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Con un nuovo incanto è da sperarsi un ribasso maggiore nel prezzo : il riordino degli appalti militari nella Lombardia Austriaca del 18. secolo
The author of this essay describes the reforms implemented by Field Marshall Ludwig Andreas von Khevenhüller in order to rearrange the contract system of the military quartering in the Absburg Lombardy of the early XVIII century. These contracts were at the heart of a system of multilateral relations that involved the Central Government, the local authorities, civil contractors and military officers. While a previous reform undertaken by the first census committee managed to establish a more fair and rational levy structure, this new attempt, carried out by the highest ranking military officer of the Province, tried to improve the cost management mostly by the mean of an expense and waste reduction. This reform attempt was bound to lead to tensions with the Milanese power élites who intended to preserve and defend their traditional self government privilege. The struggle that ensued lasted up to the second half of the century merging into the wider reform process that involved both the civilian and military institutions during the Enlightened Absolutism age
Percorsi di storia militare
La storia militare, un tempo praticata prevalentemente da studiosi in divisa, dall’ultimo dopoguerra è entrata a pieno titolo fra gli oggetti d’interesse della storiografia accademica, guadagnandosi un posto di tutto rispetto, fino a diventare un punto di riferimento ineludibile per altri più consolidati orientamenti della ricerca storica. Essa ha manifestato molto precocemente una vocazione alla considerazione unitaria di processi su una vasta scala spazio-temporale, secondo le linee interpretative della World History, ad opera di studiosi del calibro di William Mc Neill, Geoffrey Parker e Jeremy Black, eleggendo a fattore chiave del divenire storico i contatti e lo scambio di idee, conoscenze e tecnologie fra differenti società.
A fianco a questa propensione la storia militare ha trovato ampio spazio nell’ambito degli studi sui processi di State Building e di controllo sociale, fino agli sviluppi più recenti, orientati alla concettualizzazione dello stato fiscale-militare. L’analisi delle strutture fondate o coordinate dallo stato durante l’età moderna non può infatti prescindere dalla considerazione dell’esigenza di disporre di sempre più ingenti forze militari, che a loro volta si sono dimostrate importanti catalizzatori dei processi di consolidamento delle strutture statali. Quella militare è una delle componenti fondanti della società di età moderna, e dal suo studio sono scaturite tematiche che si sono rivelate utili a molti altri ambiti della ricerca storica. Questo non perché si ritenga che la guerra sia da considerare un elemento essenziale della natura umana, ma perché per l’epoca che ci riguarda appare come uno dei fenomeni che hanno concorso alla costruzione di società complesse.
A fianco all’elaborazione di questi importanti quadri di riferimento alcuni storici hanno avvertito l’esigenza di tornare ad occuparsi della guerra guerreggiata, dell’esplosione del conflitto, il cui studio fino a tempi recenti è stato egemonizzato dai militari o dalle scienze sociali. Si è fatta strada l’idea di concepire una Nouvelle histoire bataille, che ha sviluppato profonde intersezioni con la New Cultural History, con l’antropologia, e che si muove nel senso di una storia culturale della guerra, per i soldati come per i civili, ed è quindi evidentemente di segno molto mutato rispetto alla sua tanto vituperata antesignana. Si va ben oltre lo studio tradizionale delle battaglie, in cui le unità militari erano considerate come blocchi su una carta, come corpi uniformi che obbediscono ad un comandante. Queste unità sono invece formate da uomini di diverse età e attitudini, di cui si vogliono conoscere le condizioni materiali, i sentimenti, le aspirazioni. Di qui la maggiore attenzione rivolta alle cosiddette “autotestimonianze”, diari, lettere, narrazioni in prima persona, che ci restituiscono la guerra esperita dai suoi protagonisti. Testimonianze che sono mediate dai condizionamenti di ceto, genere, professione e dal modo in cui ciascuno di essi ha considerato la guerra
Towards a new social category : the military
During the early modern period the territory of Lombardy had a central importance in the military dynamics involving the whole Italian peninsula and its relations with the European states. Because of its geographical position, Lombardy was an important crossroad for commercial transits with a remarkable network of roads, also used by the army. The lombard military organization had assumed a prominent position in Italy since the era of the communes.
In the course of the three centuries that I shall be considering, military organization in Europe underwent profound transformations, defined by some historians as a “military revolution”. This process was characterized by growth in the size of armies and by the adoption of technical and tactical innovations, which have been long discussed. But a constant that could be defined as anthropological clearly emerges: the mingling of the military world with other social spheres. In current Western culture the war is confined to a circumscribed area. Our society in general is primarily civilian. War during the early modern period involved the whole of society, and the military world was not distinct from civil society. This Long-standing intertwining influenced all levels of political organization, social stratification, finance, economy, culture and daily life.
For these reasons, although during these centuries there was an increasing professionalization of the military, we cannot consider the army as external to society, regulated by its own norms, a world to itself, in which developments were exclusively linked on technological, logistical and tactical innovations. In the past this orientation dominated military history, deriving from a perspective taken unthinkingly from the present, which does not satisfies either the need to understand the societies of the past, nor the study of the military phenomenon itself in its historical dimension. Between the Middle Ages and the modern era social rank regulated relations between people, and the development of specialized knowledge, careers and abilities was circumscribed by this social stratification. All these aspects emerged clearly in Lombardy, which was heavily involved in military conflicts, as much as, if not more than, the other European states. It was mostly in the late eighteenth century that there became evident, quite gradually and inconsistently, forms of differentiation and separation of the military from the rest of society in their education, careers, laws, lodgings and welfare institutions
Soldati a Milano. Organizzazione militare e società lombarda nella prima dominazione austriaca
Nel XVIII secolo le guerre incisero sulle strutture della società più profondamente di quanto non fosse accaduto in precedenza. Le riforme delle finanze, la pianificazione del territorio, la razionalizzazione delle vie di comunicazione utilizzate dalle truppe, il perfezionamento del sistema degli alloggiamenti messi in atto in risposta a precise esigenze organizzative e a pressanti necessità belliche agirono come altrettanti fattori di cambiamento dei tradizionali assetti sociali e istituzionali. L’analisi dell’organizzazione militare della Lombardia Austriaca, un’area di rilevante interesse strategico durante l’Età moderna, offre un osservatorio privilegiato da questo punto di vista. In questo periodo gli Asburgo intrapresero una politica di riforme in collaborazione con i funzionari illuminati lombardi, che influì sui tradizionali rapporti fra sovrano e sudditi, fra ceti sociali, fra stato e città. Questo saggio si sofferma sugli aspetti militari di questi processi, che si manifestarono tra l’altro nel progressivo svincolamento delle contribuzioni militari dalla presenza di soldati sul territorio e in un crescente accentramento finanziario.
Questo volume propone gli esiti di un lavoro di ricerca di alcuni anni condotto negli archivi lombardi e viennesi. I due capitoli centrali del libro riprendono materiali presentati in saggi usciti in tempi diversi. Essi sono stati integrati con nuove ricerche che contraddistinguono i due nuovi capitoli. Si è inteso così delineare il disegno complessivo dell’organizzazione militare della Lombardia Austriaca durante il lungo XVIII secolo, in rapporto all’ampio dibattito storiografico suscitato dalle recenti interpretazioni del Fiscal-Military State in Europa
Guerra, devastazioni e resilienza nell’alta Lombardia dopo la battaglia di Tornavento. Aspetti materiali e immateriali
Lo Stato di Milano fu coinvolto a più riprese nella guerra dei Trent’anni, con il suo portato di contribuzioni, saccheggi e distruzioni. In questo lavoro si prendono in considerazione i modi messi in atto per far fronte all’enorme sforzo militare che caratterizzò l’invasione del Milanese da parte delle truppe franco-piemontesi e parmensi negli anni Trenta del Seicento. In questo periodo l’assenza di socorros dalle altre province della monarchia spagnola impose al paese di sostenere la guerra in proprio. Il saggio si concentra in particolare su alcuni esempi di applicazione largamente discrezionale delle norme relative ad aiuti e sgravi per le comunità. Questa pratica si connetteva a una sapiente gestione della comunicazione fra sovrano e sudditi. Le dimostrazioni di paterna partecipazione alle sventure dei sudditi e le manifestazioni concrete della benevolenza regia consentivano di far rientrare i paesani nelle loro terre, garantendosi il mantenimento della capacità contributiva delle comunità, di ristabilire forme di convivenza ispirate alla normalità e di rinsaldare i vincoli sociali, restando nell’alveo della tradizione.Wars, ravages and resilience in northern Lombardy after the battle of Tornavento. Material and immaterial aspects
The Milan State was repeatedly involved in the Thirty Years War, and thus exposed to contributions, damages and destructions. This paper looks at the strategies followed by local authorities to face the huge military effort required by the invasion of Franco-Savoyard and Parmesan troops in the 1630s. In that decade the lack of socorros from other Spanish possessions compelled the Lombards to finance
the war by itself. This article focuses in particular to some examples of the largely discretional application of rules concerning the granting of tax reductions and indemnities to local communities. The show of paternal feelings for the sufferings of subjects as well as the more tangible marks of royal benevolence made it possible
for peasants to return to their lands, thus sustaining the taxable capacity of communities, and also to restore and reinforce social bonds and reestablish tradition of solidarity
Relazioni militari fra Impero e Stato Sabaudo nel 18. secolo
Nel corso del 18. secolo i Savoia intrattennero in maniera pressoché costante relazioni militari con l’Impero degli Asburgo, che coinvolsero le corti, i ceti dominanti, militari e civili. Le relazioni militari tra Asburgo e Savoia possono essere esaminate secondo diverse prospettive. Le linee di ricerca più tradizionali hanno preso in considerazione le alleanze militari, cioè la concessione di aiuti materiali in uomini e mezzi e il loro coordinamento sul campo. Da questo punto di vista i rapporti organizzativi fra i due eserciti furono assai stretti soprattutto nei primi anni del secolo, conobbero una frattura negli anni Trenta con l’occupazione militare del Milanese e una successiva ripresa. Ma le relazioni fra Savoia e Asburgo non riguardarono solo periodi di conflittualità; va considerato che era spesso proprio la pace a costituire la condizione in cui si assisteva a una certa intensificazione delle relazioni militari tra stati. Oltre a trattative e alleanze, esse si traducevano in uno scambio di uomini, di tecniche e pratiche militari indipendente da eventi bellici specifici. Proprio questa accezione dei rapporti militari, riguardante l’imitazione di modelli organizzativi e la presenza negli eserciti di personale di provenienza nazionale eterogenea è quella più interessante, che si collega ad una ricerca più generale che ho in corso sugli italiani al servizio degli Asburgo d’Austria
Razionalizzazione e sostenibilità: la gestione dei boschi nella Lombardia del XVIII secolo
Nel XVIII secolo il governo milanese cercò di aumentare la disponibilità di legname ispirandosi alle moderne teorie economiche delle scienze camerali e della fisiocrazia. Cesare Beccaria e i funzionari illuminati lombardi considerarono i boschi come parte di un equilibrio instabile fra amministrazione, finanze, manifatture, spopolamento montano, regime delle acque e cercarono un compromesso che conciliasse sviluppo economico, organizzazione sociale e ambiente forestale
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