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    Viaggio verso il nord ovest. Interviste ad alcune abitanti

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    Interviste ad alcune abitanti di quattro quartieri di housing sociale recentemente conclusi e abitati nel nord ovest di Milano: Abitare Milano 1, Gallarate; Figino Borgo Sostenibile; Via Cenni; Via Fratelli Zoia e Considerazioni a margin

    Viaggio verso il nord ovest_Schede progetti

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    Schede progettuali su 5 recenti quartieri milanesi di housing sociale realizzati nel nord ovest della città: Abitare Milano 1, Gallarate; Abitare Milano 2, Appennini; Figino Borgo sostenibile; Via Cenni; Via Fratelli Zoi

    I quartieri pubblici. Luoghi per nuove sperimentazioni politiche gestionali progettuali

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    Il contributo ripercorre alcune questioni note, ma comunque drammatiche, sull’esiguità di Edilizia Residenziale Pubblica nel nostro paese e la carenza di finanziamenti dedicati, sulle difficoltà gestionali e manutentive del patrimonio pubblico e la necessità di rafforzare il regime dell’affitto quale strumento decisivo per rendere più sociali le politiche del nostro paese. Alcune proposte, in qualche caso attuate in altri avanzate provocatoriamente da studiosi del settore, potrebbero essere prese in considerazione per cambiare il registro delle politiche abitative da sempre costruite per poche categorie sociali e reddituali e che oggi, invece, devono reggere il confronto con un panorama sociale che si presenta estremamente variegato. Da una parte potrebbe risultare strategico conferire in comodato d’uso per qualche decina di anni quel patrimonio pubblico sottosoglia, che per normativa non può essere assegnato, a cooperative che operano nel terzo settore affinchè lo recuperino e lo gestiscano con affitti accessibili. Ciò non intaccherebbe risorse economiche pubbliche e non svenderebbe il già esiguo parco di alloggi; dall’altra definire lo status sociale dell’alloggio in funzione del reddito del suo inquilino così che un alloggio possa diventare anche temporaneamente ‘sociale’ non tanto per il finanziamento che ne ha permesso la costruzione quanto piuttosto per le condizioni economiche di colui che lo occupa. Così che, invece di costruire nuovi alloggi (sociali e non), vengano resi disponibili quelli, anche privati, che si liberano ogni anno in una prospettiva di equità sociale e spaziale all’interno di un sistema in cui il locatore ufficiale sia lo Stato. Queste proposte porterebbero con sé i vantaggi di utilizzare tutto il patrimonio abitativo costruito senza occupare ulteriore suolo; eliminare gli attuali quartieri ghetto mescolando i diversi ceti sociali negli alloggi disponibili nelle città; facilitare la mobilità abitativa per questioni di lavoro o di sopraggiunte diverse necessità del nucleo familiare; contribuire alla diminuzione di precarietà e povertà

    Perchè raccontare Storie di Quartieri pubblici

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    La pubblicazione nasce da un’idea, maturata qualche anno fa, che risponde all’esigenza di fare il punto sui quartieri di edilizia residenziale pubblica per riflettere sul bisogno primario di casa, su un adeguato e nuovo modo di abitare e sull’attuale possibile risposta progettuale, tecnologica e sociale per una loro riqualificazione. È un testo che racconta storie per intravvedere possibili linee di futuro. Il volume trova la sua genesi in una profonda e convinta volontà da parte delle curatrici di voler fotografare l’attuale avanzamento della ricerca che si propone l’intento di valorizzare porzioni di ‘città pubblica’ considerabili un’impareggiabile potenziale risorsa di carattere sistemico. In altre parole, si è sentita l’esigenza di conoscere, e far conoscere, le avanzate esperienze e proposte per ridare qualità culturale, sociale, progettuale, architettonica e urbanistica ai quartieri di edilizia residenziale pubblica esistenti sul territorio nazionale. I quartieri ERP sono un bene rappresentativo di capacità intellettuali e professionali, fisico-materiali, tecnologiche, spaziali e sono il risultato di politiche che hanno prodotto ‘luoghi’ che, pur con criticità riscontrabili, dovrebbero e potrebbero diventare particolare motivo di orgoglio, in quanto opere sociali e, oggi, strumenti potenzialmente determinanti per la rigenerazione urbana, per una riqualificazione edilizia e sociale e per una sperimentazione tecnologica e tecnica d’avanguardia in termini ecologici, energetici e ambientali. La finalità principale è quella di innescare, dopo un silenzio durato troppo a lungo, un dibattito sulla casa, sull’abitare e sulle necessarie politiche dell’abitare sociale in quanto riteniamo che, nonostante lo smantellamento, le politiche di alienazione e i tentativi di rigenerazione/gentrificazione, non sempre riusciti, i quartieri di edilizia residenziale pubblica, continuano a essere luoghi importanti nei quali la città pubblica si esprime e si rappresenta. Testo in Italiano; abstract in ingles

    Storie di quartieri pubblici. Progetti e sperimentazioni per valorizzare l'abitare

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    L’edilizia residenziale pubblica (ERP) è l’argomento comune degli scritti scelti contenuti nel presente volume. Risultato di una call for paper promossa all'interno del cluster Housing Sociale di SITdA, la Società Italiana della Tecnologia, Storie di quartieri pubblici. Progetti e sperimentazioni per valorizzare l’abitare è, al tempo stesso, titolo del libro e dell’iniziativa proposta con l’intento di mettere in luce le esperienze di valorizzazione delle qualità culturali, sociali, progettuali, architettoniche e urbanistiche dei quartieri di edilizia residenziale pubblica. Un bene trascurato per troppo tempo, sia per investimenti sia per cure, che invece ha avuto e ha tuttora un rilevante ruolo nella realtà urbana. Triplice è l’intento della pubblicazione: il primo è quello di raccontare progettisti e interventi, buone pratiche, metodi, azioni e risultati attraverso alcune ‘lezioni di progetto’ concrete, storiche ma tuttora valide, che hanno sperimentato e innovato il modo di pensare la ‘casa’; il secondo è quello di raccogliere spunti per politiche, strumenti, linee guida , metodologie di processo e di progetto testimoniate dal quadro della ricerca e delle sperimentazioni, mirate a individuare prospettive di azione sulla risorsa ERP; il terzo illustra progetti e interventi di valorizzazione dell’abitare, tra rigenerazione e riqualificazione spaziale ambientale e sociale, applicati alle diverse scale di questi ‘luoghi’. È un testo che trova la sua genesi in una profonda e convinta volontà da parte delle curatrici di tornare a riflettere sull’ERP, di fotografare e valorizzare queste porzioni di "città pubblica” considerate un’impareggiabile risorsa sistemica. Invero è un bene rappresentativo di capacità intellettuali e professionali, fisico-materiali, tecnologiche, spaziali e di politiche che hanno prodotto ‘luoghi’ che, oggi considerati negativamente, dovrebbero diventare particolare motivo di vanto in quanto opere sociali e strumento decisivo per la rigenerazione urbana edilizia, sociale e tecnica in termini ambientali. Le potenzialità delle ricerche qui presentate dimostrano il coraggio degli studiosi nel seguitare ad affrontare il tema, sia nella ricerca che nella didattica, non solo perché considerato uno degli strumenti per affrontare la questione abitativa ma reale e rilevante risorsa multidimensionale per gli abitanti e la collettività. Il volume raccoglie contributi, ricerche, sperimentazioni, anche didattiche, e percorsi progettuali maturati da tutte le discipline del progetto all'interno delle diverse sedi universitarie sul territorio nazionale, ma anche esperienze sviluppate in collaborazione con le amministrazioni pubbliche ed enti gestori dei patrimoni. Esperienze assai significative, in un momento storico come quello attuale, in cui gli argomenti della densificazione, rigenerazione, riqualificazione, demolizione/ricostruzione per un piano di rinascita urbana non sempre sembrano prendere strade convergenti con la risposta al bisogno primario, quantitativo e qualitativo, di casa. Insomma, ogni saggio racconta e allo stesso tempo apre a importanti riflessioni che puntano su pertinenti parole chiave, dalla progettazione tecnologica alla sperimentazione e innovazione per l’economia circolare, con cui le strategie del PNRR e dell’Agenda 2030 dovrebbero e devono confrontarsi

    Movimenti per la casa: un ciclo europeo?

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    Una riflessione su un ciclo di lotte per la casa in Europa che ha caratterizzato l'ultimo decennio e di cui vengono inviduati gli assi portanti: crisi del 2008 e sue conseguenze sul mercato della casa, declino dell'edilizia popolare e flussi migratori. Viene accennata anche una riflessione sui limiti dei movimenti stessi e sulle loro prospettive future

    L'edilizia residenziale pubblica in Italia. Definizioni e prospettive

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    I quartieri di edilizia residenziale pubblica, nonostante lo smantellamento avvenuto dai primi anni ’90 del secolo scorso, le politiche di alienazione e i tentativi di rigenerazione/gentrificazione, non sempre riusciti, continuano a essere luoghi importanti nei quali la città pubblica si esprime e si rappresenta. Sono luoghi spesso soggetti a degrado edilizio e urbano, oltre che sociale, ma che attraverso interventi di riqualificazione e riattivazione, demolizione e ricostruzione potrebbero assumere un ruolo centrale nelle città. Nel nostro Paese stiamo parlando di circa 1 milione di alloggi di proprietà pubblica di cui il 75% (circa 800.000) è ancora di proprietà e gestito dagli ex IACP - Istituti Autonomi Case Popolari - poi divenuti aziende a controllo regionale, mentre i restanti sono di proprietà comunale. Si tratta complessivamente di meno del 4% del totale degli alloggi presenti sul territorio nazionale in un Paese che vede la quota europea più alta di abitazioni di proprietà privata stimata tra il 75 e l’80%. Oltre all’esiguità del patrimonio, è anche un bene che è stato trascurato per troppo tempo, sia per investimenti sia per cure e che invece ha avuto, e ha tuttora, un rilevante ruolo nelle realtà urbane. Il risultato della call for paper promossa all’interno del cluster Social Housing di SITdA, la Società Italiana della Tecnologia, Storie di quartieri pubblici. Progetti e sperimentazioni per valorizzare l’abitare è, al tempo stesso, titolo del libro e dell’iniziativa proposta, con la finalità di mettere in luce le esperienze di valorizzazione delle qualità culturali, sociali, progettuali, architettoniche e urbanistiche dei quartieri attraverso tre obiettivi. Il primo è quello di raccontare progettisti e interventi, buone pratiche e metodi, azioni e risultati attraverso alcune ‘lezioni di progetto’ concrete, storiche ma tuttora valide, che hanno sperimentato e innovato il progetto della ‘casa’. Il secondo è quello di raccogliere spunti per politiche, strumenti, linee guida , metodologie di processo e di progetto testimoniate dal quadro della ricerca e delle sperimentazioni avviate, mirate a individuare prospettive di azione sull’ERP risorsa; il terzo è quello di illustrare progetti e interventi di valorizzazione dell’abitare sociale, tra rigenerazione e riqualificazione spaziale, ambientale e sociale. Una parte introduttiva restituisce, attraverso alcuni contributi, il valore e le politiche dell’abitare sociale e dell’ERP come occasioni di sperimentazioni, sinergie e strategie. Il testo trova la sua genesi in una profonda e convinta volontà da parte delle curatrici di tornare a riflettere sull’ERP e sull’abitare, di fotografare e valorizzare porzioni di ‘città pubblica’ considerate un’impareggiabile risorsa sistemica. Si tratta di un bene rappresentativo di politiche virtuose e di capacità intellettuali e professionali, fisico-materiali, progettuali-tecnologiche-spaziali che hanno prodotto ‘luoghi’ che, oggi considerati negativamente, dovrebbero diventare particolare motivo di orgoglio in quanto opere sociali e strumenti decisivi per la rigenerazione urbana, edilizia, sociale e tecnica in termini ambientali. Le potenzialità delle ricerche qui presentate dimostrano la determinazione degli studiosi nel seguitare ad affrontare il tema, sia nella ricerca che nella didattica, ad ampliarne i significati, a considerarne le qualità e le quantità, non solo in quanto strumenti per affrontare la questione abitativa, ma anche perché reale e rilevante risorsa multidimensionale per gli abitanti e la collettività
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