuni farmaci, come gli psoraleni e i retinoidi, usati in campo dermatologico, per comprendere i danni indotti dalla loro accertata o potenziale attività fotosensibilizzante a carico delle strutture oculari e quindi capaci di determinare tra l'altro l'insorgenza della cataratta e mettere in atto le opportune misure di protezione del cristallino e della retina utilizzando lenti UV filtranti
Effetti biologici delle radiazioni ultraviolette sul cristallino
Durante gli ultimi venti anni le radiazioni ultraviolette sono state identificate come un importante fattore implicato nel determinismo di opacità lenticolari. Infatti, sono state accumulate numerose prove che coinvolgono gli UV nella for- mazione di aggregati proteici nel cristallino, nella generazione di composti fiuorescenti, nella pigmentazione nucleare, nella inibizione di attività enzimatiche e nell'alterazione della permeabilità di membrana. Gli Autori hanno ricercato nel processo d'invecchiamento del cristallino ed in determinati tipi di cataratta senile l'importanza di un' esposizione cronica a radiazioni UV
Inibizione della proliferazione e migrazione dell’epitelio lenticolare dopo estrazione extracapsulare della cataratta con particolare riguardo alle sostanze fotosensibilizzanti
Gli Autori hanno esaminato le modalità pratiche e sperimentali, con particolare attenzione all’azione meccanica ed alle sostanze fotosensibilizzanti, per inibire la proliferazione e la migrazione dell’epitelio lenticolare e quindi l’opacizzazione della capsula posteriore in seguito ad intervento di estrazione extracapsulare della cataratta e ciò dopo un rapido riepilogo dell’origine dei tessuti epiteliali responsabili del fenomeno
Suscettibilità retinica al danno da luce blu
Lo spettro d'azione del danno retinico fotochimico comprende non solo l'ultravioletto prossimo (300-400 nm) ma anche la luce blu (400-500 nm) ed i dati istologici mostrano come i due tipi di lesioni abbiano caratteristiche differenti così come viene discusso in dettaglio. Infatti ci sono diverse molecole nei coni, nei bastoncelli e nell'epitelio pigmentato retinico capaci di assorbire fotoni ad alta energia, di trasmettere il loro stato di eccitazione ad altri costituenti del tessuto retinico e di causare danni irreversibili
Danno fotoindotto da strumenti e metodiche d'indagine utilizzati in campo oftalmologico
Alcuni strumenti oftalmologici e l'angiografia a fluorescenza possono rappresentare una sorgente di radiazioni non ionizzanti che presentano la potenziale proprietà di causare un danno fotoindotto sulle strutture oculari soprattutto sulla retina. Particolare attenzione deve essere prestata dagli Oftalmologi nel valutare la contemporanea assunzione di farmaci fotosensibilizzanti
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