1,721,010 research outputs found

    Residui plastici, l'insidia che parte da un contatto

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    Negli ultimi anni, grazie soprattutto all’evoluzione delle tecniche analitiche, è stato possibile riscontrare in vari prodotti alimentari la presenza di composti estranei ceduti da materiali plastici da sempre ritenuti inerti. Tra questi gli ftalati sono stati ritrovati in diversi prodotti alimentari, e la loro presenza è stata ricondotta a cessioni da parte di materiali plastici utilizzati nelle varie fasi del processo di produzione. Diverse recenti ricerche hanno dimostrato la migrazione di tali sostanze nelle bevande alcoliche in quantità variabili: in Francia nei distillati fino a 10 mg/L, in Francia, Italia e Germania nei vini 0,1-1 mg/L. Per quanto riguarda il contenuto di tali composti negli oli alimentari, sono state già svolte alcune indagini sui prodotti commerciali da parte dell’associazione dei consumatori tedesca Stiftung Warentest nel 2005 e nei mesi scorsi da parte della associazione italiana Altroconsumo. Inoltre, a dimostrazione dell’attualità di questa tematica, si riporta che nell’ultimo congresso della Società Italiana per lo Studio delle Sostanze Grasse, tenutosi a Roma nel giugno scorso, sono stati discussi dal prof. Konrad Grob i risultati delle ricerche da lui condotte sul contenuto di ftalati negli oli e grassi. In particolar modo, sono state evidenziate le difficoltà analitiche della determinazione e le accortezze per evitare le contaminazioni ambientali che spesso portano a sovrastime dei risultati. Inoltre, il prof. Grob ha riportato i risultati di un monitoraggio effettuato nel 2006 in Svizzera che ha preso in considerazione 74 oli alimentari, di cui 61 extravergini di oliva. In 28 di questi era superato il limite indicato di 1,5 mg/kg per il composto DEHP

    Recovery and use of olive stones: Commodity, environmental and economic assessment

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    At the present time biomass (together with sunlight) is the most equally distributed and easily exploited energy resource. Of the various types of biomass, that deriving from agricultural by-products is proving to be of growing interest thanks to the ease with which it can be accessed and processed, its energy concentration and the ‘‘ethical’’ acceptability of this fuel (that does not derive from specifically grown crops but from the by-products of the agricultural industries). In addition, a number of potential environmental problems may be resolved. In particular, during the production of olive oil it is possible to recover olive pits as a by-product for energy production for use as fuel in domestic boilers or in large industrial plants for cogeneration. This study evaluates the commodity, environmental and economic aspects linked to different techniques for the pit recovery from olive pulp and olive pomace. The economic and environmental viability of these new ‘‘best practices’’ has been demonstrated both at the level of production (increased income for olive extraction plants) and at the level of environmental sustainability (use of renewable fuels)
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