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Dennis and Barbara Tedlock: The Dialogic Turn in Anthropology
The chapter discusses three main aspects of Barbara Tedlock’s and Dennis Tedlock’s anthropological reflection. Poetics. According to Barbara ad Dennis Tedlock, every act of speech, writing or doing has a poetic dimension. They discuss how the categories of a poetics based in Western literacy tradition require extensive revaluation in order to improve our comprehension of native arts. Participation. Barbara Tedlock created the concept of “Observation of participation.” During participant observation ethnographers attempt to be both emotionally engaged participants and coolly dispassionate observers. In the observation of participation, ethnographers both experience and observe their own and others’ coparticipation within the ethnographic encounter. Translation. Translation is the main topic of Barbara and Dennis Tedlock’s reflection. They proposed the concept of “dialogical anthropology”—an important epistemological paradigm shift. Theoretical and methodological implications of this shift will be analyzed in the chapter—also with regard to the contemporary discussion of the consequences of thinking anthropology as dialogue
Relativismo cultuale : in difesa di un pensiero libero
Per quanto spesso se ne parli, per quanto tutti pensino di sapere che cosa sia, pochi conoscono la storia e il significato del concetto di “relativismo culturale”. Pochi, soprattutto, lo riconoscono come un concetto elaborato e discusso all’interno di un sapere specifico, l’antropologia culturale, nel corso di più di un secolo di esperienza diretta – sul campo - e di riflessione teorica sulla diversità culturale. Il libro intende ricostruirne la nascita, la storia e le articolazioni interne (relativismo linguistico, cognitivo, etico, metodologico), chiarendone il significato e la specificità
Come nel gioco della palla che scotta. Riflessioni a margine di un progetto sulla responsabilità educativa
L’articolo discute un progetto di antropologia applicata svoltosi in un circolo didattico di una scuola italiana a partire dall’anno scolastico 2018/2019 avente come oggetto la sperimentazione di un nuovo modo di gestire le tradizionali udienze o colloqui scuola-famiglia. Esso si presenta come la restituzione di un progetto di ricerca interrotto, la riflessione critica su di esso e al tempo stesso come un’interrogazione sul ruolo della ricerca applicata nei contesti educativi. In particolare viene indagata la scuola in un’ottica di “luogo di sperimentazione di se stessi” e osservata la reazione degli studenti, investiti di un ruolo di maggior responsabilità del proprio apprendimento, degli insegnanti e dei genitori, a cui viene richiesta una modalità differente di interazione. A questo si aggiungono le impressioni delle ricercatrici che provano ad inserirsi nel tessuto scolastico italianoThe article discusses an applied anthropology project held in a school whose
object is the experimentation of a new way of managing traditional Parents’ Day. It
presents the return of a failed research project, the critical reflection on it and at the
same time as a questioning of the role of applied research in educational context
Relativismo e universali culturali: il contributo del sapere antropologico
Il testo si propongo di chiarire il significato del concetto di relativismo culturale in senso antropologico e il contributo che esso può dare alla comprensione dell’alterità e al dialogo interculturale
Our bad language : creolizzazione linguistica e conflitto nell'isola di Antigua
Che rapporto lega linguaggio e cultura? Che cosa sono in grado di rivelarci gli eventi comunicativi quotidiani di una cultura altra? E, inoltre, in che misura i significati condivisi dai gruppi umani sono accessibili all’antropologo che intende studiarli?
Sono alcune domande sullo sfondo di questa etnografia nell’isola di Antigua: un’analisi di alcune forme del parlato conflittuali che si pone come una riflessione aperta sui temi della creolizzazione e della delocalizzazione cultural
Etnografia della responsabilità educativa
Come sono cambiate, in Italia, le famiglie, negli ultimi decenni? In che modo genitori ed educatori definiscono la responsabilità educativa? e di che cosa ritengono responsabili i loro figli? La risposta a queste domande non muove da astratte categorie filosofiche ma da una ricerca etnografica in una ricca cittadina del nord Italia, Cremona. La ricerca condotta dal settembre 2010 al settembre 2012 si basa sull'analisi di più di un migliaio di disegni di bambini e sull'ascolto di storie di vita di testimoni privilegiati e genitori, italiani e migranti. Ne emerge un quadro in cui, a fronte di un aumento generale di attenzione e preoccupazione per la formazione di bambini competenti - in abilità, autonomie, apprendimenti - si delinea un progressivo indebolimento nella trasmissione del senso di responsabilità individuale e sociale. Il libro analizza questo divorzio tra "competenze" e "responsabilità" nella cultura educativa italiana contemporane
Danielle Londei, Laura Santone (a cura di), Entre linguistique et anthropologie : observations de terrain, modèles d’analyse et expériences d’écriture,Peter Lang, Berne
Un figlio è sempre un figlio : l'immaginario degli adolescenti lombardi sulla generazione e sull'aborto
Il testo presenta e discute i risultati di una ricerca condotta in alcune scuole superiori lombarde nell’anno scolastico 2009/2010 sulle rappresentazioni culturali degli adolescenti sulla generazione e sull’aborto. La ricerca ha esplorato le categorie cognitive ed etiche che gli adolescenti associano ai temi della gravidanza, del parto e dell’interruzione di gravidanza (il presente); ha indagato se, e come, è avvenuta e avviene la trasmissione di “saperi”, “pratiche” e “rappresentazioni” su questi temi nella relazione tra genitori e figli (la tradizione); ha analizzato cosa i giovani si aspettano e immaginano per il loro futuro (il futuro)
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