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    Il disegno del carattere, 1460—2014

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    Come si progetta un carattere tipografico? Da cosa nasce la forma delle lettere? Che relazione intercorre fra gli elementi dell’alfabeto? Quanto determinante è la tecnologia sull’aspetto di un testo? Che cos’è in definitiva una font? Partendo da queste fondamentali domande, Il disegno del carattere esplora l’affascinante mondo del type design. Questo terzo volume si propone di analizzare le concezioni e le tecnologie che hanno influenzato la creazione tipografica dai primi giorni della stampa nel Quattrocento fino alla rivoluzione digitale del Novecento. Il libro offre un’ampia selezione di documenti, evidenziando momenti cruciali della storia tipografica occidentale con un approccio che unisce valore storico e rilevanza per la pratica attuale. Attraverso testi originali di incisori, designer e informatici, Il disegno del carattere guida i lettori a comprendere i fondamenti creativi e tecnologici che hanno plasmato l’evoluzione dell’estetica tipografica. Autori in questo volume: Felice Feliciano, Geoffroy Tory, Jacques Grévin, Giovanni Francesco Cresci, Joseph Moxon, Pierre-Simon Fournier, Rudolf von Larisch, Paul Koch, Harry Carter, William Addison Dwiggins, Edward Johnston, Edward M. Catich, Gerard Unger, Donald Knuth, Walter Tracy, Sumner Stone, Zuzana Licko, Robin Kinross, Fred Smeijers, Richard Southall, Matthew Carter

    Colizzi, A.

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    Le origini dello Studio artistico Nebiolo: Dalmazzo Gianolio, Raffaello Bertieri, Giulio Da Milano

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    Il nome Nebiolo evoca ancora oggi caratteri da stampa iconici che hanno segnato la storia della grafica italiana. Eppure, le vicende relative allo Studio Artistico, dove quei caratteri furono progettati, restano avvolte nella speculazione. La cronologia corrente ne colloca la fondazione al 1933 sotto la direzione di Giulio Da Milano, cui succede nel 1936 Alessandro Butti, che a sua volta nel 1952 lascerà la direzione ad Aldo Novarese. Lo stato della ricerca attuale indica invece che le origini dell’Ufficio tecnico risalgono alla fine dell’Ottocento: è quanto emerge da questa ricostruzione che, a partire da dati e indizi ricavati da pubblicazioni e documenti d’archivio, mette in luce il ruolo svolto da figure considerate minori come Dalmazzo Gianolio, Pietro Negri, Edoardo Cotti e Raffello Bertieri, prima di affrontare il contributo di Da Milano.The name Nebiolo still evokes iconic typefaces that have marked the history of Italian graphic design. Yet, the events surrounding the Studio Artistico, where those typefaces were designed, remain shrouded in speculation. Current chronology places its foundation in 1933 under the direction of Giulio Da Milano, who was succeeded in 1936 by Alessandro Butti, who in turn left the office to Aldo Novarese in 1952. The current state of research indicates that the origins of the Drawing Office date back to the end of the 19th century: that is what emerges from this reconstruction, which based on data and clues from publications and archive documents, highlights the role played by lesser figures such as Dalmazzo Gianolio, Pietro Negri, Edoardo Cotti and Raffello Bertieri, before addressing Da Milano's contribution

    Symmetry and asymmetry in the unwinding of nucleic acids

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    The forming and melting of complementary base pairs in RNA and DNA duplexes are conformational transitions re- quired to accomplish a plethora of biological functions. Using fully atomistic simulation we have shown that RNA unwind- ing occurs by a stepwise process in which the probability of unbinding of the base on the 5’ strand is significantly higher than that on the 3’ strand [Colizzi and Bussi JACS, 2012]. The asymmetry in the RNA unwinding dynamics is compli- ant with the mechanism of helicase activity shown by proto- typical DEx(H/D) RNA helicases and could allow decipher- ing the basis of the evolutionary pressure responsible for the unwinding mechanism catalyzed by RNA-duplex processing enzymes. In this spirit and from a broader standpoint, here we use a topology-based coarse-grain model to compare and characterize the mechanism of unwinding for both DNA and RNA. The (a)symmetric behavior of the 3’- and 5’-strand could be related to the (bi)directionality observed in molecular machineries processing nucleic acids

    Concerto a Violino Concertante ô Mandolino Due Violini di Ripieno Violetta Due Corni ad Libitum e Basso

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    dedicato al Serenissimo Principe Michele di Wolkonskoy da G.A.K. Colizzi, à LeidenVgl. auch mit Incipit bei C. Johansson, Hummel, Bd. 3, T. 65C. Johannson, Hummel, Bd. 2, F. 9RISM CC 3365

    Il disegno del carattere, 1460—2014

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    Come si progetta un carattere tipografico? Da cosa nasce la forma delle lettere? Che relazione intercorre fra gli elementi dell’alfabeto? Quanto determinante è la tecnologia sull’aspetto di un testo? Che cos’è in definitiva una font? Partendo da queste fondamentali domande, Il disegno del carattere esplora l’affascinante mondo del type design. Questo terzo volume si propone di analizzare le concezioni e le tecnologie che hanno influenzato la creazione tipografica dai primi giorni della stampa nel Quattrocento fino alla rivoluzione digitale del Novecento. Il libro offre un’ampia selezione di documenti, evidenziando momenti cruciali della storia tipografica occidentale con un approccio che unisce valore storico e rilevanza per la pratica attuale. Attraverso testi originali di incisori, designer e informatici, Il disegno del carattere guida i lettori a comprendere i fondamenti creativi e tecnologici che hanno plasmato l’evoluzione dell’estetica tipografica. Autori in questo volume: Felice Feliciano, Geoffroy Tory, Jacques Grévin, Giovanni Francesco Cresci, Joseph Moxon, Pierre-Simon Fournier, Rudolf von Larisch, Paul Koch, Harry Carter, William Addison Dwiggins, Edward Johnston, Edward M. Catich, Gerard Unger, Donald Knuth, Walter Tracy, Sumner Stone, Zuzana Licko, Robin Kinross, Fred Smeijers, Richard Southall, Matthew Carte

    ‘The other face of America: Cittato, Waibl and Ottinetti in Chicago / L’altra faccia dell’America: Cittato, Waibl e Ottinetti a Chicago

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    La storia della grafica moderna è convenzionalmente costruita su un canone di personalità influenti attive nella prima metà del Novecento, e quella italiana non fa eccezione, fondata com’è sulla cosiddetta «scuola milanese». È evidente come tale lettura rifletta solo una parte della complessa realtà storica, ignorando trasformazioni sociali profonde e trascurando di fatto figure non necessariamente marginali, né di minore rilevanza. Se si può affermare retrospettivamente che Unimark è stata la piattaforma che ha lanciato la carriera americana di Vignelli, è altrettanto vero che tra il 1965 e il 1975 Milano e Chicago appaiono idealmente collegate dal passaggio di alcuni grafici italiani, che in America faranno esperienze fondamentali: Heinz Waibl (1931), Giulio Cittato (1936–86) e Piero Ottinetti (1927–2018). Provinciali era stato forse il primo (dopo la breve parentesi newyorkese di Depero) a percorrere la strada verso l’America, quando fra il 1951 e il ’53 è studente all’Institute of Design (l’ex New Bauhaus di Moholy-Nagy) a Chicago. Quell’esperienza, in genere temporanea ma per alcuni a senso unico, costituisce una tappa essenziale nel percorso professionale di Waibl, Cittato e Ottinetti che, pur con esiti divergenti, presenta alcune significative affinità. Se le condizioni del loro arrivo in America sono sostanzialmente simili, che cosa ha determinato esiti così differenti per Cittato, Waibl e Ottinetti? Perché, pur provenendo da una stessa cultura grafica, alcuni hanno trovato a Chicago migliori opportunità? E come si spiega che il nome di Ottinetti sia stato espunto dalla successiva storiografia, sia italiana che americana
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